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articolo aggiornato il: Thursday 17 May 2012

 

Il botulino

Continua lo scontro fra chi considera piu' che sicuro l'uso del botulino in estetica e chi invece invita a maggiore prudenza e a non abusare per evitare complicazioni

Altro tema di grande attualita', su cui in Italia si sono accentrati gli interessi dei grandi media e delle Autorita' sanitarie, e' l'utilizzo a fini estetici della Tossina Botulinica. La vicenda e' nota: questo farmaco, dopo essere stato usato per due decenni per curare importanti patologie neurologiche ed oculistiche, qualche anno fa, nel 2002, e' stato approvato prima dalla FDA americana e poi dal Ministero della Salute italiano anche per uso estetico e da allora moltissime donne lo richiedono prevalentemente per spianare le rughe della fronte. Oggi, l'American Society of Plastic Surgeons valuta che siano stati effettuati milioni di trattamenti con una media di 0,42 eventi avversi ogni 10.000 sessioni, eppure sulla Tossina Botulinica sui giornali si legge tutto e il contrario di tutto, contribuendo cosi' ad aumentare confusione e incertezze fra le tante donne alla ricerca di un ideale di bellezza e giovinezza. Recentemente, poi, gli studi condotti su un modello animale da un ricercatore italiano, il dott. Caleo del CNR di Pisa e presso la Calgary University in Canada, hanno messo in evidenza la possibilita' della migrazione del botulino, per via nervosa, dal punto di inoculazione al Sistema Nervoso Centrale. Il Codacons ha subito chiesto al Ministero della Salute di verificare se esistono rischi per la salute delle pazienti ed e' cosi' partito l'incarico per il Consiglio Superiore di Sanita' di analizzare la situazione italiana. Si sono venute a creare, quindi, due fazioni: una, la piu' numerosa, composta da molti illustri chirurghi plastici, dermatologi e medici estetici che garantisce l'innocuita' e la sicurezza del prodotto, e un'altra, piu' limitata numericamente ma non meno efficace dal punto di vista mediatico, che lancia con regolarita' l'allarme per un possibile rischio legato al botulino. A rafforzare la posizione di quest'ultimi ricercatori e', qualche mese fa, arrivata la notizia della sentenza emessa da un tribunale americano per il risarcimento di 15 milioni di dollari a favore di una 48enne che dopo quattro anni di ricorso alla tossina avrebbe accusato dolori alle estremita' e debolezza muscolare. La risposta dei fan del botulino non si e' fatta attendere, ed e' giunta con la spiegazione legale che si tratta di un provvedimento punitivo di tipo amministrativo per l'azienda produttrice per non aver dato sufficienti informazioni sul foglietto illustrativo relative a eventuali possibili effetti collaterali, che nulla avrebbero a che fare quindi - aggiunge chi giura sulla piena affidabilita' del farmaco - con gli aspetti sanitari della vicenda. La necessita' di un dibattito il piu' possibile sereno e approfondito su questo argomento e' stata registrata dall'Osservatorio Nazionale sulla Salute della donna (ONDA), da sempre attenta alle tematiche della salute femminile e promotrice di iniziative sulla corretta informazione. In una seguita conferenza, coordinata dal giornalista Bruno Vespa, la dottoressa Francesca Merzagora, presidente di O.N.D.A., ha esordito ricordando come, secondo una ricerca Eurobarometer, l'interesse per temi di scienza e medicina (43,5%) venga subito dopo solo la cultura (56,9%) e lo sport (54,3%), e come pero' le notizie riguardanti la salute, dalle trasmissioni in prima pagina dei giornali alle trasmissioni radiotelevisive in prima serata al web, vengano enfatizzate eccessivamente con toni sensazionalistici, messaggi troppo brevi, opinioni personali. In tal modo, da alcuni anni a questa parte, la comunicazione sulla salute avrebbe assunto caratteristiche di spettacolarita' quando non di vero gossip. Dopo il caso della mucca pazza, dell'influenza suina e aviaria, il caso della Tossina Botulinica dimostra quanto come di salute si parli sempre piu' nell'ambito della cronaca, facendo spesso un cattivo servizio ai lettori cui vengono proposti messaggi contraddittori, e interpretazioni cariche di inesattezze e imprecisioni. A discutere del rapporto fra le donne e l'estetica, con un approfondimento sul caso del Botulino, sono stati chiamati noti chirurghi plastici, da Roy De Vita a Nicolo' Scuderi, dal Presidente della Societa' Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, Andrea Grisotti, al Presidente della Societa' Italiana Medicina Estetica, Emanuele Bartoletti, Corinna Rigoni Presidente delle Donne Dermatologhe Italiane, oltre al Segretario della Societa' Italiana di Neurologia, Alfredo Berardelli, che ha raccontato come l'uso della Tossina Botulinica in ambito neurologico vada avanti dal lontano 1985 e gli effetti collaterali registrati siano stati dovuti per lo piu' all'uso improprio ma di cosi' lieve entita' da non destare preoccupazioni. Secondo il Prof. Scuderi, infatti, se applicata nel 3° superiore della fronte non e' pericolosa, e se si seguono i parametri precisi che il medico deve conoscere quando effettua inoculazioni di Botulino a uso estetico, non dovrebbero insorgere effetti collaterali, a meno che non venga usato in sovraddosaggio, 50-100 volte quello indicato per correggere le rughe, oppure l'inizione sia effettuata in maniera sbagliata. Eventi che potrebbero provocare effetti collaterali importanti ma che in Italia - a tutt'oggi ha affermato Scuderi - non sono stati mai riportati. Cio' che invece si e' visto talvolta, ed e' dovuto piu' alla carente manualita' dell'operatore che al prodotto, sono stati casi di edema e di ptosi della palpebra che, con il tempo sono andati incontro a remissione spontanea. A stuzzicare gli scienziati presenti ci hanno pensato sia Bruno Vespa che la giornalista Emanuela Falcetti, il primo partendo dalla spinosa questione se la comunita' scientifica va oltre le autorizzazioni ministeriali e, la seconda, in maniera spiritosa raccontando di aver accompagnato una collega giornalista americana della CNN da un noto chirurgo italiano per effettuare una iniezione di botulino e di essersi sentita proporre uno strano intervento "off label", ovvero fuori indicazione approvata dal Ministero, per rialzare i suoi glutei. Ed e' su questo uso sperimentale, fuori indicazione e sotto la responsabilita' personale del medico, che si e' molto discusso riportando l'attenzione sulla formazione e l'esperienza necessaria per procedere a questi interventi, due caratteristiche di cui - si e' detto - molti medici non sarebbero sufficientemente dotati. La sottosegretaria alla Salute, Francesca Martini, partecipando al seminario, ha chiarito che nel nostro Paese non c'e' una riserva di attivita' e che ogni medico puo' agire in scienza e coscienza anche senza una specializzazione di dermatologia o chirurgia plastica, tenendo in considerazione che la medicina estetica non e' riconosciuta come specializzazione ufficiale e non esiste un sistema di controllo sui corsi di formazione professionali. Si ritorna al punto gia' piu' volte segnalato: il problema consiste nello scegliere il chirurgo o il medico estetico bravo ed esperto anche se cio' non e' sempre facile perche' - come dice Scuderi - questo e' un settore che attrae l'attenzione di molti medici, specie neolaureati, perche' c'e' parecchio business". Alla domanda perche' il Botulino abbia attratto cosi' tanto l'attenzione e si sia creato un partito di feroci avversari, la risposta piu' semplice e credibile la da Roy De Vita: "il problema principale sta nel nome, la parola Tossina e i vecchi ricordi delle gravi intossicazioni alimentari provocate dal Botulino hanno ancora una grossa presa sull'immaginario collettivo".

Di Pietro insiste: Botulinomania? 
E' una strategia di marketing
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In una intervista rilasciata al settimanale l’Espresso, Antonino di Pietro, Presidente dell’ISPLAD, insiste che il botox e' un fenomeno di massa, costruito con un'abile azione di marketing internazionale che coinvolge aziende produttrici della sostanza e medici, e muove un giro di affari multimilionario. “Il botox come antidoto all'invecchiamento? E' un abbaglio preso da troppi medici - alcuni dei quali consulenti delle aziende che commercializzano la sostanza - incentivato dalle case farmaceutiche, che hanno diffuso un messaggio di grande impatto quanto insostenibile: il botulino e' utile e innocuo. Per imporlo sul mercato, alcune aziende aggirano la questione dei potenziali effetti collaterali, su cui lo studio di Caleo ha gettato nuova luce. Faccio il dermatologo da 25 anni. Il botox e' ammissibile come farmaco, per 
curare patologie importanti. Ma trovo insensato l'utilizzo di una tossina che paralizza i muscoli per cancellare le rughe. Molti pazienti dopo il botulino non si piacciono e non si riconoscono piu': facce innaturali, fronti immobili, un triste spettacolo di ebetismo estetico. Ginnastica facciale, una migliore nutrizione e i filler (materiali di riempimento naturale) sono i modi salutari di intervenire sull'aspetto esteriore”.



 



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