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I colori della dermoscopia
Il fedele resoconto della nostra inviata al Master in dermoscopia organizzato dal Dermoscopy Forum a Gubbio
della Dott.ssa Alessandra GrassiSpec. in Dermatologia eVenereologia, Roma
Dal 2 al 4 settembre 2008 si e' svolto a Gubbio al Park Hotel ai Cappuccini l'imperdibile Master in demoscopia e imaging cutaneo organizzato dal Dermoscopy Forum grazie al contributo educazionale di IDI Farmaceutici e all'organizzazione della
Meeter. Questo Master, a mio avviso, rappresenta un appuntamento fisso e insostituibile per chi desidera approfondire la
dermoscopia, risultando sempre diverso e innovativo rispetto alle edizioni precedenti, grazie soprattutto alla
capacita' dei relatori di aggiornare i contenuti e presentare in modo pratico le tematiche fondamentali per ogni
dermatologo.Dopo la presentazione del Master da parte del Presidente del Master, Prof. Saturnino
Gasparini, c'e' stata la lettura inaugurale del Prof. H. Kittler della Clinica Dermatologica di Vienna che ha illustrato la sua visione innovativa della dermoscopia che, a suo dire, deriva dall'analisi di pattern in base a cinque elementi: linee, punti, zolle, cerchi, pseudopodi. Tutti gli elementi di base - ha aggiunto lo scienziato austriaco - possono creare dei pattern, ci possono poi essere combinazione di pattern e anche di colore. L'analisi di
Kittler, quindi, si basa sulla valutazione del pattern, del colore e dell'indizio e questo permette la diagnosi; secondo il relatore, infine, oggi la terminologia sarebbe poco coerente e crea confusione, per cui
e' necessario evitare i termini metaforici di origine inglese. Durante la prima giornata del master ci sono state relazioni sui
''colori'' della demoscopia e le opinioni a confronto. In particolare il Prof. G.L. Giovene ha approfondito il colore nero: sono i pigmenti che assorbono la luce piuttosto che rifletterla che danno luogo al nero, in particolare, i principali responsabili dei fenomeni di assorbimento nella cute sono l'emoglobina e la melanina. Il Prof. G. Pellacani ha approfondito il concetto di grigio, un colore che si osserva nel melanoma spesso come piccoli punti associati a regressione; il grigio a globuli si
puo' trovare nel basalioma, mentre il grigio diffuso e' dato da cellule diffuse nel derma come nel nevo blu o a pigmentazione diffusa come nel tatuaggio da radioterapia. Bisogna
pero' prestare attenzione alle lesioni in cui il grigio si associa ad un velo biancastro, possibile indizio di
malignita'. Molto interessante la relazione sul colore rosso del Prof. S. Gasparini che partendo dall'approfondimento del 1996 del Prof. Kreusch sulle strutture vascolari ha evidenziato come
e' possibile in molti casi effettuare una diagnosi in presenza del solo colore rosso. Per studiare queste lesioni rosse non bisogna premere troppo con il dermoscopio sulle lesioni stesse e usare un gel per ecografia. L'aspetto dei vasi permette in molti casi una corretta diagnosi, infatti, il pattern ad albero, per esempio,
e' indicativo di basalioma, i vasi a forcina circondati da alone biancastro suggeriscono la diagnosi di
cheratoacantoma, i vasi puntiformi possono ritrovarsi nel nevo di Spitz, un pattern vascolare polimorfo
e' frequente nel melanoma, i vasi glomerulari sono caratteristici del morbo di
Bowen. Nella seconda giornata del Master sono state approfondite le caratteristiche delle strutture della dermoscopia con tantissime relazioni su: rete pigmentaria, punti/globuli
(Prof. D. Piccolo) e correlati istologici (Prof. G. Ferrara), aree non strutturate e bordi. In particolare Il Prof. G.L. Giovene ha descritto gli aspetti della rete pigmentaria e l'evoluzione della sua morfologia, ricordando che si
puo' verificare accentuazione della rete, aumento della pigmentazione, scomparsa della struttura a binario o destrutturazione. In particolare bisogna prestare attenzione alla presenza di destrutturazione della rete o di diramazioni ad albero, segni indicativi di
malignita', mentre obliterazione della rete si riscontra sia in lesioni benigne che
maligne.Il Prof. Gasparini ha evidenziato come la rete
puo' essere tipica o atipica, inoltre esistono pattern reticolari particolari come quello
acrale, e occorre prestare attenzione al pattern acrale a creste parallele e al pattern reticolare atipico che possono riscontrarsi nel melanoma, anche se l'emorragia subcornea
puo' talvolta assumere aspetti simili. Anche lo pseudoreticolo delle lesioni del volto
puo' essere tipico o atipico, in quest'ultimo caso e' grigiastro e i follicoli sono pigmentati asimmetricamente come avviene nella lentigo maligna che
puo' presentare a volte strutture romboidali, aspetto a collana di perle o destrutturazione dello
pseudoreticolo. Molto interessante la relazione della Prof.ssa M.A. Pizzichetta sulla depigmentazione reticolare caratterizzata da linee chiare e spazi
piu' pigmentati che si osserva nel nevo di Spitz e nel melanoma anche se puo' riscontrarsi in lesioni benigne come il nevo composto. Il Prof. G. Ferranti ha invece descritto in modo molto interessante i correlati istologici e in particolare le caratteristiche della rete che
puo' essere tipica o atipica e inoltre rete vera, rete non rete (della cheratosi
seborroica, dermatofibroma e lentigo solare) o presentare delle variati (pseudorete, rete
acrale, rete inversa). Interessantissime infine le relazioni sulle aree iper/ipopigmentate del Prof. G. Annessi e sulle aree di regressione del Prof. R. Bono. Il master
e' stato denso di contenuti e ricco di interessantissime relazioni e in ultima giornata
e' stato caratterizzato da una sessione pratica, un ''ambulatorio virtuale'' in cui i partecipanti sono stati divisi in gruppi per la presentazione di tanti casi dermoscopici particolari. Un apprezzamento
e' dovuto per le tante relazioni presentate dagli illustri relatori, in attesa della nuova
opportunita' di approfondimento scientifico che sara' offerta dal prossimo Master in dermoscopia e imaging cutaneo organizzato dal Forum italiano di Dermoscopia che si
terra' a Gubbio dal 2 al 4 aprile 2009 e che prevedera' la partecipazione di piu' aziende.
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