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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012


MA QUANTE SONO LE CHEILITI? 

delle dott.sse Alessandra M. Cantu' e Corinna Rigoni, Specialiste in Dermatologia

 

I processi infiammatori a carico delle labbra possono essere provocati da diverse cause. Disturbi e patologie, piu' o meno rari, che incidono sulla salute ma anche sull'estetica del viso. Fra le piu' comuni l'herpes simplex

Le labbra da sempre sono state considerate una delle peculiarita' del volto di una donna. Ancora di piu' lo sono divenute negli ultimi anni, da quando la chirurgia plastica e la medicina estetica hanno consentito di poter raggiungere ideali di bellezza, cangianti a seconda delle mode e dei gusti, volti in ogni caso al miglioramento del loro aspetto e di conseguenza della persona. Interventi chirurgici, infiltrazioni di collagene, acido ialuronico, ecc. hanno permesso non solo di ritoccare la forma delle labbra, correggendo le piccole rughe, risollevando gli angoli buccali, inturgidendo il vermilione, ecc. ma hanno consentito di rimodellare la bocca anche nei soggetti piu' giovani, migliorandone il profilo e il disegno a favore di avvenenza e fascino. Assunte a notevole importanza nel look e nella cura di una persona, compresi gli uomini, anche i disturbi e le patologie a carico delle labbra sono divenuti oggetto di interesse da parte dei pazienti e degli specialisti. In generale i processi infiammatori a carico delle semimucose labiali vengono definiti cheiliti, dal greco "che'ilos", labbro, e sono indotti da numerosi fattori. Tali processi possono insorgere primitivamente a carico del vermilione (il rosso delle labbra), oppure essere secondari a un'infiammazione procedente dalla cute periorale o piu' raramente dalla mucosa orale, interessando le labbra in toto o solo in parte. Le cheiliti sono provocate da numerose e molteplici cause di natura infiammatoria, infettiva, allergica, traumatica, neoplastica, ecc., con quadri clinici quindi piu' o meno impegnativi. Nell'ottica di una breve classificazione, possiamo distinguere le cheiliti irritative, comprendenti quelle da agenti atmosferici (da freddo, sole e vento), da contatto con alcuni alimenti (spezie, agrumi, pomodoro, ecc.), traumatiche dei musicisti (cheiliti dei clarinettisti), occupazionali e autoprovocate. Queste ultime, determinando delle cheiliti esfoliative, sono caratterizzate da una desquamazione continua delle labbra, dovuta a un processo infiammatorio cronico e superficiale da leccamento, suzione, mordicchiatura, ecc. 

cheiliti

Spesso iniziano con screpolature da freddo, vento, sole, o subentrano in corso di dermatite atopica, cronicizzandosi e trasformandosi in veri e propri tic, con la possibilita' di sovrainfezioni. Vi sono poi da annoverare le cheiliti eczematose, da dermatite atopica e allergiche da contatto, in seguito all'applicazione locale di prodotti irritanti o sensibilizzanti (rossetti, matite, lipsticks, medicamenti, piercing, smalti per le unghie nei soggetti affetti da onicofagia, ecc.), in seguito al contatto con imboccature di strumenti musicali e altri oggetti metallici o all'introduzione nel cavo orale di alcuni cibi e sostanze (colluttori, dentifrici, preparazioni e protesi dentarie, ecc.).

Vi sono cheiliti provocate da reazioni allergiche da farmaci per uso sistemico, con formazione di croste emorragiche labiali, cheiliti da uso di retinoidi orali (etretinato, isotretinoina), cheiliti infettive di orgine virale (infezioni da herpes simplex primario e da recidive, da herpes zoster, da coxsackie, verruche volgari, candilomi acuminati, ecc.), di origine batterica (impetigine da streptococco e da stafilococco, ecc). Sono da annoverare poi le cheiliti angolari, infiammazioni acute o croniche che si localizzano agli angoli della bocca. Queste possono essere provocate da fattori infettivi (candida, stafilococco), da stati di immunodeficienza (diabete, HIV), da modificazioni anatomiche in caso di edentulia, da carenze nutrizionali (riboflavina, acido ascorbico, folati, ferro, proteine), da scialorrea, ecc. Le cheiliti insorgono anche in seguito a radiazioni ultraviolette, le quali possono provocare cheiliti attiniche (cheratosi precancerose delle labbra) e prurigo attiniche. Vi sono da enumerare inoltre le cheiliti ghiandolari, determinate da infiammazione e edema delle ghiandole salivari labiali, le cheiliti granulomatose, con edema cronico delle labbra (sindrome di Melkersson-Rosenthal e cheilite di Miescher), le cheiliti in corso di dermatosi (LE, sarcoidosi, lichen planus, ecc.), le neoplasie a localizzazione labiale (carcinomi, melanomi). Come abbiamo visto l'universo delle cheiliti e' molto vasto e tra queste, di frequente riscontro dermatologico, spiccano quelle determinate dall'infezione da herpes simplex virus I. Secondo recenti indagini epidemiologiche, il 90% della popolazione adulta presenta nel siero anticorpi specifici, con recidive del 30-50% nei casi di herpes orale. Tali infezioni si manifestano in genere nella prima infanzia, in corso di gengivostomatiti erpetiche, tipiche della forma primaria. Sono caratterizzate dalla presenza di vescicole a livello delle labbra, del cavo orale e della regione periorale, a cui si associano malessere generale, iperpiressia, irrequietezza, intensa scialorrea, dolore all'introduzione di cibo e bevande, linfoadenopatia satellite. La guarigione avviene spontaneamente in 15 - 20 gg. L'infezione primaria puo' anche esordire in modo clinicamente inapparente e non essere seguita da recidive. Se compaiono, si localizzano nella stessa regione, ma non necessariamente nell'esatta sede precedente, e sono dovute a riattivazione del virus latente. Le sedi piu' comunemente colpite dall'infezione secondaria sono proprio le labbra e la regione periorale, determinando il quadro di herpes simplex labialis, ma tutte le regioni corporee possono essere interessate.

Le recidive insorgono in genere a seguito di infezioni delle vie aeree superiori, a traumi meccanici, esposizione ai raggi ultravioletti, mensilmente in corrispondenza delle mestruazioni (h. catamenialis), in seguito a stress emotivi, all'assunzione di alcuni cibi (noci, noccioline, pistacchi, cioccolato, cibi piccanti, ecc.), a stati di immunodeficienza, ma a volte non e' riscontrabile un vero e proprio fattore scatenante. Cio' che contraddistingue l'infezione primaria da quelle secondarie e' l'assenza in queste ultime di sintomi generali, come febbre, malessere, ecc.

cheiliti

Spesso vi e' invece presenza di prurito o dolore qualche ora prima della comparsa delle vescicole, le quali appaiono piu' piccole rispetto a quelle dell'infezione primaria e in genere raggruppate nella tipica formazione a grappolo, su cute eritematosa. Le vescicole risolvono in circa 7-10gg senza lasciare cicatrici. Gli intervalli tra le recidive sono estremamente variabili e secondo alcuni studi sono piu' frequenti nel periodo estivo. L'eta' piu' colpita dall'infezione secondaria e' racchiusa tra i 15 e i 35 anni. Sebbene gli episodi di herpes simplex labialis non siano in genere di severa entita' e regrediscano spontaneamente nel corso di alcuni giorni, essi rappresentano un serio problema per i pazienti, non solo per il dolore, ma soprattutto perche' compromettono l'aspetto estetico e sono causa di possibili infezioni. Pertanto, nonostante l'autorisoluzione, i pazienti spesso richiedono di effettuare un trattamento efficace, in grado di far regredire in breve le lesioni e di ridurre e prevenire le recidive. Ultimamente la disponibilita' di farmaci antivirali per uso sistemico e locale e' risultata essere sicuramente attiva con l'avvento di acyclovir. La terapia si avvale di acyclovir per via sistemica nelle forme piu' gravi o potenzialmente tali, come negli herpes neonatali o come nei casi di encefalite. Rispetto ai trattamenti topici, risultati estremamente confortanti sono stati ottenuti, soprattutto nel trattamento dell'herpes labiale, grazie alla sintesi di ulteriori nuove molecole, come penciclovir. Tale preparato, applicato piu' volte al di' nelle fasi prodromiche, ma anche in quelle clinicamente conclamate, si e' rilevato efficace nell'accorciare i tempi di guarigione delle lesioni e nel ridurre la sintomatologia dolorosa, con grande sollievo da parte dei pazienti. Alla luce di queste nuove esperienze, si prospettano sempre piu' interessanti risvolti di ricerca scientifica, volti alla risoluzione di un problema che fino a pochi decenni fa non trovava un inquadramento terapeutico efficace e valido.








 

 

 

 


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