Gli integratori nella cellulite

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articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


Dott.Andrea Romani Dermatologo Montecatini Terme Presidente ISPLADDr.ssa Mariuccia Bucci Dermatologo Sesto S. Giovanni (MI) Responsabile Dipartimento di NutriDermatologia ISPLAD

Gli integratori nella cellulite

Qualsiasi protocollo si scelga per contrastare il piu' diffuso inestetismo femminile, va sempre accompagnato da attivita' fisica, dieta bilanciata e giusti integratori alimentari 

Dott.Andrea Romani Dermatologo Montecatini Terme Presidente ISPLAD e Dr.ssa Mariuccia Bucci Dermatologo Sesto S. Giovanni (MI) Responsabile Dipartimento di NutriDermatologia ISPLAD

L’uso di integratori alimentari puo' dare un valido contributo nel contrastare la cosiddetta ''cellulite'', ma deve accompagnarsi a un idoneo regime dietetico ipocalorico e bilanciato, a un adeguato livello di attivita' fisica, alla rimozione di comportamenti troppo sedentari; in una parola, e' necessario seguire uno stile di vita sano. I principi attivi presenti negli integratori alimentari coadiuvanti di diete ipocaloriche sono disponibili in numerose forme, come compresse, gocce o bustine e con diverse modalita' d’azione: Acceleratori del metabolismo basale; Riducenti l’assorbimento dei grassi e degli zuccheri; Inibenti l’appetito; ad Azione drenante; Attivatori del microcircolo; ad Azione rassodante e ad Azione sul tono muscolare. Gli attivi acceleratori del metabolismo basale sono prodotti a base di estratti di piante che accelerano il consumo di calorie indipendentemente dall’attivita' fisica svolta, favorendo, cosi', il dimagrimento. I principi attivi piu' utilizzati sono il cromo picolinato, lo iodio, il citrus aurantium, il fucus vesciculosus. Il cromo picolinato e' un minerale che favorisce la riduzione dei depositi di grasso, controlla e limita la richiesta di zuccheri, modera l’appetito; lo iodio e' un minerale che stimola l’attivita' della tiroide; il fucus vesciculosus e' un’alga marina che contiene un alto contenuto di iodio, aumenta, percio', il metabolismo basale stimolando la tiroide e costringendo l’organismo a bruciare i grassi di riserva. Altre sostanze, come il citrus aurantium, la garcinia cambogia, il piper longum, il te' verde e l’arancio amaro, stimolano la termogenesi. Il caffe' verde e' ricco in acido clorogenico (45% minimo), appartenente alla famiglia dei polifenoli, che induce una diminuzione del tasso di zucchero circolante, aiutando l’organismo ad attingere l’energia dalle riserve adipose. Gli attivi riducenti l’assorbimento di grassi e zuccheri, agiscono rallentando l’assorbimento, a livello intestinale, di grassi e zuccheri che, se presenti in eccesso, si accumulano nei pannicoli adiposi: sono gli integratori a base di fibre, il cui capostipite e' la crusca. Oggi esistono diversi principi costituiti da fibre, ampiamente utilizzati negli integratori. Fibre vegetali (come baccello di fagiolo, fibra d’avena, guar, glucomannano, garcinia cambogia) e sostanze con caratteristiche simili (come il chitosano proveniente dal guscio di alcuni crostacei) regolarizzano l’intestino, controllano l’assorbimento dei nutrienti e aumentano il senso di sazieta'. Le fibre a contatto con l’acqua si gonfiano e formano una specie di gelatina, che nello stomaco contribuisce alla sensazione di stomaco pieno. A livello intestinale, invece, questa gelatina avvolge i principi nutritivi diminuendo le possibilita' di contatto tra grassi e zuccheri e la parete dell’intestino stesso. Cosi' l’assorbimento di questi principi nutritivi viene rallentato e i grassi e gli zuccheri in eccesso vengono eliminati con le feci. Non va pero' dimenticato di assorbire sufficienti liquidi perche' le fibre si gonfiano, e quindi funzionano, solo se vengono a contatto con acqua. Gli attivi inibenti l’appetito fanno diminuire l’appetito senza procurare assuefazione o nervosismo. I piu' utilizzati sono: l’estratto di iperico, la griffonia semplicifolia (fagiolo che arriva dall’Africa), la rhodiola rosea. Stimolano la produzione di serotonina che controlla, a livello centrale, l’appetito e il buon umore, riducendo il senso di fame. Gli attivi ad azione rassodante sono un pool di aminoacidi essenziali, privi di calorie e di scorie azotate. Questi prodotti sono un utile supporto nelle diete dimagranti drastiche o vegetariane per evitare che il ridotto apporto di sostanze nutritive causi una diminuzione della massa magra. Gli attivi ad azione drenante stimolano la diuresi. Essi drenano i liquidi in eccesso presenti tra le cellule responsabili dell’edema degli arti inferiori. Tra i principali: il gambo d’ananas (bromelina), l’asparago, la betulla, l’equiseto, l’ippocastano. I prodotti drenanti, per funzionare al meglio, hanno bisogno di molta acqua, pertanto e' necessario bere almeno 1,5-2 litri d’acqua al giorno. Gli attivatori del microcircolo stimolano la circolazione sanguigna, migliorano lo stato di ossigenazione del tessuto sottocutaneo, aumentano la resistenza dei vasi capillari. In genere sono Bioflavonoidi: estratti di gingko biloba, centella asiatica, mirtillo, ribes nero, tarassaco. La cellulite o pannicolopatia edemato - fibro - sclerotica (PEFS) puo' variare di grado: da leggera a severa, e, come e' noto, nelle prime fasi e' caratterizzata prevalentemente da edema. Vi e' infatti, un’alterata permeabilita' capillaro-venulare che costituisce il primo momento patogenetico legato all’accumulo di liquidi stravasati: il lipoedema. La cui presenza induce una reazione infiammatoria specifica e aspecifica che scatena tutta la sequela di alterazioni strutturali stromali caratterizzanti le varie fasi della PEFS. Gli stadi I e II della PEFS sono intimamente correlati e connessi nella loro evoluzione, modulati da molteplici fattori (familiari, fisici, ormonali, assunzione di estroprogestinici, stile di vita, ecc.) che, se non si interviene possono progredire negli stadi III e IV. Analizzando i momenti fisiopatologici della PEFS, possiamo intuire quanto sia importante riuscire a intervenire precocemente magari utilizzando attivi in grado di contrastare l’edema gia' nei primi stadi. Si e' dimostrata ottimale, per esempio, l’associazione di attivi (come la frazione triterpenica di centella asiatica (TFCA) e la bromelina) aventi una duplice azione: ripristino della funzionalita' capillaro-venulare e attivita' antiedemigena. La TFCA e' costituita per il 40% da asiaticoside e per il rimanente 60% da acido asiatico e madecassico-TFCA, e stimola la produzione di nuove fibre collagene all’interno della parete dei vasi sanguigni. Queste fibre rendono la parete venosa piu' elastica e tonica, sia a livello superficiale, contribuendo a diminuire l’accumulo di liquidi, spesso causa di fastidiosi edemi, sia a livello piu' profondo, inducendo il recupero della permeabilita' ed elasticita' dei tessuti e attenuando i primi sintomi d’insufficienza venosa. La TFCA migliora significativamente anche il flusso di sangue nei vasi venosi, riducendone il ristagno e la fuoriuscita di liquidi nei tessuti. Stimola, inoltre, la produzione di fibroblasti che vanno a creare una sorta di ''calza contenitiva naturale'' in grado di preservare le vene e rinforzare il tono dei vasi sanguigni. La bromelina a livello del tessuto infiammatorio riduce la vasodilatazione, l’aumento della permeabilita' capillare, la migrazione leucocitaria e il dolore locale inibendo la formazione di bradichinina, serotonina e prostaglandine pro-infiammatorie. Essa e' capace di controllare gli edemi sia di tipo post-traumatico che di origine infiammatoria (come p.e. l’infiltrazione cellulitica). In quanto enzima proteolitico, la bromelina e' utilizzata nelle dispepsie, spesso in associazione con estratti pancreatici, ma il suo utilizzo principale e' come antiinfiammatorio e antiedematoso. Risulta pertanto particolarmente efficace nel trattamento degli stati infiammatori dei tessuti molli associati a trauma, nelle infiammazioni localizzate, specialmente in presenza di edema.

 

 


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