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articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


Datteri: vere bombe caloriche

Nati in oriente si sono diffusi al seguito degli Arabi in Spagna e da qui in America. Ottimi negli stati di convalescenza e per contrastare la decalcificazione ossea

di Marisa Paolucci

La palma da dattero e' coltivata da piu' di 4000 anni nella regione della Mesopotamia tra il Tigri e l'Eufrate. Solo nel Medio Evo ha inizio la sua diffusione, con gli arabi che la portarono nelle regioni calde del sud e dell'est della penisola iberica e in seguito con i conquistatori spagnoli raggiunse l'America. La palma da dattero e' una pianta ricca di significati simbolici: per gli Egiziani era un simbolo di fertilita', per i Greci fonte di fortuna e prosperita', gli antichi romani usavano donare un ramo di palma agli attori piu' bravi, agli aurighi e ai gladiatori, per i Cristiani, le foglie delle palme sono tuttora un simbolo di pace. Si narra che l'imperatore Augusto amava moltissimo i datteri e la prima palma nata a Roma ebbe origine da un seme gettato dalla mensa dell'imperatore.
Nei paesi medio-orientali questa pianta e' ancor oggi quasi venerata dalle popolazioni indigene per i suoi molteplici impieghi: i frutti nutrono i popoli nomadi durante le traversate nel deserto, per questo sono denominati “nettare del deserto”, le sue foglie sono utilizzate per costruire capanne, panieri, cordami, cappelli e stuoie. Da essa si ricava, una volta fermentata la sua linfa anche il “vino di palma”. Ma strano a dirsi uno dei maggiori produttori mondiali di questi frutti, e' la California. La palma da dattero, con un tronco diritto e ruvido puo' raggiungere i 20 metri d'altezza. Produce frutti oblunghi di colore scuro che crescono su fitti grappoli che possono arrivare a pesare fino a 15 kg. Ogni albero produce fino a 270 kg. di datteri l'anno. La maggior parte dei datteri e' fatta seccare al sole in modo da aumentare la concentrazione di zuccheri, essi diventano cosi' piu' dolci, si conservano piu' a lungo, e sono disponibili tutto l'anno. Il dattero dal greco daktilos (pron. dactilos) che significa dito, ha una polpa carnosa e molto zuccherina (per il 66% di glucosio e fruttosio) e all'interno custodisce un piccolo seme legnoso I frutti sono fra i piu' ricchi di minerali: grandi fornitori di potassio, ferro, magnesio, fosforo e calcio oltre a rame, zinco e manganese. Contengono inoltre le vitamine del gruppo B, soprattutto B1, B2, e B6.
Il valore energetico per 100 grammi di datteri e' di circa 275 kcal, in grado di fornire circa l'11% del fabbisogno calorico giornaliero di un adulto che svolge un'attivita' fisica media. e' per questo che i datteri sono protagonisti di tutte le diete energetiche proprio per il loro effetto rinvigorente e tonificante, per qualsiasi eta' in caso d'affaticamento e debilitazione fisica, e molto utili agli adolescenti, alle donne in gravidanza e in allattamento, agli anziani non diabetici per contrastare la decalcificazione ossea. Al contrario, pero', forniscono pochissime proteine, e sono adatti quindi nelle diete ipoproteiche quando e' necessario ridurne l'assunzione come nei casi d'insufficienza renale. Secondo la tradizione, questi frutti possono avere un effetto terapeutico per l'infiammazione delle vie respiratorie: basta cuocerne in 1/2 litro di latte 100 grammi per alcuni minuti e aggiungere un cucchiaio di miele. Si ottiene un efficace effetto benefico per le vie respiratorie. Il succo detto anche “miele di dattero” puo' sostituire burro e zucchero in cucina: si ottiene frullando i datteri fino a ottenere una crema (aggiungendo poca acqua) da conservare in frigorifero. La polvere dei noccioli e' usata in fitoterapia. I datteri possono essere mangiati da soli, snocciolati e farciti con frutta secca come mandorle, nocciole o noci. Un abbinamento appetitoso potrebbe essere quello con i formaggi soprattutto i piu' saporiti come i caprini, i pecorini stagionati, oppure il gorgonzola, il roquefort. ...e la bilancia? Nessuna oscillazione pericolosa se viene mantenuto, l'ormai noto, rapporto equilibrato tra gustose calorie e attivita' fisica.

 

 


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