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articolo aggiornato il: giovedě 17 maggio 2012


Dermoscopia e gestione del tumore cutaneo

L'adozione diffusa fra i dermatologi italiani della epiluminescenza e' frutto di una proposta formativa continua che si rinnova a Roma 

di Irina Letti

Ci sono poche tecniche diagnostiche che sono riuscite a farsi conoscere e ad affermarsi in cosi' poco tempo come la dermatoscopia. Conosciuta anche come dermoscopia o epiluminescenza, come e' noto non solo agli specialisti ma anche al grande pubblico, questa tecnica non invasiva facilita la diagnosi precoce del melanoma basando la propria azione su uno strumento ottico chiamato dermatoscopio che permette di osservare patterns sub-cutanei non visibili a occhio nudo, favorendone cosi' il riconoscimento. A facilitare il successo della dermoscopia e' giunta la dimostrazione raggiunta in diversi studi che la dermatoscopia incrementa la sensibilita' diagnostica per il melanoma rispetto alla semplice visione a occhio nudo e cio' permette una diagnosi sempre piu' precoce. Ma soprattutto sono stati i tanti corsi e i workshop organizzati in tutta Italia che hanno avvicinato i dermatologi a questa esperienza, alla luce del fatto che l'applicazione di questa tecnica diagnostica e' estensibile anche alle lesioni della cute non pigmentate quali i tumori cutanei non melanocitari quali il carcinoma basocellulare e la malattia di Bowen e di altre neoformazioni cutanee quali le cheratosi seborroiche, le cheratosi attiniche, il dermatofibroma, l'acantoma a cellule chiare. 
I tanti seminari sulla epiluminescenza fanno sempre il tutto completo e lo stesso si prevede per il 1°?Workshop Internazionale di Dermoscopia e Gestione dei Pazienti con Tumori Cutanei che, diretto dal Prof. Giuseppe Argenziano e organizzato dall'Istituto Dermatologico S. Gallicano e dal Melanoma Unit, si terra' a Roma dal 15 al 16 ottobre 2010, presso il Grand Hotel Palazzo Carpegna di Roma. I lavori, cui parteciperanno, esperti nazionali e internazionali, si svolgeranno in tre sessioni. La prima affrontera' le prime tre fasi dello screening, provando a evidenziare come in una prima fase di triage emergano 3 tipologie di pazienti e quali di questi possano tornare a casa. In un secondo livello di screening si descrivera' il paziente con nevi multipli, per finire con la fase chirurgica e le linee guida pratiche nella biopsia e nella terapia. Seguira' la sessione sulle fasi postoperatorie, con le linee guida di monitoraggio sui pazienti con pregresso melanoma. Per finire, due altre sessioni: un Focus clinico-der­mo­scopico in cui si eviden­zie­ranno le correlazioni fra l'os­servazione clinica, l'anamnesi del paziente e le caratteristiche di evoluzione della lesione con quanto emerge dalla osservazione in epiluminescenza. In particolare verra' discusso il mito della displasia, e se bisogna prestare attenzione alle lesioni riscontrate nei bambini. Nella seconda giornata, l'altra importante sessione focalizzata sugli Scenari difficili o speciali: lesioni piccole, noduli, lesioni rosse e lesioni blu, ma anche lesioni ungueali pigmantate e non. In conclusione un ulteriore momento di approfondimento sulla dermoscopia che facilitera' la diagnosi differenziale del melanoma che si affianca, ma non vuole sostituire il dermatologo esperto, gia' in grado di effettuare diagnosi visive molto accurate. 




 

 


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