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Sesso, amore salute e sport
...prima di una gara conviene astenersi dal fare sesso?
di Camilla S. Palombo
Sesso e sport, un binomio di cui molto si parla, ma su cui non è stata fatta ancora piena chiarezza. La domanda più comune è: l´attività sportiva e la sessualità sono compatibili? Il nuotatore Luca Marin ha ammesso che durante i recenti campionati del mondo, lui e la pluricampionessa Federica Pellegrini non hanno rinunciato a fare sesso e i risultati della fidanzata non sembrano averne risentito. Le ricerche su questo campo sono innumerevoli e sono state svolte separatamente su uomini e donne: a leggerle si trovano cose molto interessanti su come nelle diverse discipline si evidenzino differenze fra le performance sportive a breve distanza da una focosa sessione amorosa. Facile quindi, trarne delle conclusioni, anche se la miglior risposta individuale la si può ottenere solo sul campo. Un aspetto del problema meno conosciuto è, invece, legato a un altro quesito: quanto incide lo sport, sulle performance sotto le lenzuola? Gli uomini e le donne che praticano prevalentemente o agonisticamente attività sportive fanno meglio e di più sesso di chi non fa sport o quantomeno lo pratica saltuariamente? Diffidando di autobiografie incontrollate - alla Antonio Cassano per intenderci – in cui si racconta di centinaia di avventure amorose anche poche ore prima di partite importanti, atteniamoci a quanto ci dice la scienza. Secondo alcuni studi, le sportive farebbero sesso meglio delle donne "pigre" e soprattutto correrebbero minori rischi cardiovascolari e di neoplasie della sfera
genito-sessuale. Le giovani che praticano regolarmente un´attività sportiva risulterebbero affettivamente più mature e sessualmente più responsabili rispetto a quelle che hanno una vita più sedentaria. Un altro dato emerso evidenzia come nelle sportive la "prima volta" arriva più tardi rispetto alle loro coetanee e questa appare essere una scelta consapevole. L´attenzione verso un aspetto della vita così importante e coinvolgente, unita a una grande cura della propria carriera sportiva, le porta a usare fin da subito mezzi anticoncezionali e, durante il periodo dedicato agli allenamenti e alle gare, si è registrato un minor cambio di partner rispetto alla media, oltre a un minor rischio di gravidanze indesiderate. Non solo. Evidentemente le sportive conducono uno stile di vita nettamente più salutare: non fumano, bevono alcolici raramente, dormono regolarmente, sono meno depresse e hanno una migliore autostima perché sono abituate a mettersi alla prova e ad affrontare ostacoli e difficoltà quotidianamente. Con buona pace dei calciatori, gli sport che migliorerebbero di più la sessualità, sono quelli che potenziano la funzionalità dell´apparato cardiocircolatorio e di conseguenza la resistenza: jogging, marcia veloce, ciclismo e nuoto. Inutile dire che, uno stile di vita non equilibrato e salutare, fumare o bere molto, senza praticare alcuna attività sportiva, se non è un ostacolo all´attività sessuale, a lungo andare tende a diminuirne frequenza e intensità. Un altro dato importante è che le donne che hanno regolarmente svolto attività sportiva arrivano alla menopausa più in forma, con un minor rischio di osteoporosi, malattie cardiovascolari e oncologiche. D´altro canto, abbandonare l´attività sportiva porta, specie negli uomini, ad aumento di peso, insonnia e calo della libido. Risulta poi provato scientificamente che il movimento fisico esercita una importante azione preventiva per tutte le principali patologie degenerative e per diverse forme di neoplasie. è anche assodato che l´incremento dell´attività fisica dopo una diagnosi di tumore del seno riduce fino al 45% il rischio di recidive e di morte in questi pazienti rispetto a quelli inattivi, e ciò ha un impatto favorevole sulla qualità della vita durante e dopo i trattamenti. Eppure, dalle statistiche risulta che il 47% delle donne italiane non svolge nessuna attività fisica e solo il 16% pratica uno sport con continuità, ignorando gli effetti benefici anche nella propria vita sessuale. è tra i 14 e i 19 anni che si registra la più alta concentrazione di abbandono dell´attività fisica e il 48% delle italiane in menopausa non svolge alcun movimento, cosicché il 40% risulta in sovrappeso e il 49% soffre di ipertensione. Bisogna perciò sapere che praticare sport anche a livello amatoriale migliora la qualità della vita e può prevenire patologie che, come la depressione, hanno riflessi negativi anche nell´attività sessuale. Se gli uomini guardano allo sport come competizione e cura della propria forma fisica, le donne dovrebbero pensare l´attività fisica come una terapia, da vivere in maniera personalizzata, in base alle proprie necessità, alle proprie attitudini e caratteristiche individuali.
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