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Cattive abitudini alimentari
Dott. G. Gerard, Parigi
Cattive abitudini, ereditarieta', stress, alimentazione sbagliata.
Tutti fattori da tener presente nella lotta al peso eccessivo
Per capire come il nostro organismo cambia nel corso degli anni, bisogna iniziare a parlare dei neonati e di come si stabilisce il loro rapporto con il cibo. Nelle condizioni piu' naturali, per diversi mesi, l’unica fonte di nutrimento
e' la madre e secondo molti esperti l’allattamento materno dovrebbe durare almeno fino ai 6 mesi. In questo modo, a seconda di cio' che la mamma mangia, il latte assume un sapore diverso e cosi' si predispone il bambino a piu' varieta' di gusti. Durante lo svezzamento, inoltre,
e' ancor piu' importante variare i cibi non esagerando con la quantita' di proteine, favorendo invece un equilibrio nutrizionale in cui non devono mai mancare ne frutta ne verdure. Durante la crescita
e' bene abituare il bambino a fare una ricca colazione, possibilmente seduto, e a una regolarita' degli orari dei pasti durante la giornata. Questo processo educativo,
e' il primo strumento di lotta contro una disordinata assunzione di calorie (pizzette, hamburger, tramezzini ecc.) che puo' essere alla base dell’inizio di un disequilibrio metabolico che porta' a un’obesita' infantile. L’attenzione a cio' che i bambini mangiano, in particolare in quei casi in cui c’e' una predisposizione ereditarieta verso l’ingrassamento, non deve assumere i toni di una crociata, ma parte del sano rapporto che i genitori devono instaurare con i figli. Fino al momento della puberta' la massa grassa presente nei bambini dovrebbe essere intorno al 15%, ma dopo lo sviluppo sessuale nelle bambine si puo' arrivare fino al 25% perche' quest’aumento
e' necessario per lo sviluppo stesso e la presentazione della prima mestruazione. Altrettanto vero
e' che le ragazze sedentarie, che hanno un’alimentazione priva di frutta, verdura, legumi etc. corrono, oltre al
sovrappeso, un altro rischio che
e' quello di sviluppare l’ovaio policistico, il quale puo' avere manifestazioni come acne, ipertricosi,
irsutismo, obesita'. Dai 20 ai 45 anni si manifesta sempre un aumento di peso dovuto anche all’eta' fertile. Nella donna la gravidanza
e' la maggior causa di un aumento di peso, da cio' la necessita' di tenere sotto controllo l’alimentazione, in particolare nei primi 5 mesi, poiche' da molti studi e ricerche appare evidente che si tende a conservare anche dopo il parto i chili in
piu'. Un altro fattore di rischio per le donne
e' il ruolo sociale svolto. Una casalinga che tutti i giorni prepara davanti ai fornelli cibi appetitosi per la propria famiglia, corre maggior rischio di ingrassare (e' stato studiato che ripetuti assaggini possono apportare un introito di calorie supplementari che puo' arrivare fino a 600 al giorno), in particolare su fianchi, cosce e glutei. E questi sono gli anni in cui
e' piu' difficile calare di peso. Con l’avvento della menopausa e cessando la produzione degli estrogeni, cambia la morfologia femminile, da ginoide a
androide, da femminile a maschile, e sulla donna si abbatte un’altra sfortuna tipica dell’obesita' maschile: il grasso addominale. Purtroppo,
pero', questo problema non riguarda solo l’estetica della persona, ma puo' condizionare la salute stessa, causando anche rischi di malattia cardiaca.
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