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La cheratosi precancerosa
L’evoluzione neoplastica e' piu' rapida in chi si e' scottato nell’infanzia, nei soggetti con disordini genetici o con immunodeficienza
del Prof. Pompeo Donofrio, Clinica dermatologica Univ. Federico II - Napoli
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1) Cheratosi attinica: quadro dermoscopico |
La cheratosi attinica, o senile, rappresenta un indicatore di eccessiva esposizione cumulativa al sole e, nello stesso tempo, costituisce un possibile precursore del carcinoma spinocellulare invasivo. La sua incidenza
e' in aumento in tutto il mondo eppure la sua epidemiologia resta poco conosciuta nella maggior parte dell’Unione Europea. Un recente studio condotto in Italia, effettuato su oltre 12.000 soggetti sovra i 45 anni, ha stimato una prevalenza della patologia pari all’1,4% della popolazione
(Naldi 2006). In una percentuale tra il 5 e il 20% le cheratosi attinniche possono evolvere, per una mutazione UV-indotta del |
| gene oncosoppressore p53, normalmente deputato alla riparazione del DNA danneggiato, verso un carcinoma invasivo a cellule squamose. Alcuni considerano, pertanto, la cheratosi attinica come un carcinoma in situ in quanto presenta le stesse alterazioni cellulari e genetiche del carcinoma
spinocellulare. Classicamente si distinguono tre gradi di cheratosi attinica secondo l’entita' di cheratosi presente: a) facilmente visibile e lievemente palpabile; b) facilmente visibile e palpabile; c) lesione ipercheratosica franca.
E' noto poi che clinicamente e' possibile distinguere sei forme di cheratosi attiniche: |

2) Cheratosi att. pigmentata: quadro dermoscopico |

3) Cheratosi seborroica: quadro dermoscopico |
cheratosica; atrofica; corno cutaneo; verrucosa; pigmentata;
lichenoide. All’occhio esperto, invece, la chelite attinica si manifesta come un’area ipercheratosica o erosiva con perdita del limite netto che nel labbro normale separa la parte rosea semimucosa dalla porzione cutanea. La diagnosi
e' essenzialmente clinica, ma talora puo' rendersi necessario un esame dermoscopico e istologico. Un problema resta legato alla diagnosi differenziale con altre patologie dermatologiche. L’osservazione dermoscopica della cheratosi attinica
e' utile ai fini della differenzazione con la cheratosi seborroica, con la |
| lentigo maligna, con il melanoma, con il carcinoma basocellulare superficiale e con quello pigmentato. Il quadro dermoscopico della cheratosi attinica (foto 1)
e' caratterizzato da aree di regressione talora con pattern vascolare a forcina e/o punteggiato. Nella forma pigmentata si osservano strutture anulari e/o granulari di colore
grigiasto. La cheratosi attinica pigmentata (foto 2) si presenta come una lesione piana o leggermente rilevata sul piano cutaneo, di dimensioni da pochi mm ad alcuni cm, di colorito variabile dal marrone chiaro al bruno intenso. Il quadro dermoscopico della cheratosi attinica pigmentata
e' |

4) Carcinoma basocellulare: quadro dermoscopico |

5) Carcinoma basocellulare superficiale |
caratterizzato da una pseudorete di pigmento con punti neri e/o grigi, da strutture anulari e/o granulari e da un pattern vascolare puntaggiato e/o a forcina. La pseudorete
e' formata da uno sfondo bluastro disomogeneo interrotto da sbocchi follicolari. La cheratosi seborroica (foto 3), denominata anche verruca senile o verruca
seborroica, e' un rilievo rotondeggiante, solitamente delle dimensioni di una lenticchia, il cui colore varia dal grigio chiaro al grigio giallastro fino al bruno scuro. Il quadro dermoscopico
e' caratterizzato dalla presenza di sbocchi simil comedonici, pseudocisti cornee e da strutture papillari
esofitiche. |
| Sono inoltre presenti un pattern vascolare a forcina, aree opache omogenee di colorito giallastro, strutture bianco-blu, a impronta digitale e giri e solchi (aspetto
cerebriforme). Il quadro dermoscopico del Carcinoma basocellulare (4)
e' caratterizzato dalla presenza di fini e corte teleangectasie, aree luccicanti bianco-rossastre e microulcerazioni superficiali (escoriazioni). Si possono inoltre valutare aree a foglia d’acero, punti e/o globuli grigio-blu e teleangectasie di calibro maggiore. Clinicamente la cheratosi attinica va distinta dal carcinoma basocellulare superficiale (foto 5), che si presenta come una lesione
eritematosa, lievemente |

6) Cheratosi seborroica |

7) Malattia di Bowen |
desquamante, con presenza di escoriazioni e di teleangectasie ben evidenti localizzate alla periferia; dalla cheratosi seborroica (foto 6), dalla malattia di Bowen (foto 7), dal lichen actinicus (foto 8) e dal lupus eritematoso discoide (foto 9). La cheratosi seborroica si presenta infatti come una lesione rilevata, verrucosa e squamosa, ricoperta da sostanza cornea grassa, che si distacca facilmente. Si osserva
piu' frequentemente sulle zone seborroiche cutanee. La malattia di Bowen e' una forma in situ di carcinoma epidermoide cutaneo, clinicamente caratterizzato da un aspetto eritemato-squamo-crostoso senza risoluzione centrale e lieve infiltrazione. |
| Il lichen actinicus
e' una forma di lichen planus localizzato sulle aree fotoesposte e caratterizzato dalla presenza di placche pigmentate. Il lupus eritematoso discoide
e' infine caratterizzato dalla presenza di eritema di colore rosso violaceo, da ipercheratosi e atrofia cicatriziale. |

8) Lichen Actinicus |

9: Lupus eritematoso discoide |
Un Libro sulla Cheratosi Attinica
Per saperne di piu' si puo' consultare il volume di Pompeo Donofrio
''La Cheratosi Attinica'', Edizioni Dermo, Napoli, realizzato in collaborazione con Renato
Caputi, Maria Grazia Francia, Lucia Gallo e Paolo Vitiello. Il testo contiene l’esperienza condotta su pazienti reclutati presso la Clinica Dermatologica dell’Universita' Federico II di Napoli per il trattamento con Imiquimod crema al 5%. Un interessante resoconto del protocollo e dei risultati raggiunti. |
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