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Inoltre la pratica di schiacciare i brufoli
e' responsabile di solchi sulla superficie della pelle via via piu' profondi ed evidenti, ricettacolo di virus e batteri”. Con questa breve introduzione il prof. Pierantonio
Bacci, Docente Chirurgia Estetica dell’Universita' di Siena, introduce la sua riflessione su come comportarsi nei riguardi delle cicatrici lasciate dall’acne. “La lotta agli inestetismi cutanei
puo' contare oggi anche sulla bioingegneria e sulle sue tecniche innovative che agiscono direttamente sui meccanismi cellulari, altrimenti irraggiungibili da creme e lozioni, risolvendo gli esiti di acne, senza bisturi, aghi o cannule, e soprattutto senza sofferenza, ma anche rughe,
ipercheratosi, altre cicatrici. Finora il trattamento piu' comune per levigare un volto coperto da piccole e grandi cicatrici
e' stata la dermoabrasione, o si e' ricorsi a peeling chimici aggressivi, ma bisogna riconoscere che i risultati sono stati abbastanza scarsi. Da qualche anno, invece, abbiamo registrato una percentuale di successo fino all’86% ricorrendo a una metodica tutta italiana: la
dermoelettroporazione, un procedimento che sfrutta il potere di microcristalli di corindone e di lievi impulsi elettrici e vibrazioni per aprire, con un energico massaggio effettuato in superficie, negli strati
piu' profondi del derma dei veri e propri “canali” tra le cellule, attraverso i quali vengono veicolate sostanze vitali e riparatrici come elastina, collagene, acido ialuronico o i loro precursori. Il trattamento prevede 4 - 5 sedute all’anno alla quale faranno seguito dei “richiami” di mantenimento associati a linfodrenaggi che stimolano la rigenerazione connettivale e dello stroma
matriciale. Dal punto di vista operativo si procede come per tutte le altre patologie cutanee con la differenza che nel caso delle cicatrici da acne la dermoabrasione preventiva raggiunge gli strati
piu' profondi del derma per eliminare e spianare le numerose irregolarita' della pelle e far giungere alle cellule le sostanze curative. In questo modo, non solo miriamo meglio al bersaglio patologico da colpire, ma possiamo raggiungerlo in maniera decisamente dolce e incruenta: infatti non vi sono
ne' iniezioni ne' tagli, ma l’ingresso in profondita' delle sostanze attive avviene grazie a una vibrante ‘carezza’ elettromagnetica pulsante, il loro dosaggio
e' calibrato allo strettamente necessario sul luogo dove occorre, senza transitare e disperdersi, con effetti collaterali, in altri distretti dell’organismo. Inoltre si possono realizzare anche miscele o combinazioni di farmaci che altri tipi di somministrazione non permetterebbero,
ne' comunque suggerirebbero”.
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