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CORTICOSTEROIDI TOPICI ED ALLERGIA
Della
Dr.ssa Maria Adelaide Vignini Clinica dermatologica, Pavia
Alcuni fra i piu' comuni
farmaci usati a livello locale per contrastare gli
effetti dell' infiammazione, possono essere a loro volta
causa di sensibilizzazione
L'introduzione in terapia
topica della prima molecola corticosteroidea (l'idrocortisone) avvenuta circa 45 anni
orsono,
rappresento' un evento epocale in campo dermatologico, in grado di
modificare completamente il trattamento di patologie
comuni quali eczemi e psoriasi. Il potente e veloce
effetto antiinfiammatorio ed antiproliferativo,
unitamente alla facilita' di impiego ed all'idea che
l'uso puramente locale del cortisone non implicasse il
rischio degli effetti collaterali noti per i trattamenti
sistemici, ne hanno fatto un prodotto di straordinario
consumo. Si preciso' poi nel tempo la necessita' di
formulare molecole che abbinassero all'effetto
antiinfiammatorio una sempre minore incidenza di effetti
negativi sistemici e soprattutto locali. Tra questi
ultimi: la possibilita' di comparsa di atrofia cutanea,
di ipertricosi, l'effetto proinfettivo, l'insorgenza di
acne esteroidea, di dermatite periorale, per citarne
alcuni tra i principali. Meno nota, soprattutto fuori
dall'ambito specialistico, e' invece la possibilita' che
le molecole corticosteroidee per uso locale inducano
fenomeni di sensibilizzazione che, cioe', le molecole
squisitamente "antiallergia" possano rivestire
esse stesse pur se raramente il ruolo di apteni. Il primo
caso di Dermatite Allergica da Contatto - DAC - dovuta a
un corticosteroide topico, l'idrocortisone, fu descritto
nel 1959. In anni piu' recenti ne sono stati riportati
nella letteratura dermatologica mondiale alcune
centinaia, ed anche se potenzialmente tutte le molecole
possono indurre sensibilizzazione, la maggior
parte dei casi segnalati si riferisce solo ad alcune.
Quando bisogna sospettare l'insorgenza di una DAC legata
allo steroide usato nel trattamento, ad esempio, di un
eczema? Principalmente quando le lesioni anziche'
migliorare permangono e peggiorano con il proseguimento
del trattamento stesso. Oppure quando una lesione
psoriasica manifesta la comparsa di lesioni eritematose e
vescicolose assai pruriginose, corrispondenti a un
processo di eczematizzazione. I ricercatori che si sono
dedicati allo studio di questo fenomeno si sono occupati
sia della sua incidenza su popolazioni selezionate e non,
sia della corretta esecuzione dei test di
sensibilizzazione individuando veicoli e concentrazioni
ottimali. Un fenomeno particolarmente interessante e' stato il rilievo di una
reattivita' crociata tra le
molecole, per la quale sostanze mai usate da un soggetto
potevano risultare reattive ai test se il soggetto stesso
aveva impiegato steroidi, per diverse ragioni chimiche,
affini. Si sono cosi' identificate quattro classi
"allergologiche" di corticosteroidi topici .
All'interno di queste classi solo alcune molecole
inducono il maggior numero di sensibilizzazioni
mostrandosi cross-reattive all'interno del proprio
gruppo; tali molecole vengono raccomandate nei test di
screening per le allergie ai corticosteroidi e sono attualmente rappresentate dal
Tixocortol pivalato per il gruppo A, dal Budesonide per i
gruppi B e D, e dall'Idrocortisone butirrato, sempre per
il gruppo D. Al gruppo C apparterrebbero invece molecole
la sensibilizzazione alle quali, pur se possibile, e' effettivamente meno frequente
perche' meno a rischio dal
punto della struttura chimica (nessuna modificazione in
posizione CI 7 o C21). Le manifestazioni di allergia ai
corticosteroidi includono reazioni anafilattiche,
orticaria e rash in caso di uso sistemico, e Dermatite
Allergica da Contatto in caso di uso topico. Benche' sia
ormai accertato che i casi di DAC da steroidi sono piu'
frequenti di quanto ritenuto in precedenza, la loro reale
incidenza su vaste popolazioni non e' stata ancora ben
definita (dal 2% al 6% in studi di area europea). Essa
rimane comunque bassa in rapporto all'enorme quantita'
d'impiego ed alla diffusione ubiquitaria di queste
molecole. L'evenienza di una allergia al topico non va
comunque dimenticata da parte del curante, tenendo conto
che l'uso prolungato, la cute lesa o banalmente alterata
come nel caso della foratura del lobo auricolare, debbono
essere considerate situazioni favorenti, e che i soggetti
allergici ai corticosteroidi tendono ad essere altamente
reattivi a molteplici sostanze con possibile sbocco alla
condizione invalidante di polisensibilizzati.
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QUANDO SONO NATURALI
L'efficacia
terapeutica dei cortisonici per uso topico deve essere
controbilanciata dalla minore interferenza possibile sull'azione degli stessi ormoni sintetizzati
fisiologicamente dal nostro organismo, in maniera
predominante nell'area fascicolata della corteccia
surrenalica. La loro sintesi e' regolata dall'ormone
Adrenocorticotropo (ACTH), prodotto dall'ipofisi,
attraverso un delicato meccanismo di biofeedback legato
al livello piasmatico di cortisolemia. La ricerca in
campo farmacologico ha permesso di realizzare importanti
modifiche strutturali nella molecola del cortisonico
naturale quali: l'introduzione di doppi legami,
l'alogenazione, l'esterificazione, alcuni dei quali
esaltano la lipofilia e quindi la capacita' di penetrare
la cute. Molto importante e' anche la scelta dei veicolo, cioe' il componente base della crema o della pomata, in
quanto in grado d'influenzare la stabilita' e
l'assorbimento dei farmaco (C. D. B.)
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EFFETTI COLLATERALI
DEI CORTICOSTEROIDI TOPICI
In
letteratura le prime descrizioni di effetti indesiderati
legati all'uso dei cortisonici topici furono
essenzialmente fenomeni irritativi e di sensibilizzazione
cutanea. Fu notato inoltre che talvolta si induceva un
peggioramento o un mascheramento di alcune infezioni
batteriche (effetto proinfettivo). In seguito
l'attenzione dei dermatologi si sposto' su fenomeni
locali di atrofia
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cutanea, l'insorgere
e il peggioramento di acne steroidea, striae distensae, teleangectasie, ipertricosi, e sul nesso
eziopatogennetico esistente tra dermatite periorale e
l'utilizzo di steroidi topici. Effetti sistemici
documentati provocati, dopo lunghi anni di uso dal
l'assorbimento continuativo nel tempo a livello topico,
sono invece glaucoma, edemi generalizzati, sindrome di Chushing, atrofia muscolare e arresto della crescita.
(C. D. B.)
MECCANISMO D'AZIONE
Il
meccanismo molecolare con cui si esplica l'azione degli
steroidi pu_ essere cosi' riassunto:PENETRAZIONE DEL
FARMACO ATTRAVERSO LE MEMBRANE CELLULARI
LEGAME DELLA MOLECOLA CON IL RECETTORE CITOPLASMATICO
ATTIVAZIONE DELLA MOLECOLA
PASSAGGIO DEL COMPLESSO RECETTORE-MOLECOLA STEROIDEA
DEL NUCLEO ED INTERAZIONE CON I SITI RECETTORIALI
Cio' permette di interagire con l'RNA messaggero e
d'influenzare cosi' l'attivita'delle cellule e in
particolare la sintesi di nuove proteine.
Nel processo di assorbimento cutaneo il farmaco steroideo
viene generalmente metabolizzato in composti inattivi
prima di entrare nel torrente circolatorio. Tale processo e' ben conosciuto e utile nel limitare gli effetti
collaterali dei farmaco a livello sistemico. I
corticosteroidi per uso topico agiscono sia
sull'epidermide che sul dermaattraverso meccanismi
diversi quali:
- vasocostrizione;
- effetto inibente la proliferazione cellulare;
- effetto anti infiammatorio e immunodepressivo.
Per tutti i corticosteroidi presenti in commercio
esistono delle scale di potenza legate alla capacita'
terapeutica dei singolo steroide nei confronti di una
specifica patologia cutanea per quanto riguarda
estensione, localizzazione, fase e durata, tipo di
medicazione da utilizzare, eta' dei soggetto.
L'assorbimento dei prodotto steroideo per uso topico
varia in relazione ai diversi distretti corporei: e' minore a livello dei palmo della mano e della pianta dei
piede perche' qui
l'epidermide e' piu' spessa, al contrario, invece, in
quelle sedi che hanno uno strato corneo danneggiato. Le
mucose hanno picchi di assorbimento molto piu' elevati.
Tutte le pieghe (ascellare, inguinale, intergiutea ecc.)
sono caratterizzate da una maggiore umidita' e
temperatura e cio' facilita notevolmente la penetrazione
dello steroide. Tale peculiarita' viene imitata, quando
si vuole ottenere una maggiore efficacia terapeutica,
mediante la medicazione o : bendaggio occlusívo.
(Dott.ssa Clara De Bonis)
CLASSIFICAZIONE IN
BASE ALLA POTENZA
CLINICA
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Classe I
(molto potenti)
Clobetasol propioato 0,05%
Alcidonide 0,1%
Classe lI (potenti)
Beclometasone benzoato 0,025
Beclometasone dipropionato 0,025 - 0,05
Beclometasone valerato 0,1%
Budesonide 0,025
Desossimetasone 0,25%
Diflucortolone valerato 0,1%
Fluocinolone acetonide 0,025
Fluocinonide 0,05%
Fluocortolone 0,5%
Idrocortisone butirrato 0,1%
Triarricinolone acetonide 0,1% |
Classe III (media
potenza)
Alclometasone dipropionato 0,1%
Cloabitacene butirrato 0,05%
Flumetasone pivalato 0,02%
Fluocinolone acetonide 0,01%
Fluocortin butilestere 0,75%
Idrocortisone 1% + urea
Classe IV
(potenza bassa)
Idrocortisone acetato 1-2%
Metilprednisolone 0,25%
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