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dado da brodo
Il glutammato monosodico, il piu' efficace potenziatore di sapore
e' quasi onnipresente nei cibi e nelle salse. Nel
mondo se ne consumano duecentomila tonnellate
all'anno.
Di Teresa Chiarolanza
Circa
il 30% della popolazione e' potenzialmente a rischio
per fenomeni d'intolleranza. I sintomi principali:
bruciori, diarrea, crampi addominali, emicrania sete e
nausea.I tempi cambiano e spesso si legge che quello che
ieri era considerato un alimento sicuro, puo' avere
rischi e conseguenze insospettabili e fastidiose. E'
il caso degli estratti di carne, meglio conosciuti per la
loro forma come "dadi", il cui uso ci e'
stato per decadi raccomandato dalla pubblicita'.
Quelli che erano bambini negli anni 60 non hanno
dimenticato i caroselli che, accompagnati da musichette
facili ed orecchiabili, cantavano le lodi dei dadi
Lombardi, Star, Knorr o Liebig. E le mamme, in massa,
hanno ascoltato i consigli per l'acquisto e questi
prodotti, promesse di gusto e di successo in cucina, sono
divenuti quasi un'indispensabile presenza nel brodo,
negli arrosti di carne o come
base di tante altre pietanze. Facili da usare, efficaci e
apparentemente sicuri, certamente pochi si sono
preoccupati di sapere di piu' sul loro contenuto,
soprattutto in termini di glutammato mono-sodico (MSG),
in parole semplici, un miscuglio di sodio e acido glutammico, un amminoacido che aiuta a costruire le
proteine, con una forte capacita' di potenziare il
sapore e quindi in grado di trasformare quasi tutti i
cibi da insipidi a gustosi.
Non e' una sorpresa
quindi che l'MSG sia un ingrediente fondamentale
anche per molti produttori di cibi precotti e che venga
accettato da cuochi e chefs di tutto il mondo.
Il
glutammato monosodico ha una lunga storia nella cucina
cinese vuoi per la frugalita' dei pasti vuoi per il
fatto che i cinesi consumano, generalmente, poca carne e
una zuppa con poche proteine puo' essere altrettanto
saporita aggiungendo MSG e, in piu', in questo modo
si riduce la necessita' di ingredienti freschi. In
natura, i funghi, i pomodori e altri vegetali contengono
acido glutammico, ma esso e' relativamente inerte a
causa della combinazione con le altre componenti
alimentari e senza effetti sul sistema nervoso, cosa che
invece puo' accadere con l'MSG commerciale
usato negli estratti di carne o di pollo. Ma allora
qual'e' il problema che sta alla base della
cosidetta Sindrome del ristorante cinese? E perche',
sebbene la Food and Drug Administration americana abbia
classificato il MSG come "generalmente sicuro",
nel corso degli ultimi anni, gli e' stato imputato
di tutto, dal mal di testa alla depressione?
La storia
della ricerca medica sul glutammato monosodico inizia fin
dal 1970, quando alcuni studi dimostrarono che in alcune
specie animali questa sostanza causava danni cerebrali e
altri seri effetti collaterali. Uno studio condotto nel
1972, da Richard Kenny professore di fisiologia al George
Washington University Medical Center, rivelava che
risultati simili non erano riscontrabili nell'uomo e
solo in alcuni rari casi si era visto qualcosa di diverso
dalla normalita'.
Da allora ci sono stati numerosi
casi di rapporti anedottici di individui che affermavano
di essere intolleranti all'MSG, ma pochi sono stati
gli studi ben fatti per determinare se e a quali dosi
possono insorgere reazioni avverse in persone, di per se', gia' sensibili. Cosi' in assenza di
studi definitivi, la controversia sull'MSG,
all'interno della comuita' scientifica e,
piu' in particolare dei neurologi, ha continuato a
trovare ampio spazio. Finalmente poi, su richiesta del
ministero della Sanita' americano, la Federation of
American Societes for Experimental Biology (FASEB),
massima autorita' nel campo delle ricerche
biochimiche, ha recentemente concluso un rapporto sulle
reazioni avverse al glutammato monosodico che sono state
segnalate nel corso degli anni. Se il rapporto del FASEB
indica che non c'e' una evidenza di un rapporto
diretto fra il MSG e alcuni fastidi, cio' non
significa necessariamente che essi non possano insorgere
e' i risultati preliminari sembrano confermare
quelle che erano state le scoperte di Kenney secondo cui,
se pure in una percentuale molto piccola della
popolazione, ci sono soggetti
che potrebbe soffrire di quella che e' stata
chiamata la "MSG symptom complex",
caratterizzata da mal di testa, bruciori sulla parte
posteriore del collo, avambraccio e petto, intorpidimento
della parte bassa del collo che si irradia dalle braccia
alla schiena, formicolio, dolori al petto, nausea,
battito cardiaco accentuato, debolezza e sonnolenza.
L'esatto numero di coloro che ne sono affetti non
e' conosciuto ma recenti dati ipotizzano che il 30%
della popolazione e' potenzialmente a rischio per
fenomeni d'intolleranza.
Per queste persone,
consumare una pietanza che contenga anche una piccola una
dose di additivo puo' produrre l'insorgenza
temporanea dei sintomi e notevoli disagi. Secondo
l'indagine, in generale, l'intensita' dei
disturbi sarebbe direttamente proporzionale alla
quantita' di glutammato ingerito e quanto piu'
alta e' la dose tanto piu' le persone colpite
lamentano problemi. E' importante ricordare che il
consumo medio consigliato per persona non dovrebbe
superare 0,5 grammi al giorno. Quelli che hanno
raccontato di aver sperimentato questa strana sindrome ne
avevano mangiato almeno 3 grammi e spesso a stomaco
vuoto, nella forma di una zuppa o addizionati a pietanze
con una discreta componente liquida. In un pasto solido
invece, con una buona presenza di carboidrati, l'MSG
verrebbe metabolizzato per primo, non assorbito come tale
e quindi incapace di raggiungere la barriera
emato-cerebrale attraverso la circolazione sanguigna. In
considerazione che la maggior parte delle persone
tollerano l'MSG senza alcun sintomo sembrerebbe che
il problema, seppure non risolto, sia per lo meno poco
sigificativo e che, per di piu', anche i soggetti
sensibili esperienzano solo sintomi temporanei. Inoltre
l'alimentazione e' sempre un complesso insieme
di alimenti per cui come si puo' dire se la reazione
e' causata dal glutammato, da qualcos'altro o
si tratta solo di una coincidenza? Se si sospetta di
essere sensibili all'MSG, bisogna farsi controllare
da uno specialista in allergie, e cercare di eliminare
dalla dieta, per almeno due settimane, tutti i cibi che
lo possono contenere. E qui nascono le difficolta'.
Nel mercato il glutammato sodico e' presente con
nomi diversi in moltissimi cibi, e percio' e'
quasi impossibile riuscire ad eliminare tutte le fonti.
Se a seguito di una dieta mirata i sintomi scompaiono, si
puo' lentamente aggiungere un cibo alla volta. Le
reazioni avverse, di solito, si sviluppano da pochi
minuti a un'ora dopo l'ingestione (eccetto nei
rari casi di asmatici gravi che potrebbero avere problemi
anche dopo 8 -12 ore dall'ingestione) e questo
e' un fattore che aiuta moltissimo nella diagnosi.
Una buona cosa sarebbe l'obbligo per i produttori di
indicare sulle etichette, se e' presente fra gli
ingredienti, la quantita' di glutammato. Una
informazione che non costa niente e che potrebbe evitare
tanti inutili fastidi. Per finire una ultima
raccomandazione: se solo sospettate di essere sensibili
al MSG non accettate un invito a cena senza chiedere dove
intendono portarvi, specialmente se pensate che si tratti
di un ristorante cinese.
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