| Home | Pellebeauty | Cerca nel portale | Alimentazione | Allergie | Acne | Antiaging | Benessere | Chirurgia Plastica | Congressi | Cosmetici | Cute Multietnica
|Ginecologia | Igiene | Immunologia | Laser | Medicina Estetica | Odontoiatria Estetica | Pediatria | Psicosomatica | Ricerca | Sport |Societa' | Termalismo
| Tricologia | Virologia | Recensione Libri | Medicina Dolce | Sudorazione Eccessiva | Dermatologia | Ortopedia | Politica Sanitaria | Chirurgia Estetica | Trucco |
 

articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


Societa' multirazziale

Avevamo chiuso l’articolo del numero scorso accennando al dibattito politico sul problema di identità culturale che vivono i figli , cosiddetti multirazziali, nati cioè da un genitore nero ed uno bianco che oltre ad un colorito olivastro hanno caratteristiche somatiche miste.

di Anyango Odhiambo

A tale proposito sono recentemente usciti due libri indirizzati a trattare l’argomento del razzismo e della categorizzazione razziale negli Stati Uniti, su posizioni diametralmente opposte l’una dall’altra Il primo studio è opera di una filosofa, la professoressa Zack, essa stessa figlia di genitori di razze diverse, la quale descrive il tragico stereotipo del mulatto che , non accettato da nessuno dei due gruppi etnici, vive in uno stato di inferiorità , soffrendo i colpi e le frecciate della pressione razziale che proviene da entrambe le parti. Ella avanza l’ipotesi che la tassonomia razziale non sia supportata dalla scienza moderna e che sia una costruzione sociale usata per rendere efficace la divisione tra gli Americani di origine Africana e quelli di origine Europea . Nella sua analisi, molto ben curata , sulla identita’ razziale e sul razzismo negli Stati Uniti, la Zack afferma che dobbiamo liberarci del pensiero dicotomico bianchi / neri e considerare i "grigi", e che l’aggiunta della categoria delle "razze miste" al nostro lessico potrebbe essere usata come cuneo contro ogni razzismo perche’ tutti i miti sulla purezza verrebbero a crollare di fronte al grande universo di razze possibili. 
societa' multirazziale L’ autrice ricorda inoltre che nel passato, negli Stati Uniti, i neri la cui pelle era piu’ chiara avevano privilegi semplicemente perche’ appartenevano al gruppo definito mulatto. In un differente approccio al problema della razza il libro, The color complex, risponde alla domanda: quanto ai nostri tempi il razzismo e ed in particolare la svalutazione della pelle nera , agiscano sulle relazioni tra persone di colore. Russell, Wilson e Hall, due accademici ed uno scrittore, esaminano in dettaglio un fenomeno di cui raramente si parla, e che Alice Walker chiama "colorism" , o " il privilegio di avere la pelle chiara tra gli Afro-Americani". Essi non sono completamente d’accordo: pur riconoscendo che molti problemi hanno radici negli svantaggi economici che 
colpiscono sproporzionatamente quelli che hanno la pelle più scura, ritengono che il problema della discriminazione razziale non sia cosi’ distruttivo come altre malattie sociali , l’AIDS e la disoccupazione che affliggono la comunita’ di colore. In ultimo, The color complexion fornisce gli argomenti migliori contro la tesi di Zack, infatti nella conclusione del libro gli autori sostengono che le discussioni sulla razza e le categorie razziali devono essere smantellate e rimpiazzate con una enfatizzazione della cultura, e non con la proposta di un’altra identita’ razziale. Chiudiamo con qualcosa di più frivolo e meno impegnativo.Molto prima che l’industria si decidesse a produrre cosmetici naturali, le nostre nonne africane avevano già trovato il modo di mantenere sana e bella la loro pelle. Questa la ricetta di una maschera rifrescante per il volto a base di banana ed avena. Mescolare insieme una banana ben matura , mezza tazza di avena bollita, un uovo e un cucchiaio di olio di mandorle. Applicare, una sola volta al giorno, sulla faccia e lasciare per 15 minuti. Lavare poi con acqua tiepida e asciugare con un panno di lino. L’impasto è sufficiente per 5 maschere e può essere conservato in frigo per almeno 5 giorni. Attenzione: per pelli grasse: sostituire la banana con puree di mele, di albicocche o di pesche, sostituire l’olio con una eguale quantità di succo di limone ed usare solo il bianco dell’uovo.
Date credito a questa antica ricetta e, risparmiando un bel pò di soldi, non ve ne pentirete.

 

 



|Home| |Torna indietro| |richiedi l'articolo| |chiedi al medico|
www.lapelle.it
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la duplicazione degli articoli anche parziale 
senza espressa autorizzazione dell'editore