|
In realtà è di colore marrone e viene preparato coi baccelli del cacao
arrostiti e mescolati con l'olio di cocco e altri ingredienti. Lo usano
giovanissimi e anziani perché lascia la pelle particolarmente fresca e morbida.
E anche per purificare la pelle dalle eruzioni in genere: dall´acne agli eczemi
leggeri. Viene anche usato dagli officianti nelle abluzioni purificatrici prima
dei riti sacri. Poi Bourama indossa l´accappatoio. Si applica una lozione
emolliente pre-barba, si regola le unghie dei piedi e delle mani e si lava i
denti. Ora è giunto il momento della rasatura: controlla il distanziatore della
lama e procede col Bump Fighter. Si rade una sola volta e conclude applicando
crema e lozione anti-follicolite. Con il rasoio a mano libera, invece si
aggiusta l´attaccatura di capelli lungo la linea della fronte; due gocce di Hig
Time Bald, lozione per chi porta il cranio rasato. È il momento del deodorante
e della crema per il corpo: un buon latte deve essere ammorbidente e idratante
senza lasciare la pelle unta e deve avere anche un profumo gradevole. L´ultimo
tocco è riservato ai capelli. Apre un barattolo di Hair food, nutrimento per
capelli e se li massaggia con cura. Poi Bourama si pettina con un pettine a
denti lunghi creato appositamente per i capelli crespi e conclude con una
spruzzata di Afro Sheen per renderli più luminosi: il nostro amico è pronto
per affrontare la giornata. Abbiamo visto cosa succede nella pratica, ora
facciamo un passo indietro e approfondiamo la conoscenza del rapporto fra
cosmesi, igiene e mondo nero e africano. Anticamente erano soprattutto i
guerrieri, e quindi gli uomini e non le donne, a dipingersi il volto, a
decorarsi il capo, ad acconciarsi con capigliature vistose. La pelle scura delle
popolazioni tropicali è il risultato dell´adattamento ai raggi ultravioletti
delle zone vicine all´equatore. La differenza non sta solo nel colore,
geneticamente determinato attraverso i melanosomi. La pelle nera è anche più
"spessa", nel senso che è costituita da strati cellulari più spessi
e compatti. Questo favorisce una maggiore resistenza alla penetrazione termica
visto che in Africa fa più caldo, ma rende più frequenti i casi di pelle
grassa. In compenso, la cute è fresca al tatto e vellutata. Rispetto ai
soggetti di pelle chiara gli individui neri soffrono in media del 20% in meno di
cancro della pelle, ma questo non significa che non debbano proteggersi dal
sole, anche se di solito sono prescritte protezioni fino a SPF 15. Parlando di
pelle nera, è bene conoscerne alcune particolarità. La prima è che al suo
interno la formazione di vit. D è più lenta e per ovviare a questo
inconveniente molti afro americani sofferenti di ipovitaminosi, hanno bisogno di
una integrazione. La perdita d'acqua transepidermica favorisce la tendenza alla
desquamazione e questo problema assume un rilievo particolare, in quanto le
piccole squame di pelle, dal colore bianco, risaltano in modo estremamente più
evidente sulla pelle scura creando un effetto antiestetico e cinereo. La
consapevolezza di ciò ha convinto i modelli di moda africani a usare
trattamenti cosmetici frequenti. La disinvoltura con cui lo fanno ha origini
antiche. Per un africano, infatti, è molto naturale cospargersi il corpo con il
latte o con un semplice grasso vegetale. Si usa anche sorta di
"striglia" in fibra vegetale ricavata dal picciolo che unisce le
foglie al fusto della palma che ha diverse funzioni: detersiva e leggermente
abrasiva per favorire il distaccamento delle cellule morte e asportare le
impurità: una sorta di gommage o peeling meccanico. Nella nostra società,
invece, il ricorso a oli o creme, alla lunga può creare, nei soggetti neri,
disturbi follicolo-occlusivi. Queste persone soffrono spesso anche di cheloidi,
addensamenti di tessuto cicatriziale che si formano in seguito a tagli,
abrasioni, acne, ecc. (basta pensare alle scarificazioni decorative prodotte da
alcune popolazioni incidendo la cute). E poiché i loro tessuti contengono un
notevole quantitativo di melanina, risultano particolarmente evidenti.
Sfortunatamente non vi sono creme né per schiarirli né cosmetici abbastanza
coprenti per dissimularli e spesso sono gli stessi interventi di chirurgia a
causare la formazione di nuovi cheloidi. La forma del follicolo pilifero nei
neri è ellittica o appiattita, col fusto elicoidale, cosa che rende il capello
crespo. La loro chioma viene quasi scolpita, fino all'elaborazione di
acconciature molto elaborate, mentre i famosi dread-locks sono il risultato
della crespità naturale dei capelli, che crescendo tendono a raccogliersi in
ciuffetti. Molte linee maschili per afro-americani dispongono di tinture e
coloranti specifici per barba, baffi e capelli e va sempre di moda il seesu,
ovvero il rimodellamento dell'attaccatura frontale dei capelli, col rasoio per
disegnare una linea più netta ed elegante. La barba, nei neri, è spesso fonte
di problemi e preoccupazioni estetiche per il problema dei peli che crescono
sottopelle (pseudofollicolite). Questo disturbo riguarda anche alcune donne e
tutti coloro che usano radersi il pube (pseudofolliculitis pubis) che accompagna
a dolore, infezioni gravi e cicatrici. A volte sono così incarniti da risultare
difficili da estrarre. Per rimuovere efficacemente i peli sottocutanei è utile
usare un detergente per il viso a base di acido glicolico al fine di ottenere
un´azione esfoliante ed effettuare uno scrub prima della rasatura. Man mano che
i peli vengono in superficie, li si può estrarre senza estirparli con le
pinzette. L´uso topico di corticosteroidi riduce l´infiammazione e le micro
lesioni. Per la rasatura viene suggerito l´uso di creme depilatorie a base di
polveri di solfuro di bario al 2% oppure di tioglicolato di calcio sotto forma
di lozioni o creme ma questi prodotti possono creare irritazioni. Le occhiaie
sono dovute alla pigmentazione superficiale trattabili con creme schiarenti:
conviene comunque consultare un dermatologo prima di optare per questa
soluzione.
|