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Juvederm altro non e' che
il medesimo ialuronico presente da tempo in altri affermati prodotti come
Dermalive e Dermadeep; lo Juvederm, rappresenta proprio il veicolo degli
agglomerati di hydrogel acrilico che conferiscono durata al filler. Molto
interessante sembra essere il processo di fabbricazione dello Juvederm, troppo
spesso nascosto da altre aziende ed invece reso ampiamente pubblico dalla
Corneal. Lo Juvederm nasce per biosintesi, da fermentazione batterica del
microrganismo Streptococcus Equi, non patogeno per l'uomo, ma solo per il
cavallo e, una volta estratto in modo selettivo dalla coltura batterica, viene
inoculato in un brodo di coltura che consente la moltiplicazione e la secrezione
di acido ialuronico, quindi, il prodotto fermentato subisce un processo termico
necessario per la distruzione degli Streptococchi, conferendo cosi' la
necessaria sicurezza d'uso. L'acido ialuronico, viene ottenuto per successive
filtrazioni e precipitazioni e le fibre vengono seccate e condizionate. Ma se ci
si fermasse qui, l'acido ialuronico ottenuto, sia pur privo di residui proteici
e con un' eccellente garanzia di sicurezza, una volta iniettato, verrebbe,
esattamente come capita all'acido ialuronico presente in noi, metabolizzato in
pochi minuti, ed allora ecco che per conferire la necessaria stabilita' e
durata, si comincia ad introdurre il termine di reticolazione, che altri e' definito come cross-linkaggio. Questo procedimento, viene di solito effettuato
con l'integrazione di altre molecole che sono solitamente il vinil-sulfone, la
formaldeide ed BDDE, (eterebutanedioldiglicidico) ciascuna dotata di una
intrinseca capacita' tossica che viene ben quantificata dalla misurazione della
DL50 nel ratto.
Orbene il BDDE rappresenta la molecola con la DL50 piu' bassa! E
se non fosse ancora sufficiente, nella fase finale della preparazione interviene
un nuovo processo di purificazione, che ad un controllo cromatografico, mostra
come piu' del 90% del BDDE ha reagito, cancellando quindi la massima parte del
prodotto in uso e se si calcola che il residuo di BDDE e' inferiore a 2
microgrammi per grammo di ialuronato di sodio-il prodotto finito- e che la DL50
per la BDDE e' di 1100 milligrammi per chilo, e' facile giungere al calcolo che
in ogni siringa di Juvederm, sono presenti residui di BDDE inferiori a un
microgrammo e che quindi la quantita' residua di BDDE e' piu' di 50 milioni di
volte inferiore alla DL 50! Allo stesso modo, il residuo proteico, calcolato con
il metodo di Lowry in campioni di piu' lotti, anche questi pubblicizzati senza
alcun mistero dalla casa madre, dimostra come anche questo fattore di rischio
immunogenico, sia davvero vicino allo zero. Ma dopo questa chiara motivazione
biochimica che ci spinge ad affermare che Juvederm e' come acido ialuronico un
prodotto testato particolarmente purificato che offre ampia sicurezza, vediamone
gli usi.
Juvederm, quale acido ialuronico, ha preziose funzioni: interviene
quale scavenger dei radicali liberi, ha una funzione plastica e modellante, e' un poternte antiossidante e la sua introduzione per via iniettiva, offre alla
morfologia del viso un vero e proprio cocktail di bellezza.
Juvederm ha inoltre
tre diverse formulazioni adatte ai difetti estetici del volto dal piu' delicato
al piu' grossolano. Difatti Juvederm 18, grazie alla sua particolare fluidita', e'
adatto alle rughe fini e sottili, quali quelle della zampa d'oca, le
perioculari e le peribuccali, ma si presta particolarmente bene al finissage di
rughe profonde per la totale scomparsa dei segni superficiali.
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