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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012

 


Cellulostimolazione dermica

Dott. Maurizio Cavallini Medico Chirurgo Specialista in Chirurgia Plastica Milano

cellulostimolazione dermica

Un chirurgo milanese ci racconta come procede al ringiovanimento del viso delle sue pazienti con un protocollo che unisce la microdermoabrasione e la dermoelettroporazione all’uso di estratti di DNA.

Il processo di invecchiamento cutaneo comporta una perdita progressiva delle sostanze che donano elasticita’, tono e turgore alla cute (elastina, collagene ed acido jaluronico), oltre che un ispessimento dello strato epidermico. Cio’ produce esteriormente una opacita’ cutanea unitamente a un progressivo raggrinzimento della superficie cutanea.

Nella personale esperienza adotto una tecnica di ringiovanimento che prende in considerazione entrambi gli aspetti sovraindicati e utilizzando cio’ che potrebbe rappresentare la linea guida del futuro: la cellulostimolazione dermica.

Normalmente nel protocollo personale abbino in modo sinergico una associazione che prevede microdermoabrasione: questa tecnica prevede l'uso di microcristalli di idrossido di alluminio (corindone) che vengono utilizzati a una pressione regolabile dall'operatore a seconda dei casi per provocare una abrasione cutanea. Il livello di questa ultima e’ soggettivo e puo’ prevedere il coinvolgimento dell'epidermide o anche di una porzione dermica.

La possibilita’ di regolazione differenziata permette favorevolmente di agire in modo personalizzato sulle diverse unita’ estetiche del viso che, come noto, hanno diverso spessore, invecchiamento e necessita’ correttive.

La riduzione dello spessore cutaneo produce un effetto di maggiore luminosita’ cutanea e permette una piu’ facile penetrazione transcutanea di principi attivi. E’ per questo che immediatamente dopo l'esecuzione della microdermoabrasione utilizzo una tecnica innovativa denominata DERMOELETTROPORAZIONE.

Elaborata negli anni '70, questa metodologia sfrutta l'uso di impulsi elettrici che, secondo potenziali particolari e successiva inversione di polarita’, permettono l'apertura di particolari canali cutanei per alcuni secondi attraverso i quali possono passare con maggiore facilita’ delle macromolecole utili per il rinnovamento cellulare e/o la stimolazione fibroblastica.

In particolare ritengo sia molto importante poter intervenire sul fibroblasta: questa e’ la cellula chiave per contrastare l'invecchiamento in quanto produttrice della matrice extracellulare e quindi di collagene, gag; elastina eccetera. La cellulostimolazione attualmente piu’ efficace e da me utilizzata con successo prevede il ricorso agli estratti di DNA (Placentex). Tale prodotto, estratto dalla trota ad uso alimentare (e quindi privo di rischi batteriologici), ha dimostrato attraverso numerosi studi scientifici di:

- incrementare del 30% l'attivita’ dei fibroblasti e quindi di comportare un aumento secretivo di tutte le proteine della matrice, in modo assolutamente bilanciato

- aumentare e allungare l'attivita’ del FGF (fattore di crescita dei fibroblasti)

- stimolare i recettori A2 purinergici fibroblastici con conseguente loro potenziamento di attivita’

Per questi motivi sfrutto la penetrazione transcutanea attraverso dermoelettroporazione (Transderm Mattioli) di estratti macromolecolari di DNA (Placentex Mastelli), dedicando circa 5 minuti per ogni unita’ estetica del viso e del collo per un numero complessivo di 5-10 sedute eseguite a distanza di circa due settimane una dall'altra. L'associazione delle tre tecniche e principi permette quindi di ottenere nel risultato finale una pelle piu’ luminosa (con la microdermoabrasione, piu’ tonica, tesa ed elastica (per effetto dell'associazione di dermoelettroporazione ed estratti di DNA).






 

 

 

 


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