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Effetti estrogenici degli isoflavoni
La Genisteina e' uno di piu' noti e studiati isoflavoni, molecole naturali estratte dalla soia, abbondanti nella dieta dei paesi orientali e molto simili agli ormoni estrogeni
della dott.ssa Alessandra Bitto, Spec. in Farmacologia, Dipartimento clinico sperimentale di Medicina e Farmacologia, Universita' degli studi di Messina
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Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato che la dieta asiatica e' strettamente collegata con una bassa incidenza di sintomi della post-menopausa, quali osteoporosi, malattie cardiovascolari e in numerosi studi si
e' ipotizzato che questi effetti benefici siano dovuti alla presenza nella dieta di isoflavoni contenuti nella soia. Di conseguenza, negli ultimi anni, sono state effettuate numerose ricerche allo scopo di studiare piu' approfonditamente tali sostanze. Gli isoflavoni sono molecole naturali, estratte dalla soia, simili agli ormoni estrogeni umani e possono legarsi agli stessi recettori. Per questo vengono comunemente denominati
fitoestrogeni, tra cui uno dei piu' importanti e studiati
e' la Genisteina e il rispettivo b-glucoside Genistina. Nei cibi a base di soia si ritrova la forma
glucosidica, anche se la forma bioattiva
e' rappresentata dall'isoflavone privo dello zucchero, ovvero l'aglicone. Pertanto, gli isoflavoni naturali della soia devono essere attivati, tramite
l'idrolisi del gruppo glucosidico (ovvero la separazione del gruppo glucosidico), per acquisire la loro funzionalita' biologica.
Nell'apparato gastroenterico sono presenti enzimi chiamati b-glicosidasi, che staccando lo zucchero trasformano la molecola in forma attiva
aglicone, la sola che puo' essere assorbita. Somministrando isoflavoni naturali non attivati circa il 40% della quantita' somministrata,
e' in realta' costituito dalla parte zuccherina inattiva, inoltre la capacita' di idrolisi intestinale, non
e' costante, variando essa da individuo a individuo e dalle condizioni dell'apparato gastroenterico, per cui
e' altamente probabile che una quota parte non venga in realta' attivata e quindi non assorbita. Pertanto risulta utile assumere il principio attivo puro cioe' la
Genisteina, anche perche' solo la forma pura, aglicone,
e' strutturalmente simile agli estrogeni e puo' quindi legarsi agli stessi recettori.
Nell'uomo sono stati individuati due diversi recettori per gli estrogeni, denominati ERa e
ERb. Nei confronti di tali recettori
c'e' una differente e molto interessante affinita' di legame da parte dei
fitoestrogeni, e in particolare della genisteina. Infatti la genisteina possiede per gli ERb una affinita' elevata, simil estrogenica e 20 volte maggiore rispetto
all'affinita' per i recettori ERa. Da questa azione differenziata della genisteina deriva un originale profilo di sicurezza ed efficacia.
L'elevato profilo di sicurezza della genisteina e' correlato alla bassa attivita' sui recettori estrogenici di tipo a
(ERa) abbondanti nei tessuti riproduttivi (utero, mammella), mentre
l'efficacia e' dovuta all'elevata affinita' della genisteina per i recettori estrogenici di tipo b
(ERb) abbondanti a livello
dell'osso, del sistema cardiovascolare e come vedremo piu' approfonditamente anche della pelle. Una pubblicazione del 2007 ha evidenziato che
l'assunzione giornaliera di Genisteina aglicone ha determinato una riduzione statisticamente significativa sia del numero che
dell'intensita' degli hot flush (1), in assenza di effetti collaterali. Ma l'interesse sulla molecola ha portato a verificare se avesse anche
un'azione di protezione sull'osso e sull'apparato cardiovascolare (2), come e' noto per gli estrogeni in post menopausa. In particolare uno studio clinico controllato,
randomizzato, in doppio cieco verso placebo (Annals of Internal Medicine 2007), effettuato su 389 donne trattate per 24 mesi o con il prodotto a base di
genisteina, calcio e vitamina D, o con placebo piu' calcio e vitamina D ha evidenziato un incrementato della massa ossea rispetto al gruppo placebo (3) in cui si
e' anche riscontrato un progressivo decremento dell'osso nel tempo. Ma e' interessante
l'azione della genisteina anche a livello della cute, per contrastare i segni
dell'invecchiamento cutaneo. E' noto infatti che con la menopausa si verifica un'accelerazione del processo di invecchiamento, con un progressivo danneggiamento delle componenti del derma in particolare di elastina e collagene e riduzione
dell'acido ialuronico, che hanno come conseguenza la diminuzione del tono e
dell'elasticita' cutanea che possono evolvere a rughe e solchi piu' profonde. Per contrastare questo processo vengono effettuati diversi tipi di trattamenti in medicina estetica, dermatologia e chirurgia plastica ad esempio integrando il derma dei componenti che si riducono vistosamente, ad esempio mediante infiltrazioni di acido
ialuronico, o somministrando sostanze in grado di stimolare i fibroblasti, come polinuleotidi (4). La genisteina ha dimostrato di essere un potente antiossidante e di avere
un'azione di protezione nei confronti dei danni da radiazioni solari (5-6). Inoltre interessanti risultati anche a livello istologico, hanno mostrato che con la riduzione degli estrogeni,
l'assunzione di genisteina permette il mantenimento dello spessore del derma, in modo significativo rispetto ai controlli non trattati, nei quali invece tale spessore si riduce progressivamente. Ulteriori studi
tutt'ora in corso sono volti a confermare l'azione di contrasto della genisteina nei confronti di alcune metallo proteasi del derma
(MMP), deputate alla degradazione delle fibre collagene.Alla luce di questi risultati appare evidente come la
genisteina, un isoflavone della soia, appaia un candidato particolarmente interessante per contrastare in modo naturale ma efficace il processo di invecchiamento cutaneo nelle donne in menopausa. La sua azione si estende a diverse indicazioni tra cui le seguenti:riduce i sintomi vasomotori della menopausa (come vampate di calore e sudorazione notturna), incrementa la densita' di massa ossea, ha
un'azione antiossidante, favorisce la rigenerazione dermica con un ottimo profilo di sicurezza.
Bibliografia
•D’Anna R. Effects of the phytoestrogen genistein on hot flushes,
endometrium, and vaginal epithelium in postmenopausal women: a 1-year randomized,
double-blind, placebo-controlled study. Menopause
2007,14(4):1-8
• Atteritano M. Effects of the phytoestrogen genistein on some predictors of cardiovascular risk in
osteopenic, postmenopausal women: a 2-years randomized, double-blind, placebo-controlled
study. J Clin Endocrinol Metab. 2007; 92(8):
3068-3075
• Marini H. Effects of phytoestrogen genistein on bone metabolism in osteopenic postmenopausal
women: a randomized trial. Ann Intern Med.
2007;146(12):839-47.
•Cavallini M. Esperienze di Biorivitalizzazione. La Pelle 2005;7:28-29
•Moore JO. Photoprotective effect of isoflavone genistein on ultraviolet B-induced pyrimidine dimer formation and PCNA expression in human reconstituted skin and its implications in dermatology and prevention of cutaneous
carcinogenesis. Carcinogenesis.
2006;27(8):1627-35.
•Wei H. Isoflavone genistein: photoprotection and clinical implications in
dermatology. J Nutr. 2003;133:3811S-3819S
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