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Nella personale esperienza adotto una tecnica di
ringiovanimento che prende in considerazione entrambi gli aspetti sovraindicati
e utilizzando cio’ che potrebbe rappresentare la linea guida del futuro: la
cellulostimolazione dermica.
Normalmente nel protocollo personale abbino in modo sinergico
una associazione che prevede microdermoabrasione: questa tecnica prevede l'uso
di microcristalli di idrossido di alluminio (corindone) che vengono utilizzati a
una pressione regolabile dall'operatore a seconda dei casi per provocare una
abrasione cutanea. Il livello di questa ultima e’ soggettivo e puo’
prevedere il coinvolgimento dell'epidermide o anche di una porzione dermica.
La possibilita’ di regolazione differenziata permette
favorevolmente di agire in modo personalizzato sulle diverse unita’ estetiche
del viso che, come noto, hanno diverso spessore, invecchiamento e necessita’
correttive.
La riduzione dello spessore cutaneo produce un effetto di
maggiore luminosita’ cutanea e permette una piu’ facile penetrazione
transcutanea di principi attivi. E’ per questo che immediatamente dopo
l'esecuzione della microdermoabrasione utilizzo una tecnica innovativa
denominata DERMOELETTROPORAZIONE.
Elaborata negli anni '70, questa metodologia sfrutta l'uso di
impulsi elettrici che, secondo potenziali particolari e successiva inversione di
polarita’, permettono l'apertura di particolari canali cutanei per alcuni
secondi attraverso i quali possono passare con maggiore facilita’ delle
macromolecole utili per il rinnovamento cellulare e/o la stimolazione
fibroblastica.
In particolare ritengo sia molto importante poter intervenire
sul fibroblasta: questa e’ la cellula chiave per contrastare l'invecchiamento
in quanto produttrice della matrice extracellulare e quindi di collagene, gag;
elastina eccetera. La cellulostimolazione attualmente piu’ efficace e da me
utilizzata con successo prevede il ricorso agli estratti di DNA (Placentex).
Tale prodotto, estratto dalla trota ad uso alimentare (e quindi privo di rischi
batteriologici), ha dimostrato attraverso numerosi studi scientifici di:
- incrementare del 30% l'attivita’ dei fibroblasti e quindi
di comportare un aumento secretivo di tutte le proteine della matrice, in modo
assolutamente bilanciato
- aumentare e allungare l'attivita’ del FGF (fattore di
crescita dei fibroblasti)
- stimolare i recettori A2 purinergici fibroblastici con
conseguente loro potenziamento di attivita’
Per questi motivi sfrutto la penetrazione transcutanea
attraverso dermoelettroporazione (Transderm Mattioli) di estratti
macromolecolari di DNA (Placentex Mastelli), dedicando circa 5 minuti per ogni
unita’ estetica del viso e del collo per un numero complessivo di 5-10 sedute
eseguite a distanza di circa due settimane una dall'altra. L'associazione delle
tre tecniche e principi permette quindi di ottenere nel risultato finale una
pelle piu’ luminosa (con la microdermoabrasione, piu’ tonica, tesa ed
elastica (per effetto dell'associazione di dermoelettroporazione ed estratti di
DNA).
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