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MA QUANTE SONO LE CHEILITI?
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delle dott.sse Alessandra M.
Cantu' e Corinna Rigoni, Specialiste in Dermatologia
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I processi infiammatori a carico delle labbra possono essere provocati da
diverse cause. Disturbi e patologie, piu' o meno rari, che incidono sulla salute
ma anche sull'estetica del viso. Fra le piu' comuni l'herpes simplex
Le labbra da sempre sono state considerate una delle
peculiarita' del volto
di una donna. Ancora di piu' lo sono divenute negli ultimi anni, da quando la
chirurgia plastica e la medicina estetica hanno consentito di poter raggiungere
ideali di bellezza, cangianti a seconda delle mode e dei gusti, volti in ogni
caso al miglioramento del loro aspetto e di conseguenza della persona.
Interventi chirurgici, infiltrazioni di collagene, acido ialuronico, ecc. hanno
permesso non solo di ritoccare la forma delle labbra, correggendo le piccole
rughe, risollevando gli angoli buccali, inturgidendo il vermilione, ecc. ma
hanno consentito di rimodellare la bocca anche nei soggetti piu' giovani,
migliorandone il profilo e il disegno a favore di avvenenza e fascino. Assunte a
notevole importanza nel look e nella cura di una persona, compresi gli uomini,
anche i disturbi e le patologie a carico delle labbra sono divenuti oggetto di
interesse da parte dei pazienti e degli specialisti. In generale i processi
infiammatori a carico delle semimucose labiali vengono definiti cheiliti, dal
greco "che'ilos", labbro, e sono indotti da numerosi fattori. Tali
processi possono insorgere primitivamente a carico del vermilione (il rosso
delle labbra), oppure essere secondari a un'infiammazione procedente dalla cute
periorale o piu' raramente dalla mucosa orale, interessando le labbra in toto o
solo in parte. Le cheiliti sono provocate da numerose e molteplici cause di
natura infiammatoria, infettiva, allergica, traumatica, neoplastica, ecc., con
quadri clinici quindi piu' o meno impegnativi. Nell'ottica di una breve
classificazione, possiamo distinguere le cheiliti irritative, comprendenti
quelle da agenti atmosferici (da freddo, sole e vento), da contatto con alcuni
alimenti (spezie, agrumi, pomodoro, ecc.), traumatiche dei musicisti (cheiliti
dei clarinettisti), occupazionali e autoprovocate. Queste ultime, determinando
delle cheiliti esfoliative, sono caratterizzate da una desquamazione continua
delle labbra, dovuta a un processo infiammatorio cronico e superficiale da
leccamento, suzione, mordicchiatura, ecc.
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Spesso iniziano con screpolature da
freddo, vento, sole, o subentrano in corso di dermatite atopica, cronicizzandosi
e trasformandosi in veri e propri tic, con la possibilita' di sovrainfezioni. Vi
sono poi da annoverare le cheiliti eczematose, da dermatite atopica e allergiche
da contatto, in seguito all'applicazione locale di prodotti irritanti o
sensibilizzanti (rossetti, matite, lipsticks, medicamenti, piercing, smalti per
le unghie nei soggetti affetti da onicofagia, ecc.), in seguito al contatto con
imboccature di strumenti musicali e altri oggetti metallici o all'introduzione
nel cavo orale di alcuni cibi e sostanze (colluttori, dentifrici, preparazioni e
protesi dentarie, ecc.).
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Vi sono cheiliti provocate da reazioni allergiche da
farmaci per uso sistemico, con formazione di croste emorragiche labiali,
cheiliti da uso di retinoidi orali (etretinato, isotretinoina), cheiliti
infettive di orgine virale (infezioni da herpes simplex primario e da recidive,
da herpes zoster, da coxsackie, verruche volgari, candilomi acuminati, ecc.), di
origine batterica (impetigine da streptococco e da stafilococco, ecc). Sono da
annoverare poi le cheiliti angolari, infiammazioni acute o croniche che si
localizzano agli angoli della bocca. Queste possono essere provocate da fattori
infettivi (candida, stafilococco), da stati di immunodeficienza (diabete, HIV),
da modificazioni anatomiche in caso di edentulia, da carenze nutrizionali (riboflavina,
acido ascorbico, folati, ferro, proteine), da scialorrea, ecc. Le cheiliti
insorgono anche in seguito a radiazioni ultraviolette, le quali possono
provocare cheiliti attiniche (cheratosi precancerose delle labbra) e prurigo
attiniche. Vi sono da enumerare inoltre le cheiliti ghiandolari, determinate da
infiammazione e edema delle ghiandole salivari labiali, le cheiliti
granulomatose, con edema cronico delle labbra (sindrome di Melkersson-Rosenthal
e cheilite di Miescher), le cheiliti in corso di dermatosi (LE, sarcoidosi,
lichen planus, ecc.), le neoplasie a localizzazione labiale (carcinomi,
melanomi). Come abbiamo visto l'universo delle cheiliti e' molto vasto e tra
queste, di frequente riscontro dermatologico, spiccano quelle determinate
dall'infezione da herpes simplex virus I. Secondo recenti indagini
epidemiologiche, il 90% della popolazione adulta presenta nel siero anticorpi
specifici, con recidive del 30-50% nei casi di herpes orale. Tali infezioni si
manifestano in genere nella prima infanzia, in corso di gengivostomatiti
erpetiche, tipiche della forma primaria. Sono caratterizzate dalla presenza di
vescicole a livello delle labbra, del cavo orale e della regione periorale, a
cui si associano malessere generale, iperpiressia, irrequietezza, intensa
scialorrea, dolore all'introduzione di cibo e bevande, linfoadenopatia
satellite. La guarigione avviene spontaneamente in 15 - 20 gg. L'infezione
primaria puo' anche esordire in modo clinicamente inapparente e non essere
seguita da recidive. Se compaiono, si localizzano nella stessa regione, ma non
necessariamente nell'esatta sede precedente, e sono dovute a riattivazione del
virus latente. Le sedi piu' comunemente colpite dall'infezione secondaria sono
proprio le labbra e la regione periorale, determinando il quadro di herpes
simplex labialis, ma tutte le regioni corporee possono essere interessate.
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Le
recidive insorgono in genere a seguito di infezioni delle vie aeree superiori, a
traumi meccanici, esposizione ai raggi ultravioletti, mensilmente in
corrispondenza delle mestruazioni (h. catamenialis), in seguito a stress
emotivi, all'assunzione di alcuni cibi (noci, noccioline, pistacchi, cioccolato,
cibi piccanti, ecc.), a stati di immunodeficienza, ma a volte non e' riscontrabile un vero e proprio fattore scatenante.
Cio' che contraddistingue
l'infezione primaria da quelle secondarie e' l'assenza in queste ultime di
sintomi generali, come febbre, malessere, ecc.
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Spesso vi e' invece presenza di
prurito o dolore qualche ora prima della comparsa delle vescicole, le quali
appaiono piu' piccole rispetto a quelle dell'infezione primaria e in genere
raggruppate nella tipica formazione a grappolo, su cute eritematosa. Le
vescicole risolvono in circa 7-10gg senza lasciare cicatrici. Gli intervalli tra
le recidive sono estremamente variabili e secondo alcuni studi sono piu'
frequenti nel periodo estivo. L'eta' piu' colpita dall'infezione secondaria e' racchiusa tra i 15 e i 35 anni. Sebbene gli episodi di herpes simplex labialis
non siano in genere di severa entita' e regrediscano spontaneamente nel corso di
alcuni giorni, essi rappresentano un serio problema per i pazienti, non solo per
il dolore, ma soprattutto perche' compromettono l'aspetto estetico e sono causa
di possibili infezioni. Pertanto, nonostante l'autorisoluzione, i pazienti
spesso richiedono di effettuare un trattamento efficace, in grado di far
regredire in breve le lesioni e di ridurre e prevenire le recidive. Ultimamente
la disponibilita' di farmaci antivirali per uso sistemico e locale e' risultata
essere sicuramente attiva con l'avvento di acyclovir. La terapia si avvale di
acyclovir per via sistemica nelle forme piu' gravi o potenzialmente tali, come
negli herpes neonatali o come nei casi di encefalite. Rispetto ai trattamenti
topici, risultati estremamente confortanti sono stati ottenuti, soprattutto nel
trattamento dell'herpes labiale, grazie alla sintesi di ulteriori nuove
molecole, come penciclovir. Tale preparato, applicato piu' volte al di' nelle
fasi prodromiche, ma anche in quelle clinicamente conclamate, si e' rilevato
efficace nell'accorciare i tempi di guarigione delle lesioni e nel ridurre la
sintomatologia dolorosa, con grande sollievo da parte dei pazienti. Alla luce di
queste nuove esperienze, si prospettano sempre piu' interessanti risvolti di
ricerca scientifica, volti alla risoluzione di un problema che fino a pochi
decenni fa non trovava un inquadramento terapeutico efficace e valido.
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