|
resveratrolo del vino rosso
La tradizione racconta che il segreto di lunga vita del mitico Matusalemme
fosse in parte legato al consumo quotidiano di vino rosso. Dalla leggenda alla
realta' scientifica
del Prof. Vincenzo Varlaro, docente di Fitoterapia Univ. Tor Vergata e Scuola
Int. Medicina Estetica
Da sempre l'uomo insegue il segreto della longevita'. Tante storie parlano
della continua ricerca di un elisir in grado di garantire l'immortalita' o
della fontana magica in cui immergersi uscendone ringiovaniti. Nella tradizione
si racconta che Matusalemme, il longevo vegliardo dall'eta' indefinita,
riuscisse a mantenersi in forma bevendo quotidianamente un bicchiere di vino ai
pasti. Facile liquidare questa leggenda come frutto della fantasia umana perche'
oggi la ricerca scientifica ci dice che, in fondo in fondo, nel racconto di
Matusalemme qualcosa di vero c'e', e si chiama resveratrolo. Questa sostanza e' presente nel fitocomplesso della buccia e dei semi della vitis vinifera e il
suo contenuto varia con il tipo di vino rosso e, all'interno della stessa
tipologia di vino, a seconda delle annate. Va comunque detto che il resveratrolo,
come principio attivo, e' contenuto, non solo nella vite rossa ma anche in altre
piante medicinali come, a esempio, nelle more, nelle arachidi, nell'eucalipto
e nel cavolfiore. Dal punto di vista chimico, il resveratrolo e' uno stilbene
(trans-3,5,4'-trihy-droxystilbene) presente in natura in due forme isomeriche:
cis e trans. La sua piu' importante e accertata funzione e' legata agli effetti
antiossidanti. La molecola inibisce la perossidazione dei lipidi delle proteine
a bassa densita' (Low- Density Lipoprotein o LDL) e previene la citotossicita'
delle LDL ossidate, modulando favorevolmente il metabolismo lipidico. L'azione
antiossidante del resveratrolo e' superiore a quella della vitamina C, della
vitamina E e del bcarotene. Inoltre numerosi studi hanno recentemente confermato
che il resveratrolo sviluppa un'azione antiossidante sinergica con ognuna di
queste molecole. Altre risultanze scientifiche dimostrano che l'azione
antiossidante del resveratrolo e' efficace nell'inibire la formazione dei
radicali liberi dell'ossigeno. Sembra infatti che esso sia in grado di
attivare le MAP-chinasi, enzimi che giocano un ruolo primario nella capacita'
dei neuroni cerebrali di rigenerarsi e di stabilire contatti fra loro. Altri
effetti del resveratrolo sembrerebbero esplicarsi a livello della placca
aterosclerotica: la molecola si comporterebbe come una sorta di solvente agendo
sul metabolismo lipidico, realizzando un'azione antiaggregante piastrinica,
inibendo l'attivazione del fattore di trascrizione NF-kB che e' implicato
nella patogenesi della parete vascolare mediante la sua capacita' di sintesi di
proteine pro-infiammatorie. Quest'ultimo, insieme ai monociti, e' implicato
nella patogenesi delle lesioni aterosclerotiche e a tale proposito, e' stato
dimostrato che una assunzione moderata e regolare di vino rosso, per il suo
contenuto in trasveratrolo, puo' prevenire l'attivazione proprio del fattore
di trascrizione kappaB e quindi puo' svolgere una efficace attivita' preventiva,
rallentando il processo involutivo aterosclerotico. Il prof. David Sinclair
della Harvard University di Boston ha ottenuti ottimi risultati sperimentali sul
topo e in altri animali, riuscendo a ottenere tramite la somministrazione di
resveratrolo un allungamento della loro vita media. Inoltre si e' visto che
lieviti trattati con il resveratrolo vivono in media 38 generazioni anziche' 19.
Insomma, senza voler eccedere in facili ottimismi, sembrerebbe che questa
molecola naturale un qualche effetto di attivazione sui geni della longevita'
potrebbe averlo.Continuando nell'elencazione delle proprieta' farmacologiche
attribuite al resveratrolo si puo' dire che sono state accertate azioni
estrogeniche con effetti favorevoli sulla biosintesi del collagefitoterapia ne,
dei glicosaminoglicani, dell'elastina e degli osteoblasti, da cui l'ipotesi
di una significativa azione preventiva e curativa dell'osteoporosi. La
modulazione del metabolismo lipidico, inoltre, determina un effetto
antiaggregante piastrinico favorevole per la prevenzione di diverse patologie
cardiovascolari. Altro effetto dismostrato del resveratrolo e' quello
antivirale. Il virus una volta entrato nella cellula ha biisogno di fondere il
proprio materiale genetico con quello della cellula ospite per ottenere l'indispensabile
''aiuto'' nella sintesi delle proteine necessarie alla propria replicazione.
Secondo uno studio condotto dal prof. Enrico Garaci e dai suoi collaboratori
presso l'Istituto Superiore di Sanita', il resveratrolo inibirebbe la capacita' replicativa dei virus agendo a livello di un enzima denominato
proteinachinasi C. Tale inibizione, insieme a quella successiva della cascata di
segnali intracellulari, porta alla mancata fosforilazione di quelle proteine
coinvolte nella traslocazione delle particelle virali di nuova sintesi dal
nucleo al citoplasma. La scoperta di questa azione antivirale ha alimentato,
forse in maniera non ancora concreta, non poche speranze in tema di terapia di
malattie virali come l'influenza, le epatite virali e l'AIDS. Oltre che in
un settore cosi' complesso come quello dell'oncologia, un campo in cui le
potenzialita' della molecola sono legate alla sua capacita' d'indurre in vitro
l'apoptosi della cellula neoplastica. Qualche studioso ha ipotizzato che il
potenziale effetto antitumorale del resveratrolo potrebbe essere dovuto a una
sua azione anti-infiammatoria, e in particolare all'inibizione della
ciclossigenasi, un enzima che utilizza l'acido arachidonico per formare i
mediatori dell'infiammazione come, a esempio, le prostglandine. Il grande
sviluppo della ricerca su questo principio attivo naturale ha portato, in Italia
e all'estero, alla crescita di formulazioni a base di resveratrolo, suggeriti
per la prevenzione di alcune patologie cardiovasccolari (miocardiopatie
ischemiche, vasculopatie diabetiche, morbo di Buerger, coronariopatie, atero e
arteriosclerosi), ma anche per la prevenzione e la cura dell'invecchiamento
cerebrale, di malattie virali, dell'osteoporosi e, speriamo in futuro, come
coadiuvante nelle terapie antitumorali. Un ultimo cenno all'uso cosmetico del
resveratrolo che gia' compare, a ragione per la sua azione antiossidante, in
molti prodotti cosmetici formulati per mantenere il piu' a lungo giovane la
pelle.
|