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articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


La mucca pazza

Con la scoperta in Italia del primo caso di animale infetto, la paura per il consumo di carne rossa ha raggiunto di psicosi di massa. Le informazioni che arrivano dalle diverse Istituzioni competenti non sempre aiutano a fare chiarezza e a tranquillizzare i consumatori. Diversi i problemi che restano aperti: qualita' dei controlli e sicurezza in primo piano. Cerchiamo di capirci di piu'.

L'encefalopatia spongiforme bovina (BSE) e' una malattia neurologica degenerativa che colpisce i bovini. Si tratta di una malattia relativamente "nuova": il primo caso, infatti, e' stato identificato in Gran Bretagna solo nel 1986. La BSE appartiene a un gruppo di malattie denominate Encefalopatie Spongiformi Trasmissibili (EST). Della malattia, che e' causata da una particella proteica, il prione, in grado di resistere al calore e ai comuni disinfettanti, esiste un'equivalente che colpisce l'uomo: la nuova variante Creutzfeld-Jakob (nvCJD) accertata per la prima volta nel Regno Unito nel 1995.

L'origine dell'epidemia

Sebbene l'origine e la trasmissione della malattia siano ancora in parte misteriose, la spiegazione scientifica che a oggi gode di maggior credito ipotizza che la fonte dell'epidemia del Regno Unito risieda nell'ingestione di farine di carne e ossa contaminate, utilizzate come ingrediente di alimenti concentrati. La trasmissione, pare dunque abbia luogo tramite il riciclaggio di materia prima bovina e ovina infetta, dalla quale si producono appunto le farine di carni e ossa utilizzata nell'alimentazione dei bovini. La BSE e' presente nel Regno Unito, in Svizzera, in Portogallo, in Irlanda e Germania, recentemente sono stati identificati i primi casi di animali ammalati anche in Austria e in Italia. In tutti gli altri paesi i casi di BSE identificati sono al momento imputati all'importazione di animali infetti.

Come si manifesta la nvCJD

Negli uomini si riscontrano inizialmente problemi psichiatrici, depressione, ansieta', psicosi e disturbi sensitivi. A questi si aggiunge poi un'anomalia dei movimenti che col tempo possono portare a una paralisi totale. La progressione e' costante e non esistono terapie.

L'inchiesta inglese

Il 22 dicembre 1997 il Ministro dell'Agricoltura inglesi, Jack Cunningham e il Segretario di Stato del Ministero della Sanita' Frank Dobson, hanno annunciato l'inizio di una inchiesta parlamentare per stabilire e esaminare l'origine dell'emergenza della BSE nel Regno Unito e della sua variante umana, il nuovo Creutzfeldt-Jakob (nvCJD). 
L'inchiesta, partita il 12 gennaio 1998, ha fatto luce sulla responsabilita' del governo nella gestione di quella che si e' poi annunciata una vera e propria tragedia. Le accuse riguardano il ruolo giocato dai vari Ministeri, i quali, sottovalutando il legame tra il BSE e la variante umana (nvCJD), hanno ingannato l'opinione pubblica sugli effettivi rischi di epidemia. Secondo i responsabili dell'inchiesta, al fine di evitare un'incontrollabile reazione di panico, le informazioni ufficiali sulla "mucca pazza" sono state filtrate e comunque "ridimensionate" rispetto al rischio. Nell'evidenziare l'introduzione nel 1989 di un divieto sul consumo di quelle parti della carne bovina considerate piu' a rischio, l'inchiesta ha messo in luce la sostanziale inadempienza da parte degli organi di controllo nella sua applicazione. Inoltre una mancata comunicazione efficiente tra i diversi settori del governo ha fatto si che il Dipartimento della Sanita' rimanesse all'oscuro dell'evidenza sempre piu' crescente del legame tra BSE e nvCJD. Questa combinazione di negligenze, ritardi e omissioni ha suscitato nei cittadini britannici un profondo senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni. Il legame tra BSE e nvCJD e' oggi assodato, ma sulle modalita' di trasmissione esiste una preoccupante incertezza.

Aspetti legislativi in Italia

Dopo aver imposto l'embargo a tutta la carne francese, anche su quella non disossata, il Governo italiano comincio' a emanare normative riguardo ai bovini italiani, anche se ancora non si erano manifestati casi di encefalopatia spongiforme bovina (Bse). Il 17 novembre 2000, con un'ordinanza del Ministero della Sanita' furono definiti i precetti da rispettare per assicurare ai cittadini la sicurezza della carne italiana. Divieto assoluto di somministrare agli animali erbivori mangimi che contenenti proteine derivanti da tessuti animali e da rifiuti di origine animale. Il divieto di nutrire gli animali con proteine derivate da mammiferi. Il 24 novembre, inoltre, il Ministro della Sanita', Umberto Veronesi, emano' un'ordinanza che "selezionava" i donatori di sangue. Chiunque sia vissuto, negli anni 1980-1996, per piu' di sei mesi in Gran Bretagna, paese d'origine del morbo, non e' considerato idoneo alla donazione di sangue. La prescrizione e' temporanea e totalmente cautelativa dato che ancora non esistono accertamenti su una correlazione tra le donazioni di sangue e la propagazione dell'infezione, ma lo Stato Italiano e' attraverso la prevenzione che ha intrapreso la via della tutela dei produttori e consumatori. Infatti il Consiglio dei Ministri ha approvato, sempre il 17 novembre, un Decreto legge in cui si stanziano circa 100 miliardi di lire, per attivare i controlli necessari alla sorveglianza epidemiologica, attraverso un sistema di esami a tappeto su tutta l'Italia. Tempestivamente, il 22 dicembre, Il Ministero della Sanita' ha gia' dato il via ai test rapidi anti prione, in due laboratori di analisi: l'Istituto zooprofilattico sperimentale di Brescia e presso il centro di referenza nazionale per le encefalopatie trasmissibili dell'IZS di Torino. Sui 1143 test effettuati finora, tutti erano risultati negativi, il 14 gennaio scorso pero', e' stato purtroppo riscontrato il primo caso di BSE su una bestia nata e allevata in Italia. E' solo il primo passo verso l'attivazione di tutti e dieci i centri d'analisi distribuiti sul territorio italiano: sottoporranno a test rapido anti prione 800.000 bovini l'anno.

Provvedimenti cautelativi

"Abbiamo chiesto all'Unione Europea di poter inserire obbligatoriamente in etichetta le informazioni sulla provenienza degli animali". Con queste parole il 22 novembre il Ministro per le politiche agricole Pecoraro Scanio ha annunciato la necessita' di una informatizzazione dell'anagrafe animali. In sintesi i bovini dovranno avere una carta d'identita' che eviti confusione nei consumati e danni ad allevatori e produttori. Sembrerebbe il provvedimento piu' veloce e funzionale per tenere l'attenzione costante sulla sicurezza alimentare", anche se si prevede che solo nel 2002 tutti i capi d'allevamento potranno essere classificati e schedati, con la possibilita' di incentivare la produzione di carni provenienti da "allevamenti biologici". Per tutti i bovini con piu' di 30 mesi di vita, necessariamente da abbattere, sono state definite le normative per le attivita' di smaltimento. I titolari degli impianti dovranno rispettare determinati requisiti igienico-sanitari e incenerimento. Il problema e' comunque pressante, tanto che l'onorevole Guido Alborghetti, commissario straordinario del Governo, il 20 dicembre ha convocato, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, una riunione straordinaria per tutti i capi di gabinetto dei Ministeri interessati al problema della "mucca pazza". Si e' concluso che entro il 15 gennaio 2001 sara' predisposto un piano operativo che sia in grado di affrontare l'emergenza, con la formazione di due gruppi di lavoro. Un gruppo si occupera' delle certificazioni sanitarie, l'altro dei problemi di stoccaggio e smaltimento delle carni malate. Alborghetti ha dichiarato: "Il piano operativo si basera' su due pilastri: fornire una garanzia sanitaria totale ai consumatori e salvaguardare le attivita' produttive del settore". Il 31 dicembre del 2000 all'Aquila sembra che si sia riscontrato il primo caso italiano di encefalopatia spongiforme bovina. Un imprenditore edile abbruzzese di 77 anni giace da tre mesi a letto come un vegetale. La ASL dell'Aquila e il Centro Neurologico "Besta" di Milano hanno smentito questa ipotesi, ma gli esperti affermano che la certificazione o l'esclusione che sia il morbo Bse puo' esserci solo con gli esami autoptici.

Consigli per i consumatori

Non si sa ancora quali siano le cause della BSE, l'encefalopatia dei bovini: alcuni scienziati sostengono che l'origine del morbo sia il prione, una proteina infettiva. Oppure che dipenda dalla propagazione di un virus. Difficile quindi stabilire delle linee guida per una prevenzione sicuramente efficace. Comunque, quelli che seguono sono dei consigli che gli esperti considerano sufficientemente validi per ridurre al minimo qualsiasi rischio.
1) Sono indenni dalla malattia i vitelli fino ai dodici mesi di eta' e i tagli di carne magra di bovini adulti come rosa, pezza, noce, girello.
2) Da evitare invece il consumo di cervello, occhi, tonsille, ileo (pezzo dell'intestino), midollo spinale, gelatine dei bovini di eta' superiore ai 12 mesi. Il cranio (compresi cervello e occhi), le tonsille, il midollo spinale di ovini e caprini con piu' di un anno.
3) Per quanto riguarda la carne macinata e' consigliabile scegliere un pezzo magro e farlo tritare.4) Evitare l'acquisto di carne proveniente da Francia, Gran Bretagna e Germania. L'origine del bovino si riconosce dal bollo sanitario sulla carcassa. Se riporta la lettera "F" , "UK" o "D" significa che proviene rispettivamene dalla Francia, dalla Gran Bretagna o dalla Germania.
5) Evitare l'acquisto di carne bovina da corrieri e fornitori improvvisati, la carne infatti viene quasi sempre macellata clandestinamente ed e' quindi potenzialmente a rischio.

QUINDICI ANNI DI MUCCA PAZZA

Novembre 1986 - l'encefalopatia spongiforme bovina (Bse) e' diagnosticata in un allevamento.
Dicembre 1987 - le farine animali britanniche sono identificate come possibile causa dell'epidemia.
Luglio 1988 - vietato in Gran Bretagna l'uso di farine animali come mangime ai ruminanti. (L'inchiesta inglese ha tuttavia accertato un fallimento nell'applicazione del provvedimento)
Febbraio 1989 - un primo caso di Bse fuori dalla Gran Bretagna.
Luglio 1989 - la Commissione europea vieta l'esportazione di manzi britannici con piu' di sei mesi di eta'.
Agosto 1990 - proibite in Fancia farine di origine animale come mangime per i bovini.
Luglio 1993 - 100mila bovini infetti in Gran Bretagna.
Giugno 1994 - la Commissione europea vieta l'uso di farine animali come mangime.
Marzo 1996 - uno studio scientifico rivela un "legame" possibile tra il morbo e una variante della malattia Creutzfeldt-Jakob (CJD). Sempre in marzo l'Ue approva un embargo totale temporaneo per la carne bovina britannica.
Aprile 1996 - la Gran Bretagna decide l'abbattimento di tutte le mucche con piu' di 30 mesi di eta'.
Luglio 1997 - si apprende che oltre mille tonnellate di carne britannica sono state esportate illegalmente in diversi paesi europei.
Dicembre 1997 - la Gran Bretagna vieta la vendita e il consumo di carne bovina con l'osso.
Marzo 1998 - il Consiglio dei ministri dell'agricoltura Ue decide una parziale riduzione dell'embargo all'export britannico di bovini e di prodotti a base di carne.
Agosto 1999 - la commissione europea toglie l'embargo al manzo britannico. Francia e Germania non si adeguano.
Ottobre 1999 - il Comitato scientifico dell'Ue decide all'unanimita' che le argomentazioni francesi per bloccare le importazioni di carne britannica non sono fondate.
Gennaio 2000 - il contenzioso tra Francia e Gran Bretagna finisce davanti alla Corte di Lussemburgo.
Febbraio 2000 - le autorita' sanitarie Usa bloccano le donazioni di sangue da parte di chiunque sia stato piu' di sei mesi in Gran Bretagna tra il 1980 ed il 1996.
Marzo 2000 - la Germania abolisce l'embargo sull'importazione della carne bovina britannica. Le autorita' sanitarie della Gran Bretagna ritengono che una neonata di 4 mesi possa aver contratto la "CJD" dalla madre.
Luglio 2000 - allarme in Gran Bretagna per un gruppo di casi di Cjd registrati in un villaggio del Leicestershire.
Ottobre 2000 - il rapporto della commissione d'inchiesta accusa le autorita' britanniche di aver sottovalutato e nascosto al pubblico per sei anni (dal 1990 al 1996) il pericolo per gli esseri umani del morbo della "mucca pazza".
Novembre 2000 - la questione della mucca pazza torna prepotentemente alla ribalta in Francia e in Europa.
Dicembre 2000 - Nella riunione del consiglio dei ministri del 15 dicembre, il governo nomina un commissario straordinario che coordinera' l'attivita' dei corpi dello stato. L'incarico e' affidato a Guido Alborghetti.
Dicembre 2000 - Accordo raggiunto dai ministri a Bruxelles: vietati per sei mesi le farine di carne agli animali da fattorie. Il Presidente del Consiglio, Giuliano Amato assicura gli Italiani affermando che l'Italia e' uno dei paesi meno a rischio.
Dicembre 2000 - Approvato il decreto dalla Camera per la prevenzione del morbo che passa al Senato: test mucca pazza obbligatorio per tutti i bovini macellati dopo 30 mesi di eta'. L'Italia si adegua alle norme comunitarie.




 

 


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