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articolo aggiornato il: Tuesday 13 December 2011

 

 

La pelle dei neri

...alcune preferiscono puntare sull´effetto acqua e sapone... 

di Stefano Anselmo

L´Italia è ormai un paese multietnico. Un concetto che coinvolge ogni aspetto della nostra vita e società e che naturalmente riguarda anche le professioni del truccatore e della estetista. Sicuramente vi sarà già capitato di ricevere in Istituto donne dalla pelle nera. Più raro è che si sia rivolto alle vostre attenzioni un uomo, una evenienza quest´ultima che può essere causa di qualche dubbio. Come andrà trattata la sua pelle? Ci sono differenze nella costituzione dei peli? Cosa si deve fare per la depilazione? E per il trucco? Domande cui si possono dare risposte teoriche oppure cui si può giungere con l´aiuto di Bourama Keita, un modello fra i più richiesti sulla piazza della moda a Milano. Introfuliamoci quindi nel bagno del nostro amico, al quale vogliamo carpire i segreti della sua toeletta mattutina. Per noi è un soggetto perfetto perché fa uso sia di pratiche cosmetiche moderne sia di antica tradizione africana. La toeletta inizia con una bella doccia. Bourama intride la sua rete-striglia nel bagnoschiuma idratante al cocco e si friziona tutto il corpo con notevole energia, cranio compreso. In alcune parti dell´Africa viene ancora usato il sapone tradizionale, chiamato sapone nero. 

In realtà è di colore marrone e viene preparato coi baccelli del cacao arrostiti e mescolati con l'olio di cocco e altri ingredienti. Lo usano giovanissimi e anziani perché lascia la pelle particolarmente fresca e morbida. E anche per purificare la pelle dalle eruzioni in genere: dall´acne agli eczemi leggeri. Viene anche usato dagli officianti nelle abluzioni purificatrici prima dei riti sacri. Poi Bourama indossa l´accappatoio. Si applica una lozione emolliente pre-barba, si regola le unghie dei piedi e delle mani e si lava i denti. Ora è giunto il momento della rasatura: controlla il distanziatore della lama e procede col Bump Fighter. Si rade una sola volta e conclude applicando crema e lozione anti-follicolite. Con il rasoio a mano libera, invece si aggiusta l´attaccatura di capelli lungo la linea della fronte; due gocce di Hig Time Bald, lozione per chi porta il cranio rasato. È il momento del deodorante e della crema per il corpo: un buon latte deve essere ammorbidente e idratante senza lasciare la pelle unta e deve avere anche un profumo gradevole. L´ultimo tocco è riservato ai capelli. Apre un barattolo di Hair food, nutrimento per capelli e se li massaggia con cura. Poi Bourama si pettina con un pettine a denti lunghi creato appositamente per i capelli crespi e conclude con una spruzzata di Afro Sheen per renderli più luminosi: il nostro amico è pronto per affrontare la giornata. Abbiamo visto cosa succede nella pratica, ora facciamo un passo indietro e approfondiamo la conoscenza del rapporto fra cosmesi, igiene e mondo nero e africano. Anticamente erano soprattutto i guerrieri, e quindi gli uomini e non le donne, a dipingersi il volto, a decorarsi il capo, ad acconciarsi con capigliature vistose. La pelle scura delle popolazioni tropicali è il risultato dell´adattamento ai raggi ultravioletti delle zone vicine all´equatore. La differenza non sta solo nel colore, geneticamente determinato attraverso i melanosomi. La pelle nera è anche più "spessa", nel senso che è costituita da strati cellulari più spessi e compatti. Questo favorisce una maggiore resistenza alla penetrazione termica visto che in Africa fa più caldo, ma rende più frequenti i casi di pelle grassa. In compenso, la cute è fresca al tatto e vellutata. Rispetto ai soggetti di pelle chiara gli individui neri soffrono in media del 20% in meno di cancro della pelle, ma questo non significa che non debbano proteggersi dal sole, anche se di solito sono prescritte protezioni fino a SPF 15. Parlando di pelle nera, è bene conoscerne alcune particolarità. La prima è che al suo interno la formazione di vit. D è più lenta e per ovviare a questo inconveniente molti afro americani sofferenti di ipovitaminosi, hanno bisogno di una integrazione. La perdita d'acqua transepidermica favorisce la tendenza alla desquamazione e questo problema assume un rilievo particolare, in quanto le piccole squame di pelle, dal colore bianco, risaltano in modo estremamente più evidente sulla pelle scura creando un effetto antiestetico e cinereo. La consapevolezza di ciò ha convinto i modelli di moda africani a usare trattamenti cosmetici frequenti. La disinvoltura con cui lo fanno ha origini antiche. Per un africano, infatti, è molto naturale cospargersi il corpo con il latte o con un semplice grasso vegetale. Si usa anche sorta di "striglia" in fibra vegetale ricavata dal picciolo che unisce le foglie al fusto della palma che ha diverse funzioni: detersiva e leggermente abrasiva per favorire il distaccamento delle cellule morte e asportare le impurità: una sorta di gommage o peeling meccanico. Nella nostra società, invece, il ricorso a oli o creme, alla lunga può creare, nei soggetti neri, disturbi follicolo-occlusivi. Queste persone soffrono spesso anche di cheloidi, addensamenti di tessuto cicatriziale che si formano in seguito a tagli, abrasioni, acne, ecc. (basta pensare alle scarificazioni decorative prodotte da alcune popolazioni incidendo la cute). E poiché i loro tessuti contengono un notevole quantitativo di melanina, risultano particolarmente evidenti. Sfortunatamente non vi sono creme né per schiarirli né cosmetici abbastanza coprenti per dissimularli e spesso sono gli stessi interventi di chirurgia a causare la formazione di nuovi cheloidi. La forma del follicolo pilifero nei neri è ellittica o appiattita, col fusto elicoidale, cosa che rende il capello crespo. La loro chioma viene quasi scolpita, fino all'elaborazione di acconciature molto elaborate, mentre i famosi dread-locks sono il risultato della crespità naturale dei capelli, che crescendo tendono a raccogliersi in ciuffetti. Molte linee maschili per afro-americani dispongono di tinture e coloranti specifici per barba, baffi e capelli e va sempre di moda il seesu, ovvero il rimodellamento dell'attaccatura frontale dei capelli, col rasoio per disegnare una linea più netta ed elegante. La barba, nei neri, è spesso fonte di problemi e preoccupazioni estetiche per il problema dei peli che crescono sottopelle (pseudofollicolite). Questo disturbo riguarda anche alcune donne e tutti coloro che usano radersi il pube (pseudofolliculitis pubis) che accompagna a dolore, infezioni gravi e cicatrici. A volte sono così incarniti da risultare difficili da estrarre. Per rimuovere efficacemente i peli sottocutanei è utile usare un detergente per il viso a base di acido glicolico al fine di ottenere un´azione esfoliante ed effettuare uno scrub prima della rasatura. Man mano che i peli vengono in superficie, li si può estrarre senza estirparli con le pinzette. L´uso topico di corticosteroidi riduce l´infiammazione e le micro lesioni. Per la rasatura viene suggerito l´uso di creme depilatorie a base di polveri di solfuro di bario al 2% oppure di tioglicolato di calcio sotto forma di lozioni o creme ma questi prodotti possono creare irritazioni. Le occhiaie sono dovute alla pigmentazione superficiale trattabili con creme schiarenti: conviene comunque consultare un dermatologo prima di optare per questa soluzione. 



 


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