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LE LESIONI DELL'ACNE
I vari momenti
patogenetici dell'acne corrispondono alle diverse lesioni
cutanee e alle classiche forme cliniche di acne polimorfa
giovanile
L'aspetto piu' frequente dell'acne volgare
e' dato dal suo
polimorfismo lesionale. Nelle zone colpite c'e' infatti
una presenza contemporanea di piu' lesioni di diversa
natura e nelle diverse fasi evolutive: comedoni (aperti e
chiusi), papule, pustole, noduli e cisti. In rapporto al
prevalere di un tipo di lesione sulle altre, si
definiscono le classiche tre forme cliniche di acne
comedonica o punctata, la papulo-pustolosa e la
nodulo-cistica. Le sedi piu' frequenti dalla malattia
sono il viso e il dorso, meno comunemente il petto. La
ragione di questa localizzazione sta nel fatto che a
esserne colpiti sono i follicoli pilo-sebacei di cui
queste aree sono particolarmente ricche.
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L'unita' pilo-sebacea e' formata da un pelo
simile a quello del vello, da una ghiandola plurilobulata
di natura sebacea, che tramite un dotto versa il sebo nel
canale del follicolo, e da una struttura sovraghiandolare
detta infundibolo che termina nel follicolo. La ghiandola
sebacea e' di tipo olocrino e il sebo e' la principale
fonte dei lipidi che costituiscono il film idrolipidico
cutaneo. La sua attivita' e' stimolata principalmente
dagli ormoni androgeni che agiscono direttamente sui
recettori presenti su di essa e il cui numero sembra
essere geneticamente predeterminato. Sebbene l'esordio
dell'acne nella puberta' corrisponda al periodo in cui si
registra a livello ematico la maggior quantita' di
androgeni circolanti, sembra pero' oramai assodato che a
causare l'iperattivita' delle ghiandole sebacee sia una
maggiore sensibilita' dei recettori alla stimolazione da
parte degli androgeni. Una maggiore
secrezione di sebo e' indispensabile per l'insorgenza
dell'acne, ma certamente non e' la giustificazione
sufficiente.
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Comedoni conseguenza dell'acne |
Il meccanismo e' leggermente piu' complesso
e coinvolge oltre che motivi biochimico-ormonali anche la
struttura stessa della ghiandola sebacea. L'infundibolo
del follico sebaceo e' infatti distinto in due parti,
quella piu' superficiale o acroinfundibolo, e quella piu'
profonda, infrainfudibolo, che e' tappezzata da un
epitelio stratificato la cui cheratinizzazione e' anomala perche' non presenta uno strato granuloso e di
conseguenza le cellule cornee, poco aderenti, si
disintegrano nel canale follicolare formando insieme al
sebo una massa di detriti. Alcuni autori pensano che
l'alterata cheratinizzazione infrainfundibolare sia
provocata da cere, squalene e particolari acidi grassi,
specifici lipidi prodotti proprio dalla ghiandola sebacea
in piena attivita'.
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Quello che e' emerso invece da piu'
recenti indagini immunoistochimiche, e' che negli acneici
a assumere un particolare rilievo e' un accentuato
processo di ipercorneificazione a livello dell'infrainfundibolo (cherosi), di cui non
e' ancora
chiara la ragione biochimica, che determina un
restringimento del dotto follicolare che e' all'origine
della formazione del comedone. L'aumento
della produzione di sebo e di derivati cheratinici,
ostacolati nella loro uscita dal restringimento dell'infundibolo portano infatti a un accumulo e a una
dilatazione rotondeggiante rilevata, che se appare
ricoperta dall'epidermide dell'acroinfundibolo e' chiamata comedone chiuso (o punto bianco) mentre se
rimane aperta prende il nome di comedone chiuso o punto
nero per il classico colore dovuto all'accumulo di
melanina.
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Unita'
pilosebacea |

Papule, dovute all'acne
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Il comedone, che altro non e' che un tappo
costituito di sebo e cheratina, impedisce la normale
escrezione della ghiandola sebacea, ed e' un evento molto
comune che costituisce la lesione elementare iniziale
dell'acne. La forma clinica caratterizzata solo da
comedoni o da una grande prevalenza di essi, e' detta
acne punctata e si accompagna frequentemente a seborrea. I rapporti fra acne e batteri presenti sulla cute, sono
stati oggetto di numerosi studi diretti a spiegare come
dal comedone si arrivi alle papule e alle pustule, le
lesioni acneiche a carattere piu' fortemente infiammatorio.
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Sotto
accusa un microorganismo come il Propionibacterium acnes,
considerato la causa dell'infiammazione in quanto non
solo capace di produrre una lipasi in grado di scindere i
trigliceridi del sebo dando luogo a acidi grassi a forte
potere irritante, ma soprattutto perche' dalle sue pareti
cellulari si liberano molecole dotate di attivita'
chemio-attraente nei riguardi sia dei monociti che dei neutrofili.
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Papule e pustole, lesioni fortemente infiammatorie
dovute all'acne |

Formazione pustole, dovute all'acne |
L'istochimica del comedone mette in luce come
esso sia ricco di citochine infiammatorie e come la
presenza dei batteri (oltre il p. acnes anche il P. granulosum, lo Stafilococcus epidermidis e la Malassezia
furfur) incrementi la produzione di questi mediatori
dell'infiammazione da parte dei cheratinociti. La
formazione della papula e' una reazione al materiale
contenuto nel comedone che, a seguito della rottura del
follicolo, penetra nel derma attraverso la parete del
dotto.
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Le papule acneiche sono lesioni solide, rilevate
dalla superficie cutanea, dovute quindi alla flogosi
perifollicolare e all'infiltrazione, piu' o meno
profonda, nel derma circostante. Le papule sono
intensamente eritematose e con un diametro inferiore a 1
cm. A esse di norma si associa seborrea.Le pustole, lesioni
acneiche piu' gravi e deturpanti, sono dovute all'azione
di germi e insorgono su pregresse papule. Sono costituite
da una raccolta di essudato purulento, piu' o meno
profondo, di colorito giallo o grigiastro, che solleva la
superficie cutanea in un rilievo circoscritto.
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Formazione pustola, dovute all'acne |

Pustole e cisti, dovute all'acne |
A seconda
della prevalenza delle lesioni si parla di acne papulosa,
pustolosa o papulo-pustolosa. Va tenuto presente pero'
che non in tutti i comedoni si assiste alla
trasformazione infiammatoria e pertanto in questi quadri
clinici si nota ancora la presenza di comedoni aperti o
chiusi. Le lesioni che tipizzano l'acne nodulare sono
simili alle papule ma di dimensione piu' grande e
localizzazione piu' profonda.
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I noduli, rilevati e di
consistenza variabile, per lo piu' solida, circoscritti e
palpabili, a volte dolorosi, sono il risultato di una
intensa infiltrazione granulomatosa e sono caratterizzati
da una maggiore durata. Spesso evolvono in raccolte
flemmonose pseudocistiche. L'acne nodulare, piu'
frequente negli uomini che nelle donne, nei soggetti
predisposti puo' essere causa di gravi conseguenze
estetiche perche' i noduli possono riassorbirsi con esito
atrofico o cicatriziale, talvolta di tipo cheiloideo.
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Formazione cisti, dovute all'acne |
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e' rara una forma nodulare pura, molto
piu' frequente una
forma polimorfa, papulo nodulare o nodulo cistica, in cui
ai noduli si accompagnano comedoni, papule, pustole o
cisti. Quest'ultime lesioni, si differenziano dai noduli perche' sono delimitate da un epitelio proprio e
perche'
al loro interno si formano raccolte di materiale
semifluido, sono ricoperte da una cute che puo' apparire
fortemente eritematosa ma anche di colorito normale, e
possono arrivare fino a un centimetro di diametro.Si sa per esperienza che
sono le varianti papulo-pustolosa grave e nodulo-cistica
quelle che piu' facilmente esitano in cicatrici la cui
forma e' altrettanto variabile (puntiforme, depresse,
rilevate, a cordone) e per cui e' indispensabile
ricorrere a una terapia sistemica. Fortunatamente questi
casi non vanno oltre il 10% del totale mentre nelle
restanti forme la patologia tende a risolvere
spontaneamente o puo' essere controllata con la sola
terapia topica. A causa del modo estremamente polimorfo
con cui l'acne si presenta clinicamente, ogni tipo
d'intervento deve essere personalizzato. La prevalenza
della componente infiammatoria (papule, pustole, noduli e
cisti) e di una intensa colonizzazione microbica orientera' in maniera mirata verso l'uso di antibiotici e
sostanze antibatteriche e antimicotiche, mentre nell'acne
comedonica e microcistica, si cerchera', a seconda dei
casi, di normalizzare l'abnorme cheratinizzazione infrainfundibolare, di contrastare l'aumentata produzione
di sebo e di ridurre la proliferazione batterica. e' per
questo motivo che appare evidente come la conoscenza dei
fattori fisiopatologici che determinano le lesioni, la capacita' di valutare il loro stato evolutivo e il grado
di gravita' dell'acne, siano fondamentali nella decisione
terapeutica e unica garanzia di un intervento utile e
possibilmente di successo. Uno schema terapeutico
efficace, di norma lento e di lunga durata, puo'
prevedere l'uso combinato e sequenziale di piu'
preparazioni, di una detersione e idratazione che aiuti a
ridurre gli effetti collaterali di alcune sostanze
attive, ma anche di un trucco correttivo che migliori
l'immagine del se' del paziente e riduca gli effetti
psico-sociali e relazionali legati alla malattia.
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