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articolo aggiornato il: giovedì 17 maggio 2012


Cenni storici sulla vitiligine

La vitiligine sconta il pregiudizio che si tratti solo di un difetto di natura estetica e molti medici la sottovalutano

del dott. Francesco U. Urbano Btg. Poggio Rusco - Scandicci (FI)

Condizioni di ipomelanosi circoscritta sono note sin dall'antichita'; le piu' antiche denominazioni per indicare tali quadri ci derivano dall'oriente ("shwetakustha" dell'Atharva-Veda del 15° sec. a.C. e "suitra" del Manusmriti databile fra il 2° sec. a.C. e il 2° d.C.). La vitiligine E' stata a lungo confusa con altri leucodermi di altra origine e soprattutto con la lebbra, indipendentemente dalla regione geografica e dalla lingua, a costituire quasi un sorprendente archetipo dell'idea di malattia (cfr. l'ebraico "zora'at", il latino "lepra", i termini arabi coranici "bohak" e "baras", il dravidico"ven-kusltam"). Gia' Celso pare distingua la vitiligine (Vitiligo alba levior) da altre condizioni di ipomelanosi circoscritta. Con l'alto medioevo si assiste di nuovo ad una completa identificazione fra quadri leucodermici e lebbra e si dovra' attendere il rinascimento per ridelineare la vitiligine come quadro idiopatico a se stante, con l'opera di maestri come Mercuriale o Gorroeus; ancora nel '700 alcuni padri della Dermatologia come Plenck, Willan e Bateman confondono vitiligine e altre ipomelanosi secondarie. Dai primi dell' '800, dopo la magistrale opera di Dermatologia del barone Alibert del 1832, la distinzione della vitiligine e' ormai compiuta e il quadro verra' solo a meglio precisarsi negli anni successivi.

Congresso Mondiale sulla Vitiligine

Si e' svolto a Milano dal 23 al 25 settembre il 1° Congresso Mondiale sulla Vitiligine, organizzato dall'Istituto Scientifico San Raffaele e con la Presidenza del Prof. Santo Raffaele Mercuri. I lavori si sono concentrati sull'analisi dei meccanismi che regolano la malattia, il ruolo svolto dalla genetica e dall'autoimmunita'. Ma anche le piu' recenti acquisizioni nel campo delle piu' recenti proposte terapeutiche, della endocrinologia, della fotobiologia e, non ultima, della psicologia. Chiamati a partecipare da tutto il mondo i maggiori esperti dei vari campi, da anni impegnati nello studio dei diversi aspetti di quella che viene universalmente riconosciuta come una delle dermopatie croniche piu' devastanti dal punto di vista psicologico, ma il cui impatto sul paziente, nell'accezione di molti dermatologi, viene ancor oggi minimizzato e le cui aspettative di cura sono quasi sempre trascurate. Con la conseguenza che essi, psicologicamente vulnerabili, vengono spesso attratti verso proposte terapeutiche che viaggiano sulla rete Internet e non godono di alcuna validazione scientifica. Tutto cio' e' ben emerso nella Tavola Rotonda cui hanno partecipato anche alcuni malati che hanno cosi' potuto esprimere la loro speranza che finalmente si riconosca alla vitiligine, come fa da anni l'OMS, la condizione di patologia grave. 


 

 

 


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