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La ricotta aiuta il benessere
Non e’ un formaggio, non contiene caseina ma appartiene alla
grande famiglia dei latticini. Conosciuta fin dall’antichita’ e’ presente
in molte diete
di Marisa Paolucci
La ricotta, bianca morbida e delicata e’ la piu’ leggera dei
latticini. Gia’ conosciuta da Egiziani, Etruschi e Greci, il romano Marco
Porzio Catone ne spiega il nome recoctus, che significa ri-cotto, con evidente
riferimento alla tecnica di preparazione, basata sull’utilizzazione del siero
acquoso residuo dalla preparazione dei formaggi, ottenuto principalmente dalla
lavorazione del latte ovino. Il siero subisce due cotture e durante la seconda,
a circa 80-85 gradi, viene aggiunto un acidificante che permette la coagulazione
delle proteine (lattoalbumina e la lattoglobulina), che si trasformano in una
sorta di fiocchi bianchi che si accumulano sulla superficie. Questi ultimi
vengono raccolti e lasciati sgocciolare nei tipici cestelli forati per circa 24
ore fino a raggiungere la consistenza desiderata. Cibo raffinato nell’antichita’,
ben presto nel corso dei secoli si trasformo’ nel cibo dei pastori. Oggi le
sue proprieta’ nutrizionali, il suo gusto e la sua leggerezza gli hanno
restituito il giusto peso all’interno della dieta mediterranea. I grassi della
ricotta variano a seconda del tipo, dall’8% al 24%, ma a differenza di altri
latticini non c’e’ caseina, responsabile di molte intolleranze al latte e
difficilmente digeribile. Viene annoverata tra i prodotti magri (130-240
kcal/100g) e per questo puo’ essere presente in ogni regime alimentare.
Esistono numerose varieta’ di ricotta: la piu’ delicata e’ quella vaccina,
prodotta con siero scremato e a basso contenuto calorico. La piu’ richiesta e
piu’ saporita per dolci e preparazioni salate e’ quella che si ottiene dal
siero di latte intero di pecora o capra. Esistono anche una qualita’ mista e
una prodotta con latte di bufala, che ha un gusto piu’ tenue. La ricotta
affumicata, salata o secca, si ottiene per l’aggiunta di sale che ne favorisce
la conservazione e l’essiccazione. Si tratta di una ricotta solida e puo’
essere grattugiata. La ricotta salata e’ l’ingrediente insostituibile per la
siciliana pasta alla Norma. Ogni regione d’Italia insaporisce la ricotta con
spezie e aromi locali che rendono il prodotto unico e geograficamente tipico, ad
es. la schianta pugliese prevede l’aggiunta di sale e peperoncino piccante,
l’infornata siciliana fresca, viene salata e cosparsa di pepe nero macinato.
Dal nord al sud della penisola numerosissime ricette regionali hanno la ricotta
come ingrediente base: i tortelli, i ravioli, la pastiera napoletana, le
ricottelle sarde, i cannoli e la cassata siciliana, solo per citare i piu’
noti. La ricotta oltre che buona da mangiare puo’ essere una valida alleata
per le gambe: per riattivare la circolazione e ridurre il senso di pesantezza
stemperare circa
200 grammi
di ricotta con una quantita’ tale di acqua fino ad ottenere un impasto
morbido. Stendere la crema ottenuta sulle gambe, e avvolgerle con un telo
bagnato con acqua fresca. Si deve rimanere a riposo con le gambe alzate per
almeno trenta minuti e poi sciacquare. La ricotta viene anche usata come base
per maschere di bellezza, mescolata a yougurt e miele, per pelli normali o
tendenzialmente secche. Un altro uso che sta trovando un certo successo
all’interno delle SPA sono i bagni nel siero di latte da cui si ricava la
ricotta, si ritiene infatti che le proteine, i sali minerali e gli zuccheri in
essi contenuti possano servire a nutrire in profondita’ la pelle restituendole
levigatezza e quella luminosita’ che spesso si perde con l’eta’.
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