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IL GELATO
di Giorgio Maggiore
Alla facolta'
di medicina dell'Universita' di Leeds, e' appena
terminato uno studio sui desideri delle donne. Non tutti pero', ma solo quelli alimentari, ed in particolare
quelle strane voglie che talvolta assalgono le nostre
compagne e le portano a cercare, in frigorifero o
nell'armadio, qualcosa da mettere sotto i denti. Le
intervistate, tutte di peso nella norma, hanno registrato
su un apposito diario tutte le volte che , nell'arco di
cinque settimane, sentivano dentro di se' l'urgenza di
mangiare qualcosa.
Questi i risultati. Il cibo piu' desiderato
e' stato il cioccolato (49% di tutte le voglie) seguito da altri dolci
(29%) e da alimenti salati o piccanti (12%). Questi
ultimi sono piu' desiderati a casa (59%) che sul posto di
lavoro(9%) . Nei periodi pre-mestruali il numero delle
volte che si desidera cibo aumenta notevolmente, e
difficile a crederci, le voglie sarebbero piu' stimolate
dal pensiero dell'alimento che dalla sua vista o
dall'odore.
Il nome di
Bernardo Buontalenti non e' cosi' famoso come dovrebbe.
La sua scoperta non ha cambiato il mondo ma certamente ha
reso la nostra vita piu' dolce e piu' fresca. Dal 1500 il
gelato e' un alimento che non ha vissuto crisi, passando
dalla produzione artigianale a quella industriale. Gli antichi romani avevano
avuto l'intuizione ma per un po' di refrigerio
dovevano accontentarsi della neve insaporita. Per
arrivare al gelato come lo conosciamo noi,
bisogna attendere il 1500, alla corte dei Medici
dove maestro Bernardo completava i banchetti di
palazzo con gelati a base di latte o sorbetti
alla frutta . Ma il vero primo " re del
gelato" fu tale Procarpio , un siciliano
noto in tutta Europa per la sua offerta di piu'
di cento sapori , fra i quali , evidentemente
eccellevano gli agrumi dell'isola. Da allora il
gelato e' un prodotto che si identifica con
l'Italia, quanto , e forse anche di piu' , della
pasta e della pizza, e non c'e' citta' al mondo che non ospiti una gelateria "
all'italiana" dove si vendono cassate,
granite o coppe "tuttifrutti". Il
gelato e' bello da guardare, e' gustoso e
rinfrescante, ma soprattutto puo' essere un
alimento alternativo, naturale e ricco di sapore.
Il suo valore energetico, fonte di grande timore
per chi ha problemi di dieta o per i diabetici,
varia a secondo dei tipi e, ancora di piu', a
seconda degli ingredienti e delle guarnizioni utlilizzate. Quelli a base di latte contengono
proteine, calcio e fosforo ed una media di 250
calorie ogni 100 grammi. Quelli a base di acqua,
particolarmente quelli con polpa di frutta, hanno
un minore contenuto proteico e calorico, ma a
loro volta sono piu' ricchi in zuccheri e
vitamine. Una attenzione al gelato ,come elemento
integrante della dieta, fa parte di una
nuova filosofia della nutrizione che raccomanda
un giusto equilibrio fra piacevolezza e contenuto
calorico , tenendo in conto che delle 2300-2400
calorie necessarie ad un uomo che lavora, non ha
problemi di peso e gode di buona salute, circa il
60% deriva dai carboidrati di cui fanno parte gli
zuccheri e gli amidi del pane e della pasta.
Vanno bene quindi i gelati se si sostituiscono ad
altri cibi, meno se si aggiungono ad un lauto
pasto gia' squilibrato per rapporto fra i
nutrienti ed al di sopra del fabbisogno calorico.
E' importante, ad esempio, scegliere un gelato o
una granita alla frutta se si e' consumato un
pasto ricco di grassi, mentre si puo' indulgere
in un cono alla crema o al cioccolato se la cena e' stata leggera ed ipocalorica. Non bisogna
infine dimenticare l'aspetto psicologico che
accompagna il consumo di un prodotto che
gratifica e puo' costituire, specialmente
d'estate, un momento di socializzazione e di buon
umore , ne' il valore energetico e rinfrescante
che un gelato puo' avere dopo una partita di
tennis o una passeggiata in montagna. Va detto
infine che i gelati industriali, che mediamente
non sono meno buoni di quelli artigianali, e che
hanno in piu' la garanzia del controllo di qualita' degli ingredienti e e
che hanno in piu' la garanzia del controllo di qualita' degli ingredienti
e dell'igiene della produzione, forniscono un minor apporto calorico, con
una media di 75 calorie per un cornetto alla panna. |