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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012


Allergia al sole

La classificazione delle cosiddette patologie da sole e' molto complessa e richiede un occhio esperto in grado di compiere una diagnosi differenziale

di Irina Letti

Ai nostri vecchi contadini non sarebbe mai venuto in mente di guardare al sole con occhio ostile. La dipendenza dell’agricoltura dalla bella stagione e' una certezza millenaria e, probabilmente, proprio su questa convinzione sono nate le tante leggende e filastrocche che ci hanno convinto della bonta' dell’astro celeste, inesauribile fonte di raccolti, luce ed energia. Finche', in epoche molto piu' recenti, i ricercatori non hanno iniziato ad evidenziare le tante possibili conseguenze legate a una sovraesposizione, intensa ed episodica ma pure protratta nel tempo, ai raggi solari, causa di non solo di scottature ma anche di dermatosi croniche e neplasie cutanee. Da allora il sole e' pian piano diventato, nell’immaginario collettivo, un amico tanto generoso quanto un pericoloso nemico del genere umano da cui proteggersi accuratamente. A rafforzare quest’ultimo giudizio arriva la notizia che negli ultimi anni sarebbe raddoppiato il numero degli italiani che soffrono di fotodermatosi, un’irritazione della pelle provocata dalla semplice esposizione al sole. E queste reazioni anormali alla luce solare sarebbero ancora in continuo aumento a causa dei nuovi stili di vita che prevedono esposizioni ''mordi e fuggi''. Un’informazione che, all’arrivo della bella stagione, e' rimbalzata da un giornale all’altro aumentando sia la disinformazione che l’allarme sociale. Sta quindi ai dermatologi, specie a quelli che piu' spesso vengono intervistati dai mass media, riportare le notizie nell’alveo della correttezza, fornendo ai lettori meno attenti una guida corretta per districarsi in una materia che appare complessa anche agli addetti ai lavori. Vediamo perche'. Le fotodermatosi, semplicisticamente conosciute come allergie solari, sono un gruppo eterogeneo di patologie cutanee causate o aggravate dalle radiazioni UV, il cui denominatore comune consiste nella fotosensibilita' elettiva delle aree cutanee esposte alla luce solare. Una classificazione diffusamente condivisa parla di Fotodermatosi dirette (nella tradizionale forma acuta da UVB dell’ustione da sole e quella protratta da UVA meglio nota come photoaging); le Fotodermatosi condizionate sono epifenomeni di ben piu' gravi sindrome genetiche (Xeroderma pigmentoso; Fenilchenoturia; Poichilodermia congenita; Sindrome di Bloom, Sindrome di Bloom e altre); le Fotodermatosi mediate da fotosensibilizzanti endogeni (porfirine, triptofano) ed esogeni applicati sulla cute. A complicare le cose, quest’ultime possono mostrare un quadro di tipo fototossico (simile all’ustione da sole acuta) o fotoallergico, per conversione, in seguito alle radiazioni, della sostanza fotosensibilizzante in un aptene che, coniugato a una proteina e' responsabile di una sensibilizzazione immunologica di tipo umorale o cellulo mediata. Ci sono poi le Dermatosi fotoinfluenzabili, ovvero aggravate dal sole (lupus eritematoso, herpes recidivante, dermatite periorale, lichen planus attinico, pemfigo di Hailey, granuloma anulare attinico) e per finire le piu' studiate Dermatosi Idiopatiche che oggi si pensa originino dallo stress ossidativo causato dai radicali liberi nelle cellule della pelle e dai conseguenti processi infiammatori (prurigo attinica, idroa vacciforme, dermatite attinica cronica, orticaria solare) La dermatite polimorfa solare, causata nel 75% dei casi da UVA, e' la piu' frequente del gruppo e si manifesta come una scottatura, con prurito, infiammazione, papule e/o vescicule sulle zone fotoesposte. Colpisce di piu' le donne e i soggetti con pelle chiara. 





 


 



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