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RINOPLASTICA RIMODELLARE IL DORSO DEL NASOQuando il dorso del naso segue un percorso tortuoso a causa di un anomalosviluppo osseo o di un evento traumatico, si puo' progettare un intervento di rimodellamento, intervenendo direttamente dall’interno delle narici e riducendo al massimo edema ed ecchimosi. di Monica Alberti altro articolo: rinoplastica: rimodellare la punta del naso |
GIBBO O NON GIBBO? L’antiestetica “gobba” posta sul dorso del naso puo' essere solamente cartilaginea oppure interessare anche la parte ossea. Spesso la presenza di gibbo e' causa di seri complessi che possono mettere in discussione l’autostima del soggetto ed i suoi rapporti interpersonali. Al di la' dell’aspetto psicologico, un naso “aquilino”distorce visibilmente l’armonia del profilo, conferendo un’immagine arcigna e grottesca. e'sorprendente come invece una semplice correzione del dorso del naso possa restituire piu' armonia ai lineamenti senza stravolgere minimamente la fisionomia. VERSO UNA CHIRURGIA PIu' FLUIDA Rispetto alla chirurgia di un passato anche recente (che richiedeva anestesia totale e ricovero e che molto spesso comportava complicanze come emorragie, ematomi lunghi da riassorbire e forti dolori), la moderna rinoplastica si rivela apprezzabilmente mini invasiva e piu' rispettosa non solo dei tessuti, ma anche delle esigenze del paziente. Oggi il rimodellamento del naso viene realizzato in anestesia locale accompagnata da sedazione e consente il ritorno alle mura domestiche gia' poche ore dopo l’intervento. Ma il vantaggio maggiore e' chenon comporta eccessivi traumi per il paziente e non richiede lunghi periodi di convalescenza (una settimana, al massimo due, di relativo riposo). L’utilizzo del laser CO2 pulsato (dall’azione fotocoagulante) e di particolari sostanze vasocostrittrici somministrate in fase anestesiologica, riducono infatti i tempi di cicatrizzazione e la comparsa di edema ed ecchimosi, favorendo di conseguenza un piu' rapido ritorno al sociale. Ma c’e' di piu': la correzione del dorso nasale avviene oggi rispettando i parametri facciali, intervenendo cioe' solo sull’antiestetica “gobba”, senza stravolgere la naturale conformazione del naso. VECCHIA E NUOVA RINOPLASTICA A CONFRONTOAbbiamo gia' accennato ai parecchi disagi che la “vecchia” rinoplastica comportava, sia in termini di tempo (convalescenze lunghe di 3-4 settimane) che di sopportazione del dolore (con rischio magari di complicanze). Gli effetti collaterali della rinoplastica “vecchio stampo” erano inoltre piuttosto visibili: gonfiori ed ematomi scuri attorno agli occhi, difficili da riassorbire, rendevano il ritorno al sociale parecchio distante dalle proprie esigenze ed aspettative. Oggi la situazione e' completamente rivoluzionata. Grazie alla mini invasivita' chirurgica, al ricorso all’anestesia locale (rinoplastica anestesia locale) e al laser CO2 pulsato, il rimodellamento chirurgico del naso avviene in assenza totale di dolore, contenendo al minimo il sanguinamento, l’edema e le ecchimosi. Una volta rimosse le medicazioni e la mascherina contenitiva, il processo di guarigione potra' essere accelerato sottoponendosi ad un ciclo di linfodrenaggio manuale e ad alcune sedute di terapia laser. Poche inoltre le precauzioni da prestare nel post operatorio vedi box “Post operatorio”. LA TECNICA CHIRURGICA Il rimodellamento del dorso nasale avviene praticando, con il laser CO2 pulsato,un’incisione all’interno delle narici (tra la cartilagine alare e la cartilagine triangolare), provvedendo quindi allo scollamento del dorso ed all’asportazione dell’eccesso di cartilagine e di eventuali spigoli ossei. In questa fase e' importantelivellare bene il punto d’incontro con l’osso, in modo da non creare scompensivisibili tra i due piani. IL POST OPERATORIO DELLA RINOPLASTICAAl termine della rinoplastica, il chirurgo consegna al paziente le seguenti disposizioni:
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ANCHE L’INTERVENTO ADDITIVO
Normalmente il rimodellamento del dorso del naso implica una riduzione ossea. A volte pero' la tecnica puo' essere additiva, apportare cioe' degli elementi persi o mancanti. Come nel caso di questo ragazzo, dal gibbo incavato a causa di un trauma. Per riportare il profilo alla situazione originaria, si e' provveduto ad un innesto osseo, ovviamente autologo. |
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TRE ESEMPI DI RIMODELLAMENTO Tipico caso di gibbo osseo. Per livellare la spigolatura, si interviene dall’interno delle narici, dopo aver inciso tra le cartilagini ed aver scollato il dorso. E’ stata sufficiente questa semplice limaturaper restituire alla paziente un profilo piu' armonioso. |
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Un esempio di gibboosseo-cartilagineo. Oltre al rimodellamento descritto sopra, si e' provveduto anche all’asportazione della cartilagine in eccesso. Per rendere il profilo piu' aggraziato si e' provveduto a correggere le narici (ipotrofiche) e la punta (cadente). |
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Un gibbo concavo puo' essere anche la conseguenza diretta di una rinoplastica mal eseguita. Per evitare questo spiacevole risultato il chirurgo avrebbe dovuto prestare piu' attenzione nel livellare il punto d’incontro con l’osso. Per rimuovere l’antiestetico “scalino” la paziente ha dovuto sottoporsi ad un altro intervento chirurgico: l’occasione per rimodellare anche la punta del naso, piuttosto carnosa ed arrotondata. |
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