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Era il 1994, si stavano disputando i mondiali di calcio negli Stati
Uniti, quando per la prima volta gli italiani videro i giocatori che
rappresentavano i colori del proprio paese fare il loro ingresso con
evidenti cerotti sul naso. La spiegazione fu che quel cerotto serviva a
rendere piu' fluido il respiro degli atleti, migliorando cosi' le loro
prestazioni agonistiche. Con un certo scetticismo, dobbiamo ammetterlo, la
novita' fu registrata per poi divenire, nell'arco di pochi anni, quasi una
consuetudine non solo nel mondo del calcio ma anche in quello dell'altletica,
dello sci, del nuoto, ecc... Effettivamente questo semplice accorgimento
non solo funzionava ma anzi si dimostro' una molla efficacissima per la
ricerca indirizzata a fornire nuove tecnologie agli atleti che ne
migliorassero il rendimento senza andare contro i regolamenti. Nel corso
di circa un decennio sono nati cosi' i costumi a pelle di squalo di Thorpe
e le mute idrorepellenti per il nuoto, le mascherine salva faccia per i
giocatori appena operati al volto, per garantire loro un piu' veloce
recupero, ecc... Non stupisce quindi che anche la chirurgia plastica fosse
chiamata in causa. Anzi, come ci spiega il Prof. Piero Lorenzetti -
Chirurgo plastico e Direttore scientifico del Villa Borghese Institute di
Roma: ''sempre piu' atleti, sia professionisti che dilettanti, si
sottopongono a interventi per risolvere diversi problemi respiratori e
migliorare le proprie prestazioni sportive''. La corretta respirazione per
chi pratica sport e' molto importante e aiuta a garantire una piu' elevata
prestazione muscolare. Risolvere eventuali problemi respiratori e' un
problema che coinvolge chi, a livello professionale o amatoriale, pratica
numerose attivita' sportive. In tutte le discipline, infatti, la
resistenza e' fondamentale, in particolare in sport come il running, il
nuoto, lo sci di fondo, e la respirazione svolge un ruolo essenziale nella
pratica e nel recupero d'ossigeno, soprattutto quando il corpo e' sotto
sforzo. Migliorare la pervieta' delle cavita' nasali aiuta certamente il
professionista ma anche lo sportivo amatoriale nella sua prestazione
aerobica. Ritenendo l'argomento interessante per i nostri lettori,
chiediamo al Professor Pietro Lorenzetti, di illustrarci in dettaglio gli
interventi possibili. ''Innanzi tutto partirei da una distinzione di
massima tra i diversi tipi di intervento: quando questo riguarda
principalmente la parte respiratoria, cioe' la parte funzionale, parliamo
di settoplastica. Se invece, come capita molto spesso oggi, l'intervento
si abbina a una rinoplastica, allora prende il nome di rinosettoplastica''.Ma
come e' strutturato l'intervento? L'intervento consiste nel riposizionare
in asse il setto nasale, la' dove e' distorto. Quest'ultimo e' costituito
principalmente da due componenti: una ossea che e' quella posteriore e una
cartilaginea, quella anteriore. Quando la deviazione del setto interessa
la parte anteriore si riposiziona ad arte solo la parte cartilaginea,
utilizzando diverse tecniche. In altri casi si puo' agire anche
posteriormente. Molti disturbi respiratori non sono legati solo al setto
nasale. Ci sono infatti pazienti che pur avendo un setto storto riescono a
respirare discretamente e altri, con un setto abbastanza normale, che
respirano male. In questi casi esistono problemi legati ai cosiddetti
turbinati, formazioni ossee rivestite di mucosa la cui ipertrofia puo' dar
luogo a difficolta' respiratorie''.Quanto dura l'intervento? Circa 45-50
minuti e si puo' fare tranquillamente in day surgery. e' indolore sia
nella fase post operatoria che al momento della rimozione dei tamponi che
a differenza di quelli usati una volta, non sono fastidiosi perche' non
aderiscono alla mucosa. La rimozione avviene tra la seconda e la quarta
giornata post operatoria, mentre in settima o ottava giornata si toglie l'apparecchio
gessato, utilizzato per mantenere le ossa in posizione corretta''. Quali
sono i vantaggi dell' intervento?Si ottiene principalmente una maggiore
pervita' delle cavita' nasali e quindi una migliore respirazione. Di
conseguenza, per gli sportivi che vi si sottopongono, la soluzione del
problema si accompagna anche a migliori prestazioni nella loro
disciplina.
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