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articolo aggiornato il: Thursday 17 May 2012


Gusto e massaggi a base di tartufo

E' uno degli alimenti piu' pregiati e ricercati al mondo. Simbolo di lusso e buon gusto e' anche ingrediente di innovative formulazioni cosmetiche

di Arianna Folgosi

Non tutti sanno cosa sia la idnologia, ovvero la scienza che studia in maniera specifica tutto cio' che c'e' da sapere sui tartufi. Simbolo di lusso e squisitezza, da secoli il tartufo e' uno degli ingredienti piu' ricercati da chef e cultori del buon cibo. Si tratta di un tipo di fungo appartenente al genere Tuber, con la particolarita' di avere un corpo fruttifero ipogeo, ovvero sotterraneo. Cresce spontaneamente nel terreno accanto alle radici di alcuni alberi o arbusti, in particolare querce e lecci, con i quali stabilisce un rapporto simbiotico. Il tartufo e' un alimento estremamente pregiato e ricercato e per questo molto costoso (per alcune varieta', anche oltre 4.000 Euro al kg). Il profumo penetrante e persistente che lo contraddistingue, e che si sviluppa solo a maturazione avvenuta, ha lo scopo di attirare gli animali selvatici (maiale, cinghiale, tasso, ghiro, volpe), per spargere le spore contenute e perpetuare la specie. Storicamente le prime notizie certe sul tartufo risalgono alla Naturalis Historia, di Plinio il Vecchio. Le origini di questo fungo, come accade per moltissimi frutti prelibati della terra, sono avvolte dalla leggenda. Nel I secolo d.C., Plutarco di Cheronea affermava che era nato dall'azione combinata di acqua, calore e fulmini. Secondo Giovenale, invece, esso sarebbe scaturito da un fulmine di Giove scagliato contro una quercia. Sara' forse per questa vicinanza al padre degli dei, famoso anche per la sua proverbiale sete di sesso, che al tartufo sono attibuite anche notevoli qualita' afrodisiache. Oggi, l'Italia e' uno dei maggiori produttori ed esportatori di tartufi. Tra i luoghi rinomati per la sua ricerca e il commercio emergono in particolare due citta': Casale Monferrato e Tortona. Per il tartufo bianco, invece, sono celebri Alba, la zona di San Miniato in Toscana, quella di Acqualagna in provincia di Pesaro-Urbino, e la provincia di Isernia in Molise. Dal 1990 e' l'Associazione Nazionale Citta' del Tartufo, a occuparsi della tutela di questo prodotto, della sua commercializzazione, della sua promozione e dei territori a esso legati. Le iniziative promosse sono pensate per valorizzare il prezioso alimento e il rapporto con le zone di provenienza riguardando un vasto ambito che va dall'ambiente, all'enogastronomia, al turismo. Il tartufo pero', non e' solo un alimento tra i piu' pregiati e costosi. Nonostante l'odore pungente e, sicuramente, non gradevole, di recente alcune case cosmetiche hanno preso in considerazione l'olio estratto dal tartufo, e alcune sue componenti per diverse indicazioni, dimostrando come possano costituire un ottimo antidepressivo e, in campo estetico, un buon alleato in massaggi distensivi e contro le rughe. L'industria ha cosi' dato vita a diverse linee cosmetiche la cui efficacia e' stata testata anche in varie universita' italiane. Gli oli, le essenze e le creme possono prevenire e curare le scottature nel periodo estivo, migliorare l'acne evitando gli effetti collaterali dei farmaci piu' aggressivi, distendere la pelle agendo come sostanze antirughe naturali. L'unico inconveniente puo' essere rappresentato dal costo, decisamente elevato, dei singoli prodotti: questo contribuisce a rendere le diverse formulazioni appartenenti al segmento lusso e soprattutto di nicchia, un po' come avviene in gastronomia, perche' non e' a portata di tutti la possibilita' di farsi massaggiare con un olio a base di vero tartufo.

 

 


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