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AIDA: XIX Congresso
dell'Associazione Nazionale dei Dermatologi
Ottimi risultati a Torino per il XIX
Congresso dell'Associazione Nazionale dei Dermatologi Ambulatori in fase di rilancio
Di Giorgio Bartolomucci
Una Torino in cui fervono i preparativi per le prossime celebrazioni per i 150 anni dell'Unita' d'Italia, ha accolto gli oltre 400 membri dell'Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali (AIDA). La scelta per una sede congressuale si fonda su molti motivi, ma oggi piace immaginare che a favore della prima Capitale del nuovo Stato unitario, ci sia stata la volonta' degli organizzatori di immergersi in quello spirito del Risorgimento, ritenuto oggi necessario sia per il nostro Sistema Paese, che, piu' in particolare, per la vita associativa dell'AIDA, il cui Congresso Nazionale, l'anno scorso a Trieste, era stato duramente penalizzato dalla crisi economica. ''Pensiamo di esserci lasciati alle spalle i tempi piu' bui - ci dice il presidente Agostino Crupi - e per questo, da Trieste a Torino, abbiamo idealmente seguito il corso naturale del sole, dall'alba al tramonto, con la speranza di essere giunti alla fase conclusiva di questo periodo di recessione”. Ma se a Trieste il sentimento piu' volte evocato nel corso delle discussioni, era stato l'amicizia, oggi l'AIDA - forse anche per l'atmosfera torinese - insiste molto di piu' su quello di Unita'. ''L'attuale situazione della Dermatologia Italiana e' caratterizzata da incomprensioni, diatribe, gelosie, che creano confusione e difficolta' a tutti noi. Bisognerebbe giungere a una forma di Pax Dermatologica basata su una leale proposta unitaria e paritaria fra le Societa' piu' antiche e importanti”. Ma non erano i pricipi che avevano portato anni orsono a Federderma? - chiediamo a Crupi - ''Quella esperienza falli' perche' assunse un ruolo di carattere sindacale. Oggi c'e' bisogno, e questa e' la proposta AIDA, di una struttura super-partes di programmazione unitaria, che nel rispetto delle diverse autonomie organizzative delle diverse Societa', ne armonizzino le attivita', tenendo i rapporti con le Istituzioni sanitarie e l'Europa. Un sogno di Risorgimento della Dermatologia Italiana cui avevamo dedicato una tavola rotonda a Trieste ma che era stata disattesa dalle altre Societa'”. In attesa di risposte, e' innegabile che l'AIDA?quest'anno abbia ritrovato tutta la sua vitalita': un ricco programma scientifico, corsi e aule affollate, sessioni che per la prima volta sono state seguite anche da lontano tramite Facebook e Twitter. ''In un recente libro di Lucio Cavalli Sforza, La specie prepotente, ho letto che la prepotenza fisica e culturale ha permesso all'uomo di imporsi sulla Terra, superando tutte le avversita' e le competizioni. Sono convinto che l'AIDA sia riuscita a uscire dal tunnel - conclude Crupi - sfruttando una prepotenza genetica e costituzionale che mi piace rivendicare, che le ha permesso di sopravvivere al marasma della Dermatologia italiana. E questo Congresso, il cui successo, e' sotto gli occhi di tutti, e' il miglior esempio di questa caratteristica ''prepotente” della nostra Associazione, che sogna un accordo leale con tutti quelli che hanno a cuore gli interessi e il bene comune della nostra specialita', ma difende con i denti la propria sopravvivenza.”
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