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L’eta' dell’amore e della cellulite
La cellulite si manifesta con l’adolescenza, ma ci sono elementi che fanno pensare che la malattia inizia gia' da prima?
di Irene Capuani
La cellulite, come l’amore, non ha eta'! Comunemente, si e'
soliti pensare alla cellulite come a un inestetismo del corpo che rende chi ne soffre poco gradevole agli occhi del mondo. La donna, bersaglio numero uno, risente di questo trauma fisico a tal punto da farlo divenire un vero problema psichico; ecco, dunque, il riverbero di voci che si ripetono nella testa, principalmente delle adolescenti. Ed
e' a questa eta' che nasce la consapevolezza di quanto l’amore, infondo, non sia cieco come vorrebbero invece farci credere film e poesie, e cio' induce la ragazza a sentirsi imprigionata nel vestibolo di questa poco romantica
realta'. Belle o brutte, la
''buccia d’arancia'' puo' pero' colpire ogni giovane donna. Sappiamo quanto la cellulite sia un fenomeno patologico complesso, che affonda le sue radici in molte componenti diverse e soggettive. Da diversi anni la ricerca ha contribuito a chiarire il grande equivoco, che la faceva considerare un semplice accumulo di grasso, giungendo a definirla
pannicolopatia. Inoltre sono stati identificati quadri d’alterazione diversa, che vanno dalle cute a
''buccia d’arancia'' a quella cosi' detta ''cute a materasso''; ed
e' stata sottolineata l’infiammazione del tessuto adiposo, interstiziale e dei vasi sanguigni, causa dell’aumento di volume delle cellule adipose, ritenzione idrica e ristagno di liquidi. Ma non ci si
e' fermati qui: oggi abbiamo una migliore conoscenza degli aspetti genetici, familiari e legati allo stile di vita, e delle alterazioni di equilibri endocrini. In definitiva, anche sui giornali che si rivolgono alle adolescenti
e' correttamente scritto che la ''cellulite'' e' cosa diversa dal sovrappeso, essendo dovuta a fattori genetici, ad alterazione del microcircolo e/o a squilibri ormonali. Ma la cellulite, come l’amore, nasce sempre con l’adolescenza? Quelle iniziali alterazioni cutanee, come le striature o le zone
discromiche, che rappresentano comunque la spia di un’alterazione della circolazione a livello capillare cutaneo, e che compaiono sui piccoli glutei dei bambini, sono segni di cellulite oppure indicano una obesita' infantile? L’incremento esponenziale della gravita' di tali quadri,
e' alla base di una sua manifestazione in eta' adolescenziale? L’obesita' infantile ha una genesi multifattoriale legata ad una cattiva alimentazione, mancata attivita' fisica o a fattori di tipo
genetico-familiare. Spesso ci preoccupiamo quando il bambino mangia poco, ma non usiamo la stessa accortezza per l’inverso; da non dimenticare che un iperalimentazione nei primi due anni di vita, puo' causare ipertrofia e iperplasia delle cellule adipose;
e' dunque fondamentale, educare il piccolo a uno sport, possibilmente incline alle sue passioni e
capacita'. Tra i peggiori nemici di un futuro corpo sodo e snello annoveriamo la stessa
sedentarieta'; a scuola, a casa nel fare i compiti o nel guardare la tv. Colpendo
pero', soprattutto fianchi, natiche e cosce, la comparsa della cellulite
e' principalmente post-puberale e attualmente, nonostante i forti sospetti, mancano dati epidemiologici incontrovertibili sulla correlazione fra obesita' infantile e cellulite degli adulti. Uno studio che si presenta molto complesso perche' statisticamente l’inestetismo colpisce la maggior parte delle donne di razza bianca; in particolare le "mediterranee", cioe' con una conformazione fisica cosiddetta "a pera", con fianchi larghi, ricchi di cellule adipose e con cosce robuste. Si tratta di una conformazione dovuta, in genere, al corredo ormonale più ricco di estrogeni. Per comprendere il punto cui si
e' arrivati nell’identificazione di quei fattori che potrebbero permettere di correlare la cellulite delle adolescenti e delle donne adulti con lo stato nutrizionale dell’infanzia partiamo dalla classica distinzione in tre tipi: compatta, flaccida ed edematosa. La cellulite compatta, colpirebbe generalmente adolescenti con una muscolatura tonica e sviluppata, quella flaccida si manifesterebbe più avanti negli anni principalmente in soggetti con una muscolatura meno sviluppata e poco
tonicia, mentre quella edematosa sarebbe spesso la conseguenza di un difetto della microcircolazione cui potrebbe non essere estranea una predisposizione genetica gia' evidenziata in giovanissima
eta'. Pur essendo, lo ricordiamo, una problematica principalmente legata al sesso femminile, non
e' escluso che lo stesso uomo possa accusarla; sebbene in misura, zone ed entita' differenti. I diversi ormoni, maschili e femminili, creano delle differenze tra i due sessi; geneticamente, infatti, la donna presenta uno spesso strato di grasso ipodermico in larghi compartimenti verticali, mentre nell’uomo questo strato
e' più fino e strutturato in compartimenti poligonali. In conclusione, nonostante manchi la prova provata dell’esistenza di un nesso fra obesita' infantile e cellulite, non sarebbe male attuare una forma di prevenzione, che passa attraverso il connubio alimentazione e attivita' fisica costante fin dalla più tenera
eta'. Una cattiva alimentazione, infatti, provoca disturbi come la stipsi, che, a lungo andare, puo' compromettere metabolismo e circolazione. La cellulite, originandosi dall'alterazione del pannicolo sottocutaneo,
e' infatti sempre un sintomo che qualcosa nell'organismo dell’adolescente non funziona in modo corretto. Vuoi per cause esterne (per esempio stress,
sedentarieta', problemi ormonali, intossicazioni, cattiva alimentazione) chehanno dato il via a una serie di alterazioni del grasso sottocutaneo e a una ritenzione di liquidi da parte dei tessuti. Pensare che tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, le giovani donne, floride, prosperose e ricche di cellulite, erano considerate tra le più attraenti e femminili; ma non indossavano di certo gli
shorts!
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