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LA SOIA
di Marisa Paolucci
Gia' nel 3000 a.C.
era conosciuta in Cina e per la facilita' con cui
puo' essere coltivata si e' diffusa su tutto il
pianeta. La soia e' tra i pochi vegetali che trova
applicazione in un ampio numero di prodotti alimentari e
demo cosmetici. Nuovi studi su alcuni suoi componenti
chiamati filoestrogeni aprono speranze sulla cura
naturale di problemi come la menopausa e l'osteoporosi.
La
soia e' il legume piu' ricco di proteine (oltre
il 40%), e questa caratteristica la differenzia da tutti
gli altri vegetali. Le sue proteine hanno un buon valore
biologico in quanto pur non comprendendo tutti gli
amioacidi essenziali, all'organismo, si avvicinano
moltissimo alla qualita' delle proteine animali, e
le minime carenze sono facilmente compensabili con
adeguate combinazioni alimentari. Nei confronti dei
prodotti animali, ricchi di grassi saturi e percio'
corresponsabili nell'insorgenza di alcune malattie
cardiovascolari come l'arteriosclerosi e l'infarto, la
soia puo' vantare il pregio della presenza di
grassi insaturi, la qualcosa le permette di adattarsi
assai meglio alle esigenze di una alimnentazione
piu' consapevole e salutare. Requisito insolito per
un vegetale e', infine, la presenza in diverse
percentuali di tutte le vitamine conosciute.
Due varieta'
Esistono solo due
varieta' di soia: la soia gialla o soia comune che
rappresenta il tipo piu' diffuso nel mondo, e la
soia nera di difficile reperibilita' in quanto il
suo commercio e' limitato quasi esclusivamente alle
zone di produzione. La soia rossa (Phaseolus angularis o azuki) e la soia verde
(Phaseolus aureus o mung) al
contrario di quanto si crede, non fanno parte della
famiglia della soia ma di quella del fagiolo. In Oriente,
in particolare ai fagioli azuki, si riconoscono anche
importanti funzioni curative oltre che nutrizionali.
Derivati
dalla soia
La soia raccolta in un campo non e' un prodotto direttamente
commestibile, prima di giungere sulle nostre tavole deve subire una serie
di trasformazioni. Essa rappresenta uno straordinario esempio di
versatilita'. Il latte di soia molto diffuso nei paesi dell'Estremo
Oriente e solo recentemente introdotto in commercio anche in Europa, e'
ottenuto dalla soia gialla bollita e strizzata. Dal punto di vista
nutritivo equivale quasi a quello vaccino e anche i valori di vitamine
sono simili, mentre contiene solo grassi non saturi e non presenta
colesterolo. Non solo, ma la presenza al suo interno di lecitina facilita
l'eliminazione del colesterolo stesso. Opportunamente trattato, il latte
di soia e' suggerito anche nell'alimentazione dei bambini che presentano
intolleranza alle proteine o agli zuccheri del latte vaccino, ma per molti
pediatri occorre ricordare che il latte di soia, a parte il gusto non
sempre ben accettato, puo' essere piu' allergizzante del latte di
vacca perche' contiene nichel, sostanza verso la quale, secondo ricerche
recenti, sono risultati allergici il 30% dei pazienti affetti da Dermatite
Atopica. Il tofu, o formaggio di soia, e' ricavato dal
latte fatto coagulare con il " nigari" (cloruro di magnesio
estratto dal sale marino) o in maniera piu' casalinga con il succo di
limone. Quello che se ne ottiene e' un prodotto estremamente
digeribile, nutriente, poiche' ricco di proteine (superiore del 7-8%
al latte di soia), poco grasso e privo di colesterolo. Con queste
referenze, il tofu appare particolarmente indicato per gli arteriopatici,
gli ipertesi e gli ipercolesterolemici. Secondo diversi studi le donne
asiatiche, grandi consumatrici di tofu, hanno dei cicli mestruali piu'
lunghi, meno sintomi in particolare le vampate di calore e
l'osteoporosi, rispetto alle donne occidentali.
Il
miso pasta di soia fermentata, e'
popolarissimo nella gastronomia tradizionale giapponese. Si tratta
solitamente di una pasta bruno scura e rappresenta la forma tradizionale
di integrazione proteica per una dieta povera di alimenti di derivazione
animale. Si ottiene attraverso una lunga fermentazione (18-24 mesi) di
fagioli di soia e sale e il risultato e' uno straordinario alimento
ricco di proteine facilmente assimilabili, enzimi e fermenti lattici,
benefici per la flora batterica intestinale, la digestione e
l'assimilazione degli altri cibi. Si usa soprattutto nelle zuppe, come
condimento sui cereali o spalmato sul pane. I nutrizionisti vegetariani
consigliano di non riscaldarlo troppo o di bollirlo, per evitare che
perda parte del suo valore energetico. I tipi di miso piu' comuni
sono:
mugi miso (con orzo); il
gemmai miso (con riso integrale), kome miso, (con
riso bianco), l'hatcho miso (di sola soia piu' sale), il
natto miso (con soia e zenzero).
Il
tamari e' una salsa di soia, usata per
condire e insaporire cibi a base di cereali, verdure, legumi, pesce,
minestre e zuppe sostituisce le proteine animali e il sale. E' prodotto
attraverso una fermentazione lattica di tre anni (i botti di legno di
quercia), di una combinazione di soia gialla, frumento integrale
biologico e sale marino integrale. Grazie all'alta concentrazione di
proteine vegetali, di vitamine di acidi amminici e di oligoelementi,
nella cultura orientale il tamari costituisce un ricostituente
fisiologico e un rigeneratore cellulare di elevato valore. Inoltre la
lunga fermentazione della soia (cosi' come avviene per l'acido fitico
nella fermentazione naturale del pane) inattiva al suo interno gli
elementi antinutritivi presenti nei legurni come le saponine, le agglutinine,
le sostanze tripsinoinibitrici. Lo
shoyu, e' un condimento di consistenza piu'
liquida e un sapore meno spiccato che, come il tamari, subisce un
processo di fermentazione naturale che dura 12-18 mesi, e si ottiene a
partire da fagioli di soia gialla, frumento, acqua e sale e si aggiunge
a insalate, verdure stufate, cereali, brodo, zuppe ecc. Il
tempeh, e' un cibo molto popolare in
Indonesia, si presenta sottoforma di panetti rettangolari ed e'
formato da soia gialla cotta e sbucciata come ingrediente base, alla
quale viene inoculato un batterio (aspergillus oligosporus) che fa
sviluppare il micelio fino a formare un blocco unico e gli conferisce un
sapore robusto e appetitoso. La fermentazione arrichisce i fagioli di
preziosi valori nutritivi.
L'olio di soia e' un alimento dalla
qualita' piuttosto discutibile. Per estrarlo, la leguminosa viene
sottoposta ad una serie di lavorazioni che ne snaturano le preziose
proprieta'. Spremuto, il piu' delle volte a caldo (e' questo,
infatti, il metodo di estrazione che garantisce la resa piu' elevata
90-95%) l'olio viene neutralizzato con soda caustica, quindi sbiancato,
trattato contro il congelamento e infine deodorizzato, per togliere il
forte odore di cereali. Il piu' prodotto tra gli oli vegetali, viene
soprattutto impiegato nelle formulazioni degli oli di semi vari. Ha un
elevato livello di Vit. E ma il suo alto contenuto di acido linoleico,
polinsaturo, lo rende facilmente suscettibile all'ossidazione e quindi
poco adatto per le fritture. La
lecitina di soia, un complesso di fosforo,
acidi grassi insaturi, sostanze vitaminiche del gruppo B, possiede
proprieta' eutrofiche ed e' un emulsionante. Oggi la lecitina per
uso alimentare costituisce un buon integratore anche se, essendo
raffinata e isolata, e' utilizzata dall'organismo in maniera non
ottimale. Per la sua economicita' e' ampiamente impiegata
dall'industria per omogeneizzare le miscele di alimenti (soprattutto i
gelati e le cioccolate nei quali il grasso, fortemente presente, viene
disciolto con l'acqua, i coloranti ecc.). La farina e i fiocchi di soia,
rappresentano in Estremo Oriente la base di zuppe e salse. Esse
costituiscono la parte solida della soia ottenuta dopo l'estrazione
dell'olio. Aggiunti a piccole dosi, alla farina di di grano,
conferiscono a pane e biscotti una particolare fragranza, a causa di una
persistente presenza di olio, ma attenzione perche' la digeribilita'
ne viene leggermente compromessa.
Ultimo derivato, almeno in ordine
di tempo, e' la "carne" (bistecche, hamburger e spezzatino)
di soia, risultato di profonde manipolazioni industriali operate sul
legume tanto da non garantire, a differenza dei derivati tradizionali
quegli elementi vitali che caratterizzano il cibo
"naturale". La carne di soia, sembra poi un paradosso che
ubbidisce, anche nel nome, a necessita' d'immagine, piu' che alla
realta'. Evidentemente nella nostra societa' l'apparenza e' ancora
ben piu' importante della sostanza.
ISOFLAVONI
L'olio di sola e' un Importante
ingrediente nell'elaborazIone di creme detergenti, maschere, olii per
il corpo e additivi per li bagno.
Viene anche usato per protesi del
seno. Recentemente pero' l'interesse per questo vegetale e' di molto
cresciuto con la scoperta che i semi di soia sono una fonte ricca
di isoflavoni, sostanze che appartengono al gruppo dei fitoestrogeni, i
cui principali sono la daidzeina e la genisteina.
Alcuni studi evidenziano che essi
si legano ai recettori estrogenici anche se non hanno una struttura
steroidea. L'azione degli isoflavoni, in particolare della genisteina,
sui sintomi della menopausa e la loro influenza sulle patologie
associate sono state valutate in studi epidemiologici e secondo Eden
(1996) gli isoflavoni aumentano
significativamente la durata della fase follicolare, ritardando il picco
di progesterone, di conseguenza si assiste a un miglioramento dei
sintomi vasomotori importanti, in particolare le vampate di calore (Harding
1996 e Mulrkies 1995).
Gli Isoflavoni di soia
hanno anche un'attivita' biologica nelle donne in promenopausa (Cassjdy
1994) e secondo Holt (1997) la loro supplementazione potrebbe costituire
una buona alternativa alla terapia ormonale sostitutiva, senza provocare
i frequenti effetti secondari legati agli ormonl di sintesi (gonfiori,
emicrania, aumento di peso, depressione). Studi su animali hanno inoltre
dimostrato che una dieta a base di soia :diminuisce la perdita ossea
dovuta a una carenza ormonale (Arjmandi 1996). Secondo gli autori, gli
isoflavoni hanno un'azione preventiva, ma non curativa.
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