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Il carcinoma baso-cellulare
Il carcinoma baso-cellulare e' la neoplasia cutanee piu' diffusa ma che essendo meno grave del melanoma non suscita lo stesso allarme sociale
di Michael Gould
Si parla tanto di melanoma ma sarebbe bene tenere in mente che
e' il carcinoma basocellulare la neoplasia cutanea maligna piu' frequente nei soggetto
caucasici. E le
piu' recenti indagini confermano che la sua incidenza e' in aumento in tutto il mondo. Il carcinoma
basocellulare, insieme con quello spinocellulare, rappresenta un problema rilevante di salute pubblica sia in termini di
morbilita' sia di costi sanitari. e' verosimile che anche nel nostro paese vi sia un significatico incremento di questa neoplasia, ma tale dato non
e' documentato da un’indagine epidemiologica condotta su scala nazionale. Non ci sono, infatti, stime affidabili di incidenza del carcinoma basocellulare nella popolazione generale. Nella provincia di Trento nel 1992 fu avviato un registro dei tumori cutanei e sulla base dei primi 6 anni di esperienza l’incidenza del carcinoma basocellulare
risulto' stimata pari a 87,9 nuovi casi per 100.000 abitanti per anno. Invece, nell’ambito dello studio
Praktis, condotto sulla prevalenza della cheratosi attinitica su un campione rappresentativo di 12.000 italiani di
eta' uguale o superiore a 45 anni, la prevalenza del carcinoma basocellulare e' risultata pari allo 0,6%. L’incidenza annuale del carcinoma basocellulare negli Stati Uniti
e' stimata essere di 146 casi/100.000 abitanti, mentre in Australia si arriverebbe a circa 884 casi/100.000 abitanti. Studi effettuati in molti altri paesi occidentali dimostrerebbero infine che gli incrementi nei tassi di incidenza degli ultimi 40 anni sono documentati principalmente in popolazioni di cute chiara con intensa esposizione solare. Questi dati dovrebbero suscitare un certo allarme, eppure, di fronte alla
drammaticita' dell’esito di un melanoma non diagnosticato, la malignita' piu' locale del carcinoma basocellulare che solo di rado provoca il decesso del paziente, provoca una certa ignoranza sul fatto che una diagnosi troppo tardiva
puo' costringere a trattamenti mutilanti. Succede cosi' che mentre molti medici di famiglia iniziano a interessarsi delle tecniche di diagnosi precoce del melanoma, poca attenzione sembra essere riservata all’epidemiologia e alla clinica di quello che sembra, solo apparentemente, un tumore di serie B. Vale la pena quindi di ricordare un
po' a tutti alcune delle caratteristiche di questa neoplasia, pur sempre maligna, che origina dal tessuto epiteliale e verosimilmente da cellule del follicolo pilifero. Il tumore predilige il sesso maschile, i soggetti con pelle chiara specie se sottoposti a lunghe esposizioni solari. Le sedi preferenziali di localizzazione sono la testa (naso e regione
periorbitaria), il collo e il dorso, anche se circa il 20% dei carcinomi basocellulari si manifesta nelle aree non
fotoesposte. Principale fattore di rischio per lo sviluppo del carcinoma basocellulare
e', come gia' detto, l’esposizione alla luce UV. La neoplasia e' infatti piu' frequente nei soggetti dalla cute scarsamente pigmentata, con una
capacita' di abbronzatura scarsa o nulla, capelli biondi o rossi e lentiggini; mentre, al contrario, nei soggetti di razza nera
e' rara. L’anormalita' genetica piu' frequente nel carcinoma basocellulare e' la perdita di eterozigosi nella regione del cromosoma 9 che contiene il gene
patched; l’inattivazione di questo gene soppressore
e' considerata la principale causa genetica. Un fatto importante da ricordare e'
che la frequenza del carcinoma basocellulare non sembrerebbe collegata alla dose cumulativa di energia radiante ricevuta, ma ad esposizioni solari intermittenti e, in particolar modo, a quelle che provocano scottature nell’infanzia e nell’adolescenza. Altri fattori favorenti sono i raggi X, la PUVA terapia (anche se in misura nettamente inferiore ai carcinomi
spinocellulari), l’immunodepressione, il contatto con prodotti arsenicali, una storia familiare di tumori cutanei e malattie ereditarie come lo xeroderma pigmentoso o l’albinismo, nelle quali i raggi UV svolgono un ruolo principale. Come
e' logico attendersi il carcinoma basocellulare raramente si sviluppa su cicatrici o ustioni pregresse. La diagnosi di carcinoma basocellulare
puo' non essere facile e l’accuratezza di dermatologi esperti nel diagnosticare il tumore in un campione di popolazione generale
e' stata stimata variare dal 59% al 65%. Cio' rende ancor piu' importante che tutti i medici abbiano almeno una certa
familiarita' con le sue varie manifestazioni cliniche al fine di ridurre la
morbilita' e i costi dei trattamenti. Per chiudere due parole sulla terapia del carcinoma basocellulare il cui obiettivo
e' quello, comune a tutte le neoplasie, di eliminare le cellule neoplastiche risparmiando il tessuto sano. Il trattamento ideale dovrebbe assicurare tale eliminazione completa, riducendo al minimo la
possibilita' di recidive, assicurando infine un buon risultato estetico. Le attuali cure sono semplici da effettuare e non incidono pesantemente sulla spesa sanitaria. Il trattamento di prima scelta
e' rappresentato dall’ascissione chirurgica. Tuttavia esistono delle limitazioni a tale approccio rappresentate principalmente dalla presenza di lesioni multiple,
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