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rapporto tra acne e fumo
L'Associazione delle Donne Dermatologhe scende in campo nella lotta al tabagismo. Mentre la ricerca mette in luce il rapporto fra acne e fumo
intervista di Giorgio J.J. Bartolomucci
Lo struzzo infila la testa sotto la sabbia per nascondersi dai predatori e mimetizzarsi con la natura circostante, ma la credenza diffusa racconta che lo faccia per non vedere la
realta' che lo riguarda. Un atteggiamento molto simile a quello che oggi i fumatori assumono nei confronti della massiccia informazione prodotta sui danni provocati dal tabacco. Infatti, nonostante le tante campagne antifumo, la conoscenza della sua
nocivita' non sembra rappresentare ancora una motivazione sufficiente tale da spingere il tabagista a spegnere il suo tormentato rapporto con le
''bionde''. Eppure si moltiplicano le iniziative promosse dalla classe medica per non distogliere l'attenzione su quella che l'Organizzazione Mondiale della
Sanita' indica come la causa di circa 1,2 milioni di decessi l'anno solo in Europa. Da qualche anno a guidare la battaglia antitabacco
e' scesa in campo l'Associazione delle Donne Dermatologhe Italiane, che ha messo in luce l'evidente connessione fra sigaretta e invecchiamento della cute e, soprattutto nelle donne, la connessione fra tabagismo, bellezza e invecchiamento precoce. Una delle ultime rivelazioni in ambito scientifico, presentata a Milano in un incontro organizzato dalle Donne Dermatologhe
e' la ricerca realizzata presso l'Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma dai dott.ri Bruno Capitanio e Jo Linda Sinagra e per la parte sperimentale dal dott. Mauro Picardo: lo studio, che purtroppo ha destato maggiori attenzioni nel mondo anglosassone che in Italia, ha indagato la correlazione fra la presenza di acne e la dipendenza da tabacco. Pubblicato dal British Journal of Dermatology, il lavoro ha valutato l'impatto della nicotina sulle formazioni acneiche di un campione random di oltre 1000 donne. Ne parliamo con uno degli
autori.
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Dott.
Capitanio, qual e' stato lo spunto per l'inizio del vostro studio?
All'interno del nostro Ambulatorio per l'Acne abbiamo iniziato a
individuare una correlazione persistente fra donne adulte, fumo e acne.
Dall'osservazione siamo passati all'azione e abbiamo sottoposto la
nostra intervista a tutte le mamme, dai 25 ai 50 anni, che
accompagnavano i propri bambini nella nostra clinica dermatologica, a
patto che non venissero per curare un proprio problema di acne.
Su cosa si e' focalizzata la vostra intervista?
Il nostro studio ha cercato di evidenziare eventuali problematiche di
acne e segnali clinici di secrezione eccessiva di ormoni maschili.
Successivamente si e' indagato sulle abitudini legate al fumo e al
numero di sigarette, a quando si sono manifestati l'acne giovanile e i
possibili squilibri ormonali.
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| Manifestazioni acneiche su una classica “smoker’s face” |
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Quali peculiarita' sono emerse?
Anche se l'acne in eta' adulta e' comunemente descritta come infiammatoria e
localizzata sulla rima mandibolare, nelle nostre pazienti fumatrici abbiamo
osservato una forma ritenzionale con una prevalenza di micro e macro-comedoni,
con poche lesioni infiammatorie e la presenza di cicatrici ''a punteruolo''.
Elementi che si aggiungono alla caratteristica ''smoker's face'', descritta
dagli autori anglosassoni, con zampe di gallina e rughe perioculari molto
accentuate, guance atrofiche, un colorito diseguale che diviene spesso
innaturalmente pallido.
Quali i dati emersi dai vostri studi?
Il nostro campione di 1000 donne e' risultato composto da un 27,7% di fumatrici
e nella sua totalita' il 18,5% dei soggetti intervistati e' affetto da
manifestazioni acneiche, di differente intensita' (rispetto a una media mondiale
del 15%).
Questa forma di acne, che nella pubblicazione sul British Journal of
Dermatology avete definito ''Non inflammatory Acne'', puo' supporsi legata al
fumo?
Parlano i numeri. L'acne e' decisamente molto piu' frequente fra le fumatrici
che fra le non fumatrici. Sulle 185 donne con tale problema il 62% e' una
fumatrice, senza trascurare che fra queste piu' del 90% presenta una forma
ritenzionale. Un risultato controcorrente se consideriamo che questa forma e'
stata sempre collegata prevalentemente a motivi ormonali.
Gli studi sperimentali hanno confermato le vostre tesi?
Gli studi epidemiologici sulla correlazione fra acne e fumo sono ancora
controversi. E' riconosciuto che la nicotina induca all'ipercheratinizzazione,
alla vasocostrizione e all'abbassamento delle difese immunitarie, con una
conseguente scarsita' di fenomeni infiammatori. Nella ricerca condotta dal dott.
Picardo sul sebo e' stata rilevata un'alterazione nella sua composizione: da un
lato appare un deficit di vitamina E, come accade anche nel sangue delle
fumatrici, e dall'altro un incremento di perossido di squalene, un elemento
comedogeno.
Sono state individuate terapie peculiari?
Sicuramente, in considerazione del deficit di vitamina E, delle creme che
possano supplire hanno un impatto positivo. L'acne in questione e' molto
difficile da trattare, rispondendo male agli antibiotici per bocca, ai retinoidi
sistemici e ai trattamenti topici. La tecnica microchirurgica che abitualmente
utilizziamo nella nostra clinica rimane un'alternativa piu' che efficace. E'
superfluo sottolineare che in ogni caso smettere di fumare e' la soluzione
migliore per vedere la propria cute sollevata dall'attacco dei nocivi agenti
acneici che abbiamo descritto.
Quali conclusioni volete trarre per i nostri lettori?
I nostri dati dimostrano che l'acne ritenzionale colpisce un'alta percentuale di
donne, e tra queste in prevalenza fumatrici. Riconoscere questa forma e le sue
correlazioni con il fumo offre una nuova pagina fra i numerosi danni cutanei
provocati dal tabagismo, per contribuire ancora di piu' ai programmi di
informazione contro il potere e il fascino delle sigarette.
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Due
gemelle: Quale fuma?
Il fumo e i suoi effetti sulla pelle sono riusciti a rendere
distinguibili due gemelle spagnole omozigote. Una recente campagna del
Comitato Spagnolo di Prevenzione dal Tabagismo, lanciata nelle ultime
settimane, ha messo a confronto i visi di due sorelle gemelle di 53
anni: il risultato e' piu' che evidente. Il tabacco ha segnato la cute
di una delle due, che fra rughe e colorito dimostra qualche anno in piu'
sulla sua pelle. Nella lotta alle sigarette e ai suoi effetti, questi
strumenti focalizzano l'attenzione sui danni piu' lampanti che vengono
procurati dalla scelta di tenere la sigaretta ancora fra le labbra. E la
pelle e' sicuramente una delle prime vittime. |
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