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LA VITE E L'UVA
di Marisa Paolucci
Dalle
origini della civilizzazione questa pianta e i suoi
frutti hanno ricevuto dall'uomo la piu' grande
venerazione, fino a dedicarle uno specifico protettore
divino, Dionisio per i Greci e Bacco per i Romani. Oggi
anche la scienza le riconosce virtu' nutrizionali e
terapeutiche . E anche la cosmesi ne trae i suoi vantaggi.
Al
civilissimo popolo dei Fenici vanno riconosciuti almeno
due grandi meriti. L'aver provocato la prima meravigliosa
scintilla della comunicazione, divulgando l'alfabeto, e
l'aver fatto conoscere ai popoli del mediterraneo la
vitis vinifera . La vite, pianta della famiglia delle vitaceae, origina proprio nel bacino del mediterraneo e
la sua utilizzazione in Italia viene fatta risalire al
primo-secondo millennio avanti Cristo. La sua
coltivazione fu diffusa nelle regioni settentrionali
probabilmente a opera degli Etruschi e la raffigurazione
di viti nelle loro tombe e' un motivo ricorrente. Furono
i Romani a trasferire la coltura della vite a tutte le
popolazioni conquistate e fin dove il clima lo
permetteva, e a giudicare dagli odierni Champagne e dai
vini del Reno, non si puo' dire che i Galli o i Germani
non abbiano fatto tesoro degli insegnamenti ricevuti. Del
genere vitis esistono oltre 60 specie, alcune delle quali
sono dette americane come la vitis cordifolia e la vitis
rupestris che sono importanti solo come portainnesti per
la vite europea (vitis vinifera) . Il clima e i terreni
in cui la vite cresce meglio sono cosi' ben definiti che
si parla di una "zona della vite" estesa
generalmente piu' a nord di quella degli agrumi e degli
ulivi. Tuttavia la vite puo' essere coltivata in
qualsiasi terreno, purche' ben drenato, fresco e
possibilmente profondo. Paradossalmente per alcune specie
l'ideale e' un terreno sassoso. Vanno evitati invece i
terreni troppo fertili: in questo caso infatti, la vite
tende a vegetare in modo eccessivo, producendo solo pochi
grappoli e di qualita' scadente. Pianta legnosa,
rustica, a foglie caduche resiste a temperature rigide,
fino a -15C. Il tronco di solito non assume grandi
dimensioni: la lunghezza puo' variare da pochi centimetri
a alcuni metri. I tralci a sezione cilindrica sono divisi
in nodi e internodi, sui primi sono inserite le gemme da
cui si sviluppano i germogli, a loro volta divisi in nodi
e internodi. Su ogni nodo spunta una foglia, alla sua
base si trova una gemma; nella parte opposta si
alternano, in modo discontinuo, un viticcio o un
grappolo. Le foglie sono semplici, grandi, picciolate
variamente lobate secondo la varieta'. I fiori
piccoli, verde-giallastri, poco appariscenti riuniti in
infiorescenze da cui si sviluppano i grappoli dei frutti,
sbocciano in maggio-giugno. Le forme di coltivazione sono
parecchie: a cordone orizzontale, a pergolato, ma ogni
regione hanno le loro tradizioni che si manifestano
inoltre anche nella fase della potatura che puo' essere
sia invernale o "secca" che estiva o
"verde". Il frutto, noto genericamente come
uva, e' una bacca detta acino di colore e grandezza
diversi, a seconda delle varieta', matura da agosto
a fine ottobre. La vitis vinifera da origine a un numero
elevatissimo di uve che, in base alla loro utilizzazione,
sono distinte in uve da tavola, uve da vino e uve da
essiccare. Le prime differisvcono fra loro per forma e
grandezza del grappolo, colore e consistenza degli acini,
e per finire epoca di maturazione. In funzione di
quest'ultimo elemento la produzione e' divisa in quattro
categorie: prima epoca con maturazione in agosto, seconda
epoca nella prima quindicina di settembre, terza epoca
nella successiva quindicina del mese di settembre, e
quarta epoca con maturazione nelle prime due settimane di
ottobre. Le uve da vino sono quelle piu' diffuse e
presentano sia acini neri che bianchi. Il colore del vino
e' indipendente dal colore dell'uva e dipende soprattutto
dai metodi di vinificazione, dai tagli di uve, dal
processo d'invecchiamento. La recente ricerca in
campo enologico ha permesso di isolare vitigni
eccezionalmente produttivi o di qualita' superiore,
cosi' come di procedere a innesti e miscele di prodotti
che danno luce a vini sempre piu' vicini al gusto dei
consumatori.
Le uve da essiccare sono una
varieta' di frutto senza semi o vinaccioli, fra cui
la piu' nota e' forse l'uva sultanina i cui acini sono
molto dolci e piccoli sebbene i grappoli siano molto
grandi e allungati. L'uva generalmente consumata fresca:
il suo contenuto zuccherino ne fa un alimento altamente
nutriente, Oltre che secca puo' essere conservata in vari
modi sia in marmellate che gelatine, oppure sotto
spirito.
FOGLIA SEME POLPA O
SUCCO, TUTTO FA BENE
La vitis
vinifera in tutte le sue componenti, nel suo frutto e
suoi derivati sono fonti inesauribili di risorse in campo
nutrizionale, cosmetico e terapeutico. Nelle foglie
autunnali, di colore rosso, c'e' forte abbondanza di
tannini antociani dello stesso tipo della vitamina P, con
potere antiossidante, di sapore stringente, presenti
anche nel vino, reagiscono con le proteine rendendole
insolubili. Un cucchiaino della cosiddetta "linfa
della primavera" o anche "pianto della
vite" , preso al mattino, e' efficace contro la
litiasi urinaria e biliare, in collirio in caso di
oftalmie, e per uso esterno in impacco come cicatrizzante
nelle piaghe. L'uva, ricca di flavonoidi,
"flavoni" e "antociani" che
contribuiscono al suo colore e svolgono una funzione antiossidante, ha un contenuto d'acqua pari all'80% del
peso, 15% di zuccheri solubili, in particolare glucosio e
levulosio variabili con il grado di maturazione, la
coltivazione e il clima, e una presenza consistente di
ferro, calcio, fosforo, tiamina, riboflavina,niacina,
Vit.A e Vit.C . Nella sua polpa si riscontrano numerosi
alfa idrossi acidi fra cui acido tartarico libero e acido malico, mentre nell'uva acerba abbonda acido
glicolico.
Il succo d'uva ha un notevole valore calorico, pari a 900 cal/kg , ma e' molto digeribile, energetico,
rimineralizzante, disintossicante, rinfrescante,
diuretico, a effetto lassativo e colagogo. Per uso
esterno e' consigliato nelle dermatosi (eczema e
foruncolosi) e per l'estetica del volto ove va lasciato
seccare per 10 minuti e poi lavato con acqua tiepida e un
pizzico di bicarbonato di soda. Secondo una vecchia
ricetta tradizionale in caso di incanutimento dei capelli
vanno bolliti 4 gr di solfato di ferro in 250 gr di vino
rosso e poi con un pettine bagnato vanno pettinati i
capelli e lasciati asciugare naturalmente, per una
diecina di minuti al giorno per 15-20 giorni consecutivi.
Si prosegue con una frequenza di due volte alla
settimana. Il mosto di vino ha potere diuretico e
lassativo, mentre l'olio di vinaccioli e' ricco di acidi
grassi insaturi e di tocoferoli, che lo rendono stabile e
quindi facilmente utilizzabile nella produzione di
cosmetici. Nei semi sono presenti anche i pro-cianidoli a
spiccata azione antiradicalica e dermoprotettiva. La loro
azione anti-radicale, emolliente, lenitiva e protettiva,
e' 50 volte piu' potente di quella della vit.E e 20 piu'
della vit. C e puo' aiutare a ridurre l'infiammazione e
l'edema. L' alcool etilico che si ottiene per
fermentazione degli zuccheri dell'uva in cosmesi e'
impiegato nei tonici e nelle frizioni per capelli e e'
anche il solvente abituale delle essenze nella profumeria alcoolica.
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