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articolo aggiornato il: Thursday 17 May 2012


La chirurgia estetica per gli americani 

Dire le bugie e' una colpa grave per gli elettori americani che pero', a differenza che in Italia, sembrano non essere interessati se i loro politici ricorrono al bisturi 

di Filippo Testa 

Belli i tempi in cui le critiche dei giornalisti stranieri (e nostrani) al premier Silvio Berlusconi si riducevano al fatto che si fosse sottoposto a un intervento di rinfoltimento dei capelli. Troppo frivolo, troppo impegnato a gestire la propria immagine pubblica, ecc… Critiche feroci, ma allora poco efficaci, perche' questa scelta, mai negata dal premier, oltre che legittima si fondava sulla convinzione che una persona con i capelli appare esteticamente piu' giovanile e attiva. Qualcuno allora scrisse che si trattava di una debolezza tutta italiana, una conseguenza della ''politica spettacolo'' inaugurata proprio da Berlusconi e che richiede una cura del proprio aspetto fisico che va spesso a discapito di valori e contenuti politici. Ma e' proprio cosi'? Sono solo i politici italiani a ricorrere alle cure dei chirurghi estetici per ridurre la propria circonferenza addominale o per rinfoltire una chioma ormai diradata? La risposta arriva dagli Stati Uniti, il Paese piu' puritano del mondo, dove copiare un compito alle scuole elementari potrebbe voler dire dover rinunciare a correre per la Presidenza decine di anni dopo, e dove dire una bugia e' considerato un comportamento cosi' grave da aver costretto un Presidente gia' eletto alle dimissioni. Anche da queste parti, pero', i politici si rivolgono al chirurgo estetico per migliorare la propria immagine. L’importante e' non negarlo ma comunque per un tacito accordo, di questo nelle conferenze stampa non si parla e i giornalisti non ci pensano nemmeno a invadere la sfera privata ponendo qualche domanda al riguardo. Non tutti hanno poi il coraggio di Berlusconi nell’ammettere spontaneamente il desiderio di migliorare la propria estetica, ma gli esempi americani non si limitano a politici di rango inferiore, ma raggiungono decisamente il vertice del potere, sfiorando quasi la Casa Bianca. Joseph Robinette "Joe" Biden nato il 20 novembre 1942 e' un politico statunitense di grande successo e longevita'. Attualmente e' vicepresidente degli Stati Uniti nel governo di Barack Obama: basta fare il confronto fra le foto che lo ritraggono in un ipotetico prima e dopo, oggi e diversi anni fa. Quello che risulta evidente e' un incredibile aumento della capigliatura nella zona frontale. A meno che Biden non abbia scoperto e tenuta segreta una cura miracolosa contro la calvizie, il Vice Obama deve necessariamente essersi sottoposto a un bel trapianto di capelli. Analizzando la foto in bianco e nero si puo', infatti, chiaramente notare la quasi totale assenza di capelli nella zona frontale e superiore del capo. In termini tecnici questa la si definirebbe una calvizie di grado 5 della scala di Norwood. ''Nelle migliaia di casi trattati nella nostra clinica non abbiamo mai visto un caso di spontaneo rinfoltimento a questo livello. Ci sono farmaci che aiutano a contrastare l’alopecia androgenetica ma non fanno comunque miracoli'' spiega il dottore Carlo Alberto Pallaoro, chirurgo plastico di Padova. ''La foto a colori di Biden mostra un’attaccatura dei capelli normale. Altre foto piu' dettagliate possono sembrare - per gli occhi dei piu' tecnici - l’opera di una buona mano chirurgica''. Un’altra cliente illustre americana che potrebbe aver bussato alla porta della chirurgia estetica e' il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Hillary Clinton, per la quale pare che l’orologio cammini all’indietro. ''Confrontando le due foto - aggiunge il dott. Pallaoro - possiamo notare come la ptosi cutanea del viso, le rughe mimiche e attiniche, il profilo della mandibola e il collo siano marcatamente presenti in passato e assolutamente attenuate nell’immagine attuale. Risultati del genere sono ottenibili con il lifting del viso e collo, il botulino e l’acido ialuronico''. Ma torniamo in Italia: secondo i giornali di gossip, il caso piu' famoso di una donna politica che sarebbe ricorsa piu' volte al chirurgo estetico e' quello della sottosegretario Daniela Santanche', che per questo e' stata sommersa dalle critiche. Una cosa che in America non sarebbe possibile o, per lo meno, sembra interessare molto meno il pubblico. Non e' chiaro dove vada ricercata l’origine di questa differenza, ma sicuramente nel nostro Paese raramente si viene giudicati per quello che si e' e per quello che si e' raggiunto nella vita, molto piu' spesso per quello che si appare all’esterno.



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