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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012

 

Calli e vesciche traumi e sport

Molte le alterazioni della pelle negli sportivi provocate da movimenti, posizioni e traumi. Condizioni da affrontare con una stretta collaborazione fra dermatologi, medici sportivi, preparatori atletici e allenatori

Domenico Bonamonte Clinica Dermatologica, Universita' di Bari

Accanto ai tanti effetti positivi, l’attivita' sportiva puo' dare origine anche a problemi medico-chirurgici, in particolare di interesse ortopedico, neurologico, cardiologico e pneumologico (1). La medicina sportiva, tuttavia, presta scarsa attenzione alla patologia dermatologica, notevolmente varia e talora di seria importanza (2-9). D’altro canto, queste manifestazioni cutanee vengono trascurate dallo stesso paziente perche' spesso si tratta di lesioni minime che non compromettono (almeno inizialmente) il normale svolgimento degli esercizi e sono strettamente provocate da un determinato e comune “gesto” sportivo. (4-11).
Bolle da frizione, articolarmente frequenti in maratoneti, corridori su lunghe distanze, calciatori e rocciatori, colpiscono in prevalenza i piedi, a causa della frizione esercitata da scarpe strette; tuttavia, nei corridori e ciclisti le manifestazioni possono localizzarsi alle pieghe inguinali per lo sfregamento contro tessuti sintetici; il caldo-umido all’interno delle scarpe o alle pieghe inguinali agisce da fattore favorente (2, 4). 
Fig.1 - Callosita' a decorso obliquo lungo l’eminenza tenar in sollevatore di pesi
Fig.1 - Callosita' a decorso obliquo lungo l’eminenza tenar in sollevatore di pesi

A causa delle continue sollecitazioni traumatiche, la pelle degli sportivi e' esposta al rischio di sviluppare calli e duroni. Nei ginnasti e body builder e' comune reperirne multipli a sede palmare, distribuiti linearmente e orizzontalmente lungo la 1a articolazione metacarpo-falangea del 2°, 3°, 4° e 5° dito; queste lesioni, provocate dallo sfregamento continuo contro pesi e attrezzi ginnici vari, nei periodi di piu' intensa attivita' sportiva possono andare incontro a sanguinamento. Le stesse callosita' palmari sono di comune osservazione anche in canottieri, legate al movimento rotatorio dei palmi sul remo; durante la stagione primaverile ed estiva e' facile osservare macerazione delle lesioni per le uscite piu' frequenti in mare. 

Nei sollevatori pesi professionisti si possono osservare callosita' palmari peculiari, disposte con direzione obliqua lungo le eminenze tenar di entrambe le mani, dovute allo sfregamento contro il nastro utilizzato negli allenamenti per tenere bloccati i polsi (Fig. 1). Altre lesioni traumatiche patognomoniche di questo sport consistono in lesioni lichenificate lineari di colorito bruno, disposte longitudinalmente e bilateralmente sulla faccia anteriore delle gambe (e talora delle cosce); esse sono provocate dal ripetuto trauma esercitato dal bilanciere su tutta la superficie anteriore dell’arto durante il sollevamento del peso da terra. 

 

Fig. 2 - Callosita' del canoista
Fig. 2 - “Callosita' del canoista
Fig. 3 - Natica del rematore”. Chiazze 
Fig. 3 - “Natica del rematore”. Chiazze 
lichenificate figurate causate dallo sfregamento con la panca metallica del vogatore.

Una lesione specifica e' la callosita' del canoista, dovuta allo sfregamento continuo con la pagaia e localizzata sul versante interdigitale della 1a articolazione metacarpo-falangea. Questa callosita' a primavera ed estate va facilmente incontro a fenomeni di macerazione e ulcerazione (Fig. 2). Nei canoisti e' possibile anche osservare callosita' localizzate sulle nocche delle prime quattro dita per il trauma ripetuto contro il bordo della canoa durante il movimento di rotazione della pagaia; questo quadro clinico e' monolaterale e tipico dei canoisti che pagaiano solo da un lato. Un’altra affezione, rara, ma patognomonica dei canoisti, e' la natica del rematore, provocata dallo sfregamento con la panca metallica del vogatore. 

Caratterizzata da chiazze lichenificate brune e figurate, localizzate ai glutei bilateralmente, che riproducono la forma del bordo posteriore della panca metallica (Fig. 3). Infine, e' possibile riscontrare chiazze lichenificate localizzate sulla superficie dorsale della 1a articolazione metatarso-falangea, causate dallo sfregamento contro la pedaliera della canoa. Nei giocatori di tennis e' abbastanza comune una tipica callosita' monolaterale che interessa la faccia mediale dell’indice, in prossimita' del 1° spazio interdigitale, provocata dallo sfregamento contro il manico della racchetta. I soggetti che praticano surf possono sviluppare lesioni nodulari dure sulla superficie anteriore della tibia e al dorso dei piedi, provocate dal trauma che si realizza contro il bordo della tavola da surf mentre i surfisti nuotano verso il largo (3, 12). .

Fig. 4 - Orecchio a cavolfiore” in
Fig. 4 - “Orecchio a cavolfiore” in lottatore professionista.

Un quadro raro ma peculiare e' rappresentato dalle callosita' del pugile (9, 10): lesioni distribuite bilateralmente sul dorso della 1a falange del 2°, 3°, 4° e 5° dito e rispettive nocche, provocate dall’allenamento al sacco e prevenibili con l’uso regolare dei guantoni; al contrario, piu' frequenti nei praticanti di arti marziali che non prevedono l’uso dei guantoni.
Orecchio a cavolfiore: e' l’alterazione fibrosclerotica del padiglione auricolare, frequente in lottatori e giocatori di rugby, ma a volte anche nei pugili; l’affezione e' causata dai traumi ripetuti a cui viene sottoposto il padiglione auricolare e generalmente si rende evidente dopo vari anni di attivita' sportiva, in prevalenza in soggetti che praticano lo sport da professionisti. Puo' interessare i padiglioni auricolari in maniera bilaterale (nei lottatori), oppure monolaterale (nei pugili). (Fig. 4) (7). Papule piezogeniche: sono lesioni tondeggianti, rilevate e soffici, di circa 1 cm di diametro e di colorito giallastro, che si localizzano in prevalenza lungo i bordi esterno e mediale dei talloni e lungo il bordo esterno del piede. La dermatosi colpisce soprattutto le donne ed e' dovuta a erniazione di tessuto adiposo sottocutaneo a causa di traumi di lieve entita' ma ripetuti nel tempo. (3-5). Le attivita' sportive piu' esposte sono quelle che prevedono ripetuti salti sia da fermo che in corsa, e in particolare pallacanestro, pallavolo, salto con l’asta, salto in lungo, corsa ad ostacoli e calcio. Pseudocromidrosi plantare, o purpura traumatica pedis, di possibile osservazione in giocatori di basket e calciatori professionisti, e' caratterizzata da chiazzette di pochi mm di diametro e colorito nero-bluastro, di forma ovalare o allungata, disposte parallelamente ai solchi cutanei e raggruppate in chiazze di 1-2 cm; le lesioni, localizzate tipicamente sulla faccia posteriore del tallone in prossimita' del tendine calcaneale, sono provocate da continui e bruschi movimenti di arresto-ripresa responsabili di microemorragie intracornee (13). Nei sollevatori di pesi, golfisti, tennisti e rocciatori e' possibile, sebbene eccezionalmente, osservare un quadro simile a localizzazione palmare.
L’ematoma subungueale dell’alluce e' un quadro di frequentissima osservazione negli atleti, benche' non sia esclusivamente indotto dall’attivita' sportiva (3-7). Le categorie sportive piu' a rischio sono tennisti, sciatori e corridori (per il trauma contro la parte superiore delle scarpe), calciatori, giocatori di basket, giocatori di football e pallavolisti (per il trauma da caduta di un avversario o di un compagno di gioco sul piede). Puo' avere insorgenza acuta con dolore, oppure puo' formarsi lentamente in modo asintomatico; in quest’ultima evenienza, ovviamente se monolaterale, e' opportuno differenziarlo dal melanoma a sede subungueale. La natica del corridore si caratterizza per la presenza di una iperpigmentazione emosiderinica localizzata in prossimita' della parte alta dei glutei e del solco intergluteo, provocata dalle ripetute microemorragie che si realizzano durante la corsa a causa dello sfregamento delle natiche fra loro e contro il tessuto del pantaloncino. La sindrome del piede da marcia colpisce i praticanti dello jogging e marcia campestre; si presenta sotto forma di eritema, edema e dolore della superficie dorsale dell’alluce, cui si associa tendinite acuta dei flessori ed estensori. L’affezione e' dovuta alle continue variazioni di assetto del piede durante la corsa su superfici irregolari (14). I soggetti che praticano corse su lunghe distanze, quali jogging e maratona, possono presentare delle erosioni dei capezzoli a causa dello sfregamento contro tessuti ruvidi; la dermatite e' a esclusivo appannaggio dei maschi, perche' le donne sono generalmente protette dal reggiseno. A scopo preventivo, possono essere utili particolari cerotti protettivi. L’acne cheloidea della nuca e' una dermatosi che riconosce un meccanismo patogenetico multifattoriale. Si osserva in soggetti che usano il casco o l’elmetto (generalmente, giocatori di football americano) e si localizza tipicamente alla nuca, ma anche al collo, talora alle guance e al mento (a causa della mentoniera del casco). Alla base dell’affezione vi sarebbe una predisposizione genetica, su cui calore, pressione, occlusione e frizione agiscono da fattori favorenti; tuttavia, il fattore di rischio piu' importante sembra essere rappresentato dall’abitudine di questi soggetti di radersi i capelli con la macchinetta elettrica (3, 15).
Lesioni traumatiche aspecifiche: tutte le attivita' sportive espongono gli atleti a svariati insulti traumatici di tipo acuto (contusioni, ferite, escoriazioni, ematomi) o cronico. In occasione di alcuni sport violenti (judo, lotta, arti marziali, calcio, football, rugby) possono insorgere flebiti a carico degli arti inferiori. Ustioni di varia gravita' si possono osservare in occasione di gare automobilistiche e motociclistiche, nonche' nei soggetti che praticano il tiro a segno (per il ritorno della fiamma). Il trauma sportivo, inoltre, puo' aggravare vari tipi di dermatosi preesistenti, fra cui psoriasi, lichen planus ed epidermolisi bollosa.

Bibliografia
1. Mellman MF, Podesta L. Common medical problems in sports. Clin Sport Med 1997;16:635-662.
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11. Fisher AA. Sports-related cutaneous reactions: part III. Sports identification marks. Cutis 1999;63:256-8.
12. Erickson JG, von Gemmingen GR. Surfer’s nodules and other complications of surfboarding. JAMA. 1977;167:134-6.
13. Wilkinson DS. Black heel. A minor hazard of sport. Cutis 1977;20:393-6.
14. Doller J, Strother S. Turf toe. J Am Podiatry Assoc 1978;68:512-4.
15. Knable AL, Hanke CW, Gonin R. Prevalence of acne keloidalis nuchae in football players. J Am Acad Dermatol 1997;37:570-4








 

 

 



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