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articolo aggiornato il: Monday 05 December 2011

 


Firenze accoglie la dermatologia

Le aspettative per il prossimo Congresso Nazionale della SIDeMaST sono tante. Ne parliamo con il prossimo Presidente 

di Irina Letti

S iamo a pochi giorni dall'inizio dell'annuale appuntamento con il Congresso Nazionale della SIDeMaST che dopo 9 anni torna a Firenze. Abbiamo posto alcune domande all'organizzatore, il Prof. Torello Lotti.Come si prepara la città di Firenze all'invasione di migliaia di dermatologi, e che cosa è cambiato dall'ultimo Congresso? Firenze è una bella città d'arte con una solida tradizione convegnistica, favorita da una viabilità aerea, ferroviaria e stradale che sembrano fatte apposta per raggiungerla presto e bene da qualunque parte d'Italia e del Mondo. La città di Firenze è quindi stabilmente pronta ad ospitare grandi eventi congressuali. È stata messa alla prova non 9 anni fa dal Congresso Nazionale Sidemast ma un pó dopo, 5 anni fa (cioè nel 2004) quando ebbi l'onore di organizzare il XIII Congresso EADV. I partecipanti furono oltre 10.000 e i risultati, mi dicono, memorabili sotto il profilo scientifico, del programma sociale e anche della riuscita politica: proprio al Congresso EADV di Firenze, Alberto Giannetti fu eletto Presidente incoming di EADV. Una gioiosa affermazione della leadership italiana a cui probabilmente giovó anche la magica e tecnicamente ineccepibile organizzazione fiorentina. Che cosa è cambiato da allora? Molto e poco allo stesso tempo a livello nazionale, moltissimo a livello internazionale dove la classe dermatologica italiana è stata chiamata a guidare le più importanti organizzazioni scientifiche.Parliamo di SIDeMaST: presente e futuro a partire da questo congresso...Buona domanda! Questo è il congresso in cui la Dermatologia Italiana tradizionalmente si incontra e si scontra. Ovviamente la Società è cambiata molto dal 1885 ad oggi come si evince anche dal nome: Società Italiana di Dermatologia Medica e Chirurgica, Estetica e delle Malattie sessualmente trasmesse. Sono maturate richieste nuove nella Società (basti pensare al settore Estetico della Dermatologia), sono cambiate radicalmente la normativa e l'amministrazione delle nostre Cliniche, delle nostre Unità Operative, dei nostri studi medici. La dermatologia ha perso peso rispetto alle altre discipline e forse non si è ancora adeguata abbastanza da un punto di vista politico organizzativo lobbystico. Intendiamoci, non che in passato non siano stati fatti tentativi anche energici di dare alla Dermatologia Italiana una voce unificata in tutte le sedi di trattativa e di discussione. Semplicemente sono prevalse le spinte centrifughe, la molteciplità delle sigle.Dal 13 giugno Lei, Prof. Lotti, sarà presidente di Sidemast. Cosa ha in mente di fare per il futuro della Dermatologia Italiana?Spero di continuare nella tradizione dei miei predecessori puntando sulla soluzione degli aspetti più inquietanti della presente condizione della nostra Specialità, in Italia. Essi comprendono l'identità della Specialità  cioè: che cosa sa fare il dermatologo che gli altri medici non sanno fare? e che cosa possiamo/dobbiamo fare per eccellere la nostra pratica clinica, il trasferimento delle nostre conoscenze, la nostra ricerca scientifica?  l'adeguata informazione alla popolazione  cioè: chi ci assicura che i politici, gli amministratori, gli altri medici e i farmacisti e tutta la popolazione siano costantemente e adeguatamente informati della peculiare preparazione e funzione del dermatologo e sulla lista delle condizioni e malattie di pertinenza del dermatologo? Per riuscire sarà indispensabile, a mio modo di vedere, affrontare tutti i nostri interlocutori inclusi i responsabili delle politiche sanitarie e amministrative in modo programmato e coordinato, a voce unificata; implementare la cooperazione fra le diverse funzioni normative e operative (ambulatoriale, ospedaliera, accademica) mettendo in posizione di centralità il paziente, l'efficace trasferimento della conoscenza e delle informazioni, la ricerca clinica e sperimentale  invece che le diverse sigle associative; inoltre bisognerà disegnare un solido e ambizioso programma editoriale italiano in linea con i tempi e di respiro internazionale, interagendo costantemente ed efficacemente con le Aziende farmaceutiche e con le organizzazioni internazionali favorendo l'ingresso e il confronto dei nostri giovani con il resto della comunità dermatologica. Last but not least, valorizzare i nostri più meritevoli e capaci con programmi condivisi di supporto continuo e di lunga durata. Il mio desiderio finale sarebbe riuscire a comprare una Casa del Dermatologo Italiano, tutti insieme, dove incontrarci, dove piantare idealmente le nostre radici storiche e dove coltivare la nostra identità.Quali i temi più attuali e di successo di interesse del congresso?La dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle malattie sessualmente trasmesse è trattata in tutti i suoi più importanti aspetti dai più brillanti maestri e ricercatori italiani e stranieri. Consiglio il collegamento con il sito internet: www.dermatologia2009.com per un panorama più completo. E consiglio anche un altro collegamento con il sito www.scur.org. Infatti quest'anno è stato possibile condensare i lavori della Society of Cutaneous Ultrastructure Research (SCUR) negli stessi giorni (1113 giugno) e a pochi passi (Palagio di Parte Guelfa) dal Congresso Nazionale Sidemast. Così offriremo non solo il più vasto e aggiornato programma educazionale nazionale, ma anche un prestigioso invito ai lavori di ricerca dermatologica internazionale della SCUR. E per chi non vuole fare i quattro passi per raggiungere il Palagio di Parte Guelfa, poco male. Molti degli opinion leaders invitati al congresso SCUR tengono letture anche al congresso Sidemast, arricchendo ulteriormente il programma scientifico e favorendo quegli scambi internazionali di cui parlavamo sopra.Come si prevede l'affluenza?Ad oggi sembra addirittura superiore a quella del Congresso Unificato ADOISidemast di Napoli dello scorso anno.Qualcuno ha commentato sugli alti costi dell'iscrizione. Quali sono i motivi?I costi sono rimasti quelli di Napoli, cioè del Congresso dello scorso anno, nonostante Firenze sia una delle città più care d'Europa. Le opportunità offerte dal programma scientifico Sidemast, dal valore aggiunto internazionale del programma scientifico SCUR e dalla trionfante bellezza di Firenze a giugno, valgono a mio modo di vedere di più del prezzo di iscrizione. Provare per credere.







 

 


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