 |
Dermoscopia che passione!
Dopo anni in cui ho partecipato come congressista, in questa edizione mi
e' stato chiesto di presentare i miei casi clinici
del dott. Stefano Cavicchini,Dirigente medico UO Dermatologia Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico IRCCS Milano
|
|
Dal 27 al 29 marzo si e' svolta a Gubbio la Spring Edition del Master in Dermoscopia e Imaging cutaneo, uno dei piu' gettonati appuntamenti offerti dal Dermoscopy Forum che ogni anno richiama specialisti gia' in possesso di buone conoscenze con un menu' sempre aggiornato sui temi classici ed emergenti in
argmento. La formula collaudata e di successo di questi incontri
e' quella di offrire un programma di ''focus on'' su temi trattati da esperti nazionali e da un ospite straniero intervallati da sessioni di casistica personale, i famosi
''top five cases'', selezionati dagli oratori per coinvolgere i partecipanti in simulazioni interattive diagnostiche sul campo. Questa
e' stata la mia prima partecipazione da speaker dopo altre vissute da congressista e
l'impressione che mi ha subito colpito e' stata quella che lo ''spirito'' di Gubbio, quel mix vincente di cultura in continuo aggiornamento, passione e professionalita' dei docenti che si confrontano in modo diretto e costruttivo con
l'uditorio, rimane un esempio unico purtroppo non sempre avvertibile in altre occasioni congressuali o in master caratterizzati da una atmosfera piu' rigida e formale e quindi meno
coivolgente. Il programma di quest'anno oltre agli esaustivi ''focus on'' sulle neoformazioni pigmentate in alcune sedi unusuali e di complessa interpretazione come unghia, occhio, mucose volto e cuoio capelluto, si
e' soffermato sui quadri dermoscopici e rispettivi correlati istopatologici evolutivi dei nevi melanocitari e del melanoma e sugli aspetti dei nevi e dei tumori non melanocitari nelle diverse
eta'. Un ampio spazio
e' stato poi dedicato alla interpretazione dermoscopica di lesioni difficili quali i noduli pigmentati, le lesioni blu e quelle ipopigmentate o
amelanotiche. La lettura magistrale di questa edizione
e' stata presentata in apertura da Scott Menzies, che ha presentato i risultati dei suoi piu' recenti studi in ambito della ISDS sul monitoraggio digitale e sul melanoma
amelanotico, proponendo per quest'ultimo un nuovo algoritmo diagnostico che prevede come criteri negativi la presenza di piu' di 3 cisti cornee, un pattern di pigmentazione simmetrica, vasi a virgola regolari e dots marroni mentre come criteri positivi pesano
l'evidenza di vasi predominanti lineari irregolari al centro, di strutture periferiche ipopigmentate e di una depigmentazione di forma irregolare.
E' poi seguita una lunga discussione sul tema del monitoraggio digitale che ha suggerito come in pazienti portatori di numerose lesioni clinicamente atipiche ma non sospette sia indicato un controllo semestrale mentre in caso di lesioni dermoscopicamente sospette ma non evocative per melanoma
e' sufficiente un follow up trimestrale, risultato in un recente lavoro dell'autore australiano e di Davide Altamura non inferiore per accuratezza diagnostica a un monitoraggio a 6 settimane.
E' inoltre da rilevare come gli autori in questo lavoro abbiano considerato qualsiasi variazione osservata al monitoraggio criterio per
l'exeresi permettendo di asportare melanomi dermoscopicamente ''featurless'' nel 57% della casistica con una specificita'
dell'84% per il melanoma mentre altre esperienze in letteratura considerano suggestive per
l'asportazione le modificazioni asimmetriche di forma e di pigmentazione o la variazione di strutture
dermoscopiche. Tra gli altri interventi, tutti a mio parere di alto livello per contenuti, chiarezza espositiva e capacita' di coinvolgere i partecipanti, vorrei ricordare per primo Giovanni Pellacani per il suo profuso impegno sui pattern dei nevi congeniti, sulle papule blu (nevi blu… e altro) e sul tema controverso del nevo atipico in
dermoscopia, definibile come lesione ''dubbia'', di maggior impegno diagnostico con parametri dermoscopici differenziali spesso sfumati nei confronti del melanoma in situ o microinvasivo ma non distinguibile per caratteri propri.
E' stata quindi ancora una volta sottolineata l'esigenza di valutare con il dermoscopio tutte le lesioni nel contesto clinico del paziente, anche quelle clinicamente non significative, comportamento che non richiede un particolare impegno aggiuntivo penalizzante per
l'operatore in termini di tempo. Una eccezionale casistica iconografica e' stata poi raccolta dai chiarman Saturnino Gasparini e Riccardo Bono rispettivamente sulle lesioni pigmentate
dell'unghia e del volto e su quelle dell'occhio e dei quadri metastatici cutanei del melanoma. Altrettanto coinvolgente
e' stata la rassegna dei Top Five cases di Stanganelli, Zampieri, Piccolo, Giovene e Broganelli che hanno ulteriormente confermato il loro alto livello professionale ma soprattutto come la passione per questa metodica sia in grado di offrire al dermatologo un reale upgrading scientifico ponendolo quale figura di riferimento
nell'affollato campo dell'oncologia cutanea .
|
 |
Anche
quest'anno l'IMI (Intergruppo melanoma italiano) ha organizzato la giornata
''Metti il melanoma in fuori gioco'' svoltasi domenica 13 aprile. L'evento, alla sua terza edizione, ha ottenuto il patrocinio del Sottosegretariato sociale Rai, il sostegno della Lega Calcio e delle compagnie telefoniche nazionali. Per
l'occasione le squadre di serie A e B sono scese in campo a favore della raccolta dei fondi della ricerca sia di base che di sperimentazione di nuove terapie per la cura di questa forma tumorale, la cui incidenza
e' aumentata negli ultimi 15 anni, soprattutto nella fascia di eta' compresa tra i 25 e i 50 e in particolar modo nelle donne.
L'evento ha avuto l'obiettivo di informare tramite cartelloni esposti negli stadi e durante le trasmissioni Rai, la popolazione a non sottovalutare i possibili rischi, prendere le precauzioni necessarie e aiutare la ricerca inviando la propria offerta tramite SMS a sostegno
dell'iniziativa. Ogni anno si registrano circa 100.000 nuovi casi, in Italia in media dai 7 ai 10 casi ogni 100.000 abitanti. Sono essenzialmente due le forme attraverso cui puo' manifestarsi il tumore, nel primo caso puo' insorgere per trasformazione di un neo preesistente o nel secondo da cute sana. Proprio per questo motivo la diagnosi precoce diventa fondamentale per riconoscerlo, affrontarlo e curarlo. Ci sono specifici fattori di rischio noti che possono portare al manifestarsi della malattia: carnagione e occhi chiari, numero dei nei, familiarita' genetica ed eccessiva esposizione al sole in eta' infantile e giovanile. |
|
La mappatura dei nei che si fa attraverso una semplice visita specialistica e
l'uso di creme solari protettive soprattutto nei primi giorni di esposizione al sole possono essere dei validi strumenti per la prevenzione. Per le donazioni su conto corrente bancario
e' possibile versare sul conto del Banco di Napoli IT88A0101003400100000013267.
|
|
|