| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |

articolo aggiornato il: Monday 05 December 2011

 

 

dottoressa Filieri Maura

Vit. C: oltre tutto e' depigmentante

L'acido ascorbico opportunamente formulato e reso stabile passa la barriera cutanea con effetti schiarenti

della Dott.ssa Maura Filieri

 
I cosmetici che contengono antiossidanti sono attualmente tra i piu' popolari rimedi antieta'. La ricerca cosmetologica ha ormai accertato che, applicati topicamente, gli antiossidanti esercitano i loro benefici offrendo protezione dai dannosi radicali liberi prodotti quando la pelle e' esposta ai raggi ultravioletti o per effetto naturale dell'eta'. Da tempo si sa che la vitamina C e' uno dei piu' potenti antiossidante naturale solubile in acqua e, di conseguenza, e' stata inserita in una vasta gamma di cosmetici destinati a proteggere e ringiovanire la pelle invecchiata dalla luce. Fortunatamente anni di divulgazione scientifica hanno fatto conoscere al grande pubblico che i fattori in grado di scatenare i processi ossidativi all'interno della cellula sono numerosi e, in gran parte, legati a scorrette abitudini di vita (cibi sofisticati, fumo, ritmi sempre piu' frenetici e stili di vita sregolati, inquinamento, prolungate esposizioni solari o a lampade UV). In generale, pero', alla crescita della conoscenza non e' corrisposto un relativo miglioramento degli stili di vita e, di conseguenza, a noi medici e' spesso richiesto di rimediare ai visibili danni cutanei che ne conseguono. I cosmetici a base di antiossidanti topici costituiscono quindi dei validi alleati in grado di produrre una serie di effetti benefici sulla pelle. Soprattutto se nella formulazione c'e' proprio una giusta quantita' di vit. C, solubile in acqua, che rilascia in sequenza elettroni, neutralizzando in tal modo i radicali liberi presenti nei compartimenti acquosi della cellula. Questa molecola, inoltre, aiuta anche a rigenerare la forma ossidativa della vitamina E, un altro potente antiossidante naturale liposolubile che, con la sua importante azione, collabora per prevenire il danno ossidante nella membrana cellulare lipidica. Ma i motivi per cui l'ac. ascorbico e' aggiunto a molti cosmetici sono anche altri: in primo luogo la vit. C e' essenziale nella biosintesi del collagene. Essendo il piu' potente agente riducente presente nei tessuti essa interviene come cofattore per la conversione della prolina a idrossiprolina, che come e' noto, e' una componente fondamentale per il collagene. Ma la vit. C influenza anche la sintesi del collagene indipendentemente da tale processo. Alcuni studi hanno infatti dimostrato che l'ac. ascorbico ne puo' stimolare la sintesi direttamente attivando la sua trascrizione e stabilizzando l'acido ribonucleico messaggero procollagene (mRNA). In aggiunta alla sua capacita' di aumentarne la produzione, la vit. C puo' anche proteggere il collagene esistente. Cio' avviene attraverso la riduzione degli enzimi responsabili della degradazione del collagene, come e' stato dimostrato in studi realizzati dopo la sua appli­cazione topica. C'e' dell'altro: la vit. C e' anche conosciuta per essere un potente anti-infiammatorio in quanto reprime l'attivazione del fattore di trascrizione NF-kB, inibendo di conseguenza numerose citochine proinfiammatorie come TNF-a, interleukin-1 (IL-1), IL-6 e IL-8. In dermatologia tale capacita' ha subito suscitato molto interesse perche' se ne e' ipotizzato l'utilizzo in numerose patologie cutanee a base infiammatoria, e la conferma e' gia' giunta da alcuni studi su psoriasi, dermatiti eczematose e acne. L'ac. ascorbico, inoltre, e' ritenuto capace di proteggere dai danni indotti dai raggi UVA e UVB, compresi fra 290 e 320 nm, neutralizzando le specie di ossigeno reattivo da essi generate, soprattutto se la formulazione viene applicata prima dell'esposizione e, ancor piu', se in associazione con a-tocoferolo. Ne deriva che l'acido ascorbico topico puo' anche essere usato per trattare la scottatura, specialmente per neutralizzare l'infiam­mazione. I piu' recenti dati indicano che la vit. C topica si dimostra un utile elemento aggiuntivo ai protettori solari. Tra gli altri effetti e' possibile affermare che essa sopprime la sintesi della melanina bloccando a vari livelli le reazioni ossidative della melanogenesi. Cio' ne autorizza l'uso anche nella gestione delle iperpigmentazioni, cosa non certamente semplice, nella cui lotta, a oggi, i medici mettono in campo un ampio complesso di presidi terapeutici che vanno dall'utilizzo singolo o in associazione di molecole di vario tipo (a e b idrossi-acidi, estratti di liquirizia, glutatione, retinoidi, etc) finanche all'impiego di tecnologie laser. L'esperienza insegna che le difficolta' aumentano quando la problematica da migliorare e' il melasma, comune disordine di iperpigmentazione che colpisce soprattutto gli individui che vivono in paesi caldi e di cui non si conosce ancora completamente la causa. In uno studio condotto da Perez et al., si e' valutato l'effetto terapeutico dell'ac. ascorbico topico al 5% contro l'idroquinone topico al 4% nei pazienti con melasma di tipo misto. L'effetto depigmentante dell'idroquinone era evidente fin dal primo mese di trattamento, mentre l'effetto dell'ac. ascor­bico al terzo mese. L'idro­quino­ne, pero', presentava lo svantaggio di irritare il 68,7% delle pazienti, mentre l'ac. ascorbico era ben tollerato e quindi poteva essere usato per periodi piu' lunghi. L'ipo­tesi che concludeva questo lavoro era che l'applicazione di una formulazione al 10% di ac. ascorbico, avrebbe potuto ottenere risultati migliori grazie a una sua piu' lunga permanenza nella pelle. Sulla base di tali premesse ho voluto svolgere una mia esperienza personale racco­man­dando l'applicazione quotidiana di monodermodosi di vit. C pura al 10% una volta al giorno (la sera) sul volto di pazienti di eta' compresa tra i 28 e i 48 anni, affette da melasma, diagnosticato dopo osservazione con lampada di Wood, di tipo epidermico in un caso e misto negli altri. I criteri di esclusione prevedevano la gravidanza, il parto pretermine, l'in­terruzione nell'uso degli ormoni negli ultimi 12 mesi cosi' come un trattamento topico per gli ultimi 2 mesi. Alle pazienti ho chiesto di applicare quotidianamente, al mattino, un filtro di protezione 50+. Dopo tre mesi di trattamento i risultati sono stati molto soddisfacenti in tutte le pazienti e nessuna ha riferito ne' manifestato fenomeni di irritazione. Nonostante si tratti di una esperienza numericamente ristretta essa serve a confermare quanto gia' emerso e riscontrato in altri studi. E' pertanto mia opinione che si possa ragionevolmente sostenere che l'ac. ascorbico abbia un effetto benefico sul melasma, con minime controindicazioni. Per questa ragione, puo' essere usato per un periodo di tempo piu' lungo come parte di un trattamento di depigmentazione iniziale e come cura di mantenimento. Dopo aver tanto decantato le virtu' di questa molecola vediamone alcuni limiti. Affinche' una formulazione topica di vit. C funzioni e sia quindi in grado di espletare tutti gli effetti biologici di cui abbiamo parlato, prima deve penetrare nella pelle e poi rimanere stabile ed essere disponibile in concentrazioni abbastanza alte per avere un effetto biologico. Studi specifici indicano che lo stan­dard ottimale e' un acido ascorbico stabile ad alta concentrazione (piu' del 10%) a basso pH (<3,5). Le prime formulazioni contenenti ac. ascorbico risultavano instabili per il fatto che, inserito in una soluzione, esso tende all'ossidazione. Ne e' una palese prova la decolorazione virante al giallo che si determina quando i prodotti con ac. ascorbico topico sono esposti all'aria e si determina l'ossida­zione dell'ac. deidroascorbico sottoprodotto. Molti si chiedono, infine, se la somministrazione orale di vit. C, attraverso alimenti o integratori, possa incre­mentare la sua concentrazione nella pelle. La risposta e' che questo tentativo da' pochi risultati perche' il suo assorbimento e' limitato da meccanismi di trasporto attivo nell'intestino. Quindi per aumentare significativamente la sua presenza nella pelle l'applicazione topica e' l'unico metodo valido e da preferire.



 



|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore