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articolo aggiornato il: Monday 05 December 2011

 

 

La dermoscopia

E' iniziata a Fiuggi la serie di incontri volti a diffondere la conoscenza del dermoscopio come strumento essenziale per il dermatologo

di Danilo Panicali

Sono pochi i dermatologi che non riconoscono alla Dermoscopia il ruolo di risorsa importantissima per la diagnosi. Grazie al dermatoscopio tradizionale e alle piu' recenti tecniche digitalizzate (Dermoscopia Digitale), infatti risulta semplificato il lavoro di riconoscimento e di diagnosi differenziale tra le lesioni pigmentarie melanocitarie e quelle non melanocitarie e soprattutto tra le lesioni melatonicitarie benigne e quelle maligne. Nelle mani del dermatologo esperto il dermatoscopio e' quindi uno strumento prezioso, soprattutto nella diagnostica e nell'analisi precoce del melanoma, che in base a studi internazionali risulta migliorata ben del 35% rispetto al solo esame clinico. Una percentuale altissima che puo' costituire un'arma molto efficace per ridurre la mortalita' generata da questa patologia. Proprio per questo e' necessario che il dermatologo che decide di servirsi di questo apparecchio, non invasivo, sia continuamente informato, opportunamente formato e soprattutto che disponga della competenza necessaria nel maneggiarlo. In quest'ottica vanno inquadrati gli incontri promossi dall'Isplad con la collaborazione dell'Universita' degli Studi di Tor Vergata e l'Istituto Dermatologico Santa Maria e San Gallicano dal convincente titolo ''Dermoscopia in tour''. Presidenti del Corso il Prof. Sergio Chimenti, Direttore della Clinica Dermatologica dell'Universita' di Tor Vergata a Roma, uno dei pionieri della dermoscopia, e tra i massimi artefici della sua introduzione in Italia, e la Dott.ssa Caterina Catricala', Direttore del Dipartimento Clinico Sperimentale di Dermatologia Oncologica IFO. La stessa Dr.ssa Catricala' ha tenuto a precisare l'importanza che in futuro la digitilizzazione acquisira' nel naturale espletamento della professione di dermatologo: ''la maggior parte dei professionisti del nostro settore utilizza oggi il dermatoscopio tradizionale, ossia manuale, ma un numero crescente di medici e' interessato ad acquisire esperienza su sistemi digitali per l'acquisizione delle immagini. L'impiego della digitalizzazione e dell'informatica permette anche la registrazione delle immagini e quindi un follow up delle lesioni pigmentate, soprattutto nei soggetti a rischio che presentano un numero elevato di nevi irregolari''. ''Tale metodica'' - continua la professoressa - ''necessaria per migliorare la diagnosi precoce del melanoma e quindi per ridurne la mortalita', necessita dal punto di vista tecnico, di alta qualita' per l'acquisizione dell'immagine, la riproducibilita', la semplicita' d'uso e un software aggiornato e aggiornabile oltre naturalmente di una notevole esperienza clinica e di un efficace training di apprendimento della metodica''. ''Da questo punto di vista'' - conclude Valeria Ghirardi direttrice della marca La Roche Posay, sponsor dell'iniziativa - ''un ruolo importante devono svolgerlo anche le aziende, credendo e supportando la dermatologia, fornendo l'attivita' di informazione scientifica attraverso prodotti e molecole frutto della ricerca, e soprattutto attraverso la formazione, come dimostra il nostro impegno nella realizzazione di questo corso''. 

 


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