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Italia: integrazione sociale e cosmetica
Malta ha ospitato il X Congresso dell'Associazione Dermatologica Ionica dove ho presentato questa relazione
di Giorgio Bartolomucci
Secondo l'ISTAT sono 4 milioni gli stranieri residenti in Italia. Complessivamente, il 7,1% della popolazione generale. Le comunita' piu' numerose sono quella rumena (953mila), albanese (472mila) e marocchina (433mila). Tra i Paesi asiatici il primo gruppo e' quello dei cinesi, con circa 200mila presenze. Tra i Paesi sub-sahariani primi i senegalesi: oltre 70mila. Tra i sudamericani primeggia, invece, la comunita' ecuadoriana, 85mila presenze, seguita da vicino dai peruviani. Da questi dati si puo' dedurre che la presenza di stranieri in Italia che godono di un permesso di soggiorno o della cittadinanza non solo e' in aumento ma questi nuovi cittadini, secondo l'ISTAT, costituiscono i protagonisti principali della crescita demografica e dello svecchiamento del Paese. La seconda, e' che sono in atto delle trasformazioni radicali a livello sociale e culturale che, se questi dati troveranno conferma, andranno a modificare e a incidere sui nostri stili di vita. La parola “integrazione” e' cosi' destinata a divenire una delle piu' gettonate e concettualmente determinante nella costruzione di un futuro basato sull'accrescimento di risorse umane e intellettuali che portano con se' tradizioni e culture diverse dalle nostre. Se non altro perche' di pari passo con tale concetto va quello di “comprensione”, di realta' che fino a ieri costituivano per noi il “diverso”, una entita' indefinibile se non addirittura temibile e che oggi invece rappresenta un confronto costante con la nostra
quotidianita'. L'ultima riflessione e' sul fatto che i cambiamenti si riflettono in maniera diretta in campo medico e nel mondo della cosmesi. La consapevolezza che esistono notevoli differenze nella cute dei diversi gruppi etnici ha portato allo sviluppo di una nuovissima branca della cosmetica, la
geocosmetica. Bastano pochi esempi: le donne giapponesi hanno un tono di pelle piu' chiaro delle europee e quindi un livello piu' basso di melanina mentre, vale il contrario per le Indiane che hanno un tono di pelle piu' scuro e consumano grandi quantita' di crema sbiancante con l'obiettivo di rendere la loro pelle piu' chiara e lucente. Importante sapere che la pelle asiatica ha un migliore comportamento durante i mesi piu' freddi e migliori proprieta'
biomeccaniche, p.e. la elasticita', oltre a una strutturazione del collagene particolare. Le donne brasiliane rivolgono a corpo e unghie le stesse attenzioni che hanno per il viso, e detengono il primato nel consumo di smalto. In Cina e' importante la pulizia della pelle e la prevenzione dell'invecchiamento cutaneo. La pelle degli afro-americani e' piu' spessa e compatta, il che implica maggiore resistenza alla penetrazione termica ma rende frequenti i casi di pelle grassa. Rispetto ai soggetti di pelle chiara gli individui neri soffrono in media del 20% in meno di cancro della pelle mentre la perdita d'acqua transepidermica favorisce la tendenza alla desquamazione tant'e' che le piccole squame di pelle, di colore bianco, risaltano in modo piu' evidente sulla pelle scura creando un effetto antiestetico e cinereo. Per questo le modelle di origine africana usano trattamenti cosmetici frequenti. Parlando di peli, e' noto che la barba, nei neri, e' spesso fonte di problemi
(pseudofollicolite) che si accompagna a dolore, infezioni e cicatrici. In conclusione, in una societa' che va sempre piu' verso l'integrazione sociale, tali specificita' cutanee devono divenire materia di approfondimento per lo svolgimento della professione del dermatologo, e possono trasformarsi in una risorsa se il settore della cosmesi, l'industria dermocosmetica ed estetica sapranno approfittare della globalizzazione e della multietnicita' che stanno segnando il Paese, specializzandosi nella creazione di creme, trucchi e prodotti cosmetici e per l'igiene intima pensati in maniera specifica per le diverse etnie presenti sul territorio.
Un convegno per favorire l'incontro delle varie culture dermatologiche
L'ADI (Associazione Dermatologica Ionica) nel corso della sua storia, ha gia' organizzato ben 10 congressi nazionali e due internazionali. L'ultimo si e' tenuto a fine ottobre a Malta, un'isola al pari della Sicilia - luogo di origine dell'ADI - ricca in storia e culla per differenti popoli e culture. Per rafforzare questo carattere di internazionalita' sono stati invitati a partecipare relatori dei cinque continenti che nelle diverse sessioni scientifiche hanno affrontato i temi piu' attuali nel campo della Dermatologia e Venereologia. Fabio Zagni e Joseph Pace, co-Presidenti del Congresso, hanno fortemente voluto facilitare la partecipazione di giovani colleghi provenienti dai diversi Paesi europei e questa decisione ha permesso alla manifestazione di assumere un aspetto fortemente orientato allo scambio di esperienze. Interessante anche la componente culturale con concerti e visite ai piu' interessanti monumenti dell'isola.
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