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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012

 

Un futuro senza cancro

di Giorgio Maggiore

Riuniti a Copenaghen, oltre diecimila esperti discutono sullo stato della ricerca contro i tumori e promuovono la prevenzione. L’esempio positivo del progetto “Occhio al neo” di Salerno e quello meno buono dei medici inglesi.

A fine settembre Copenaghen si e' trasformata per una settimana nella capitale della speranza. Riuniti per il congresso Ecco 12 (European Cancer Conference), oltre 10mila esperti provenienti da ogni parte del Pianeta. Obiettivo dell’incontro, patrocinato dall’Organizzazione Mondiale della Sanita', fare il punto sulla diffusione della patologia, i metodi di prevenzione, cura e ricovero, e soprattutto le prospettive future della lotta contro la malattia. Cominciamo con le notizie positive. Sarebbe stato scoperto il gene la cui singola mutazione di un aminoacido comporterebbe la nascita del 70% delle forme di melanoma, di oltre il 30% dei tumori delle ovaie e della tiroide e di circa il 10% dei tumori del colon. Il suo scopritore, Michael Stratton, direttore presso il Wellcome Trust Institue di Cambridge in Gran Bretagna, lo ha chiamato Braf e pensa che la ricerca genetica riuscira', con gli anni, a mettere a punto una cura mirata con farmaci capaci di colpirlo. Alla genetica guarda anche il grupo di studio del Norwegian Radium Hospital di Oslo, che e' riuscito a creare una mappa dell’evoluzione di alcune forme di tumore attraverso le loro diverse espressioni geniche. Tramite questi ritratti molecolari nel tempo, e' stato possibile studiare le differenze e le similitudini, che permetterebbero oggi di accedere a una nuova classificazione dei carcinomi mammari e dei tumori dell’ovaio, deducendone sviluppo e suscettibilita' alle attuali terapie, in particolare alla radioterapia. Altro dato incoraggiante: sono sempre meno i malati di cancro alla prostata che muoiono ogni anno, grazie alla diagnosi precoce e alle cure ormonali. Si calcola che ogni anno, nel mondo, si registrino oltre 500mila nuovi casi con oltre 200mila decessi, ma fra il 1999 e il 2000, negli Stati Uniti, le morti sono diminuite di un terzo nella fascia d’eta' compresa fra i 50 e i 74 anni, e di un quarto fra quelli di dieci anni in piu'. Merito della terapia ormonale che, secondo gli esperti, ha il vantaggio di non richiedere l’intervento chirurgico o i pesanti cicli di radioterapia. Ancora in calo i decessi per tumori al seno. Nonostante l’incidenza della malattia sia ancora alta in tutta l’Europa, a causa della diagnosi sempre piu' precoce, negli ultimi 10 anni, in Italia, sono calati fino all’8%. Fondamentale la terapia chirurgica, risolutiva in ben il 70% dei casi in cui la neoplasia e' circoscritta e non si e' diffusa ai linfonodi. Nei tumori piu' estesi gran parte dei miglioramenti e' dovuta alla chemioterapia che si rileva efficace in circa il 70% dei casi. Una speranza viene anche dai vaccini: i primi test condotti contro una delle forme di tumore, piu' rare ma anche piu' spietate, quella del pancreas, in cui oltre il 95% dei malati muore entro due anni dalla diagnosi, hanno dato risultati incoraggianti. Al Memorial Sloan-Kettering Cancer Hospital di New York, il 30% dei pazienti sono ancora vivi a 5 anni, senza aver fatto ricorso a radio o chemioterapia.
Passiamo ora ai duri numeri delle statistiche e delle previsioni. Secondo l’OMS, sarebbe oltre 10 milioni i nuovi casi di cancro scoperti ogni anno (ultimo riferimento il 2000). Di questi, una leggera prevalenza fra gli uomini (circa 5,3 contro i 4,7 milioni delle femmine). I cancri piu' diffusi fra i maschi: polmoni (23%), stomaco (11,5%) e fegato (10,9%), Esofago (7,2%) Colon-retto (6,4%), Prostata (5,8%). Fra le donne, invece: Seno (13,9%), Polmone (10,9%), Stomaco (8,9%), Colon-retto (8,8%), Fegato (6,1%). Attualmente e' in sperimentazione un vaccino contro tutti i tipi di papillomavirus (Hpv), che si spera possa evitare oltre l’80% dei casi di tumore alle Cervice che oggi ammontano all’8,7% del totale. Ogni giorno, in Europa, viene diagnosticato un tumore a 5.500 soggetti e attualmente sarebbero circa due milioni e settecento mila le persone che, nel Vecchio Continente, vivono con un tumore, mentre oltre 1,7 milioni muoiono ogni anno. Ed e' proprio sul fronte dei malati, degli ex-malati e delle loro famiglie che viene la vera novita' del Forum sul Cancro di Copenaghen, durante il quale e' stata fondata la Coalizione Europea dei Malati. Per il nostro paese ha aderito l’Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici (www.aimac.it) che vuole dare voce e influenzare le decisioni dei politici, le scelte delle Istituzioni sanitarie, delle aziende farmaceutiche e delle Istituzioni deputate ai controlli sull’inquinamento, sui cibi e sulle condizioni di lavoro. Altro impegno sara' quello di favorire l’informazione e promuovere campagne di prevenzione mirata.
A questo proposito, fra le tante, vogliamo segnalare una delle piu' recenti iniziative “Occhio Al Neo: Combatti Il Melanoma” un progetto di prevenzione sanitaria, formazione e informazione per prevenire e ridurre la mortalita' per Melanoma iniziato a marzo 2003 nella Provincia di Salerno. Tre le strutture coinvolte e che stanno portando avanti il lavoro, che avra' la durata di almeno due anni: il Centro Biomedical di Battipaglia, l’Istituto per lo studio e la cura dei Tumori “Fondazione G. Pascale” e l’Associazione onlus House Hospital di Napoli. Negli ultimi decenni il melanoma si sta imponendo, nel mondo e in Italia, come problema di grande rilevanza sociale a causa dell’impressionante incremento di incidenza; oggi una persona su 75 corre il rischio nel corso della propria vita di impattare con tale patologia, la cui incidenza e' aumentata notevolmente in tutto il mondo compresa l’Italia dove si registra circa un caso su 10.000 abitanti. Il melanoma rappresenta uno dei tumori piu' terribili sia per la possibilita' di metastatizzare a carico di organi importanti sia per la diminuzione dell’eta' media di insorgenza; infatti, rappresenta la neoplasia maligna piu' frequente nelle donne tra i 25 e i 29 anni di eta'. Purtroppo, nonostante vi sia maggiore consapevolezza verso il ‘problema Melanoma’, non e' affatto raro che giungano all’osservazione dello specialista tumori in uno stadio avanzato, quando oramai e' troppo tardi, e anche la repentina asportazione non puo' assicurare la salvezza. Come per tutti i tumori, e ancora di piu' per il Melanoma, la prevenzione e' fondamentale. Grazie alla prevenzione e alla diagnosi precoce, la sopravvivenza a 5 anni e' migliorata passando dal 60% di circa 40 anni fa all’attuale 84%. La diagnosi precoce e' importante perche' il melanoma riconosciuto in fase iniziale e asportato tempestivamente presenta una guarigione nel 100% dei casi. L’intento del progetto “Occhio al Neo” e' appunto quello di informare e incoraggiare la popolazione a sottoporsi a uno screening per i tumori cutanei, convincere le persone che sconfiggere il Melanoma si puo' e che la prevenzione e' l’unica arma a disposizione per tale intento. Il Progetto prevede una prima fase di incontri/formazione con i ragazzi delle scuole medie superiori sull’importanza delle precauzioni da adottare durante le esposizioni solari; e una seconda fase di vero e proprio screening gratuito per tutti i cittadini con analisi delle proprie lesioni cutanee, dei propri nei, attraverso una postazione mobile e una fissa dotate di Dermatoscopi in Epiluminescenza. 
Un programma meritevole di plauso, uno dei tanti che vedono i medici in prima linea. Ma purtroppo, sempre da Copenaghen arriva una sconvolgente notizia: secondo una ricerca di Kerry Guile del St. George’s Hospital di Londra, i medici sono, come immaginabile, fra quelli che conoscono meglio i rischi dell’esposizione al sole, eppure tendono costantemente a ignorarli.
Un dato su cui occorre riflettere...






 

 

 

 


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