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Crioterapia
La Crioterapia e’ una metodica efficace per il
trattamento di lesioni cutanee superficiali di natura benigna e premaligna.
Puo’ essere usato come trattamento di scelta, come metodo alternativo e in
aggiunta a altre terapie.
Del
prof. Massimo Laurenza Dermatologo
L'uso del freddo in medicina e’ prassi piuttosto antica, soltanto in tempi
recenti si sono chiariti alcuni meccanismi che hanno permesso di perfezionare le
tecniche e scegliere piu’ accuratamente le indicazioni. Le alterazioni
biologiche che seguono all'abbassamento della temperatura dei tessuti sono
diverse se questo e’ lento o rapido. Il congelamento lento determina la
formazione di cristalli di ghiaccio extracellulari, mentre quello rapido (almeno
-50°/min) produce ghiaccio intracellulare. Il congelamento lento e’ una
evenienza poco controllabile in quanto e’ molto difficile valutare la
profondita’ e l'estensione del danno prodotto. Per esemplificare diremo che il
congelamento lento e’ quello che avviene in montagna o nei climi
particolarmente freddi dove, al pallore della superficie cutanea, segue una
necrosi massiva della regione interessata: e’ evidente che tutto cio’ non
puo’ avere fini terapeutici. Il raffreddamento rapido, invece, provoca un
congelamento dell'acqua intracellulare, riduzione degli ioni, alterazione
delle proteine e degli enzimi con sconvolgimento degli scambi di
membrana. Tutto cio’ si traduce in un danno tissutale molto piu’ preciso e
controllabile tanto che, nei tempi d'applicazione terapeutici, si ottiene sempre
un distacco dermo-epidermico senza danno al derma e quindi una guarigione senza
cicatrice. Il danno tissutale e’ dovuto sia ad effetti diretti sul tessuto sia
alla stasi venosa che si instaura dopo lo scongelamento. Imassimi effetti
distruttivi sono determinati da cicli ripetuti di congelamento e scongelamento
in quanto ad ogni ciclo c'e’ un richiamo d'acqua e la maggior quantita’
d'acqua facilita la trasmissione del freddo. Attualmente il freon, essendo gas
alogenati, sono sottoposti a delle restrizioni perche’ considerati inquinanti:
il loro uso resta confinato a particolari impieghi legati soprattutto alla loro
portatilita’ poiche’ sono confezionati in bombolette piccole di gran resa.
L'anidrite carbonica e’ sicuramente il mezzo piu’ economico e puo’ essere
adoperato cosi’ com'e’ senza uso di altri strumenti. L'impiego e’ pero’
un po’ indaginoso perche’ bisogna preparare i cannelli
estemporaneamente ed e’ piuttosto difficile maneggiarli. Inoltre il metodo e’
abbastanza empirico e c'e’ un certo rischio di non produrre un congelamento
sufficientemente rapido. Il Protossido d'Azoto si usa con delle apparecchiature
piuttosto costose e deve essere confezionato in bombole ad alta pressione (70
Kg/cm2) assolutamente prive di umidita’; questo aumenta il prezzo del
Protossido d'Azoto di almeno quattro o cinque volte. Il Protossido viene fatto
espandere in sonde metalliche, le sonde raggiungono quindi la temperatura di
evaporazione dei gas (-89°C) e la trasferiscono al tessuto con cui vengono a
contatto.
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La tecnica e’ piuttosto semplice e molto sicura ma l'alto costo
delle apparecchiature, la loro manutenzione e l'alto costo del criogeno hanno
fatto cadere un po’ in disuso questa metodica. L'Azoto liquido e’
attualmente il criogeno piu’ usato e versatile: permette la tecnica a
bastoncino, la tecnica spray e quella a sonda. Per conservarlo si usano i
contenitori Dewar dove pero’ il gas evapora lentamente anche se non viene
usato; la durata di una ricarica da venticinque litri e’ di c.a. due mesi e il
suo costo piuttosto basso. |
| Nel contenitore puo’ essere immerso direttamente il
tampone, altrimenti si puo’ versare il gas nelle piccole bombole per la
tecnica spray o a sonda. L'Azoto liquido e’ il criogeno piu’ aggressivo e
pertanto necessita di particolare attenzione nell'impiegarlo. Gli inconvenienti
da Crioterapia (proiezione di liquido criogeno, congelamento di una superficie
maggiore del necessario, congelamento insufficiente) sono piuttosto rari e
derivano quasi sempre da un'errata valutazione della lesione o del paziente
oppure da un errore tecnico dell'operatore o dal mal funzionamento
dell'attrezzatura. |
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Le complicazioni sono veramente rare se non eccezionali;
le piu’ comuni sono alterazioni della pigmentazione sia in senso ipo che iper,
le ipopigmentazioni derivano sempre da un'azione troppo violenta rispetto alla
lesione da trattare e purtroppo sono permanenti; le iperpigmentazioni possono
derivare dall'esposizione al sole, troppo precoce e senza protezione oppure dal
tipo di pelle. Queste ultime possono essere trattate o con una nuova seduta di
Crioterapia o depigmentanti o peeling. Si deve notare, comunque, che la
Crioterapia resta sempre il trattamento piu’ sicuro in assoluto di tutti gli
altri trattamenti distruttivi cutanei (elettrocoagulazione, laser, ecc.) in
quanto, poiche’ non distrugge il derma, non puo’ lasciare cicatrice. D'altro
canto l'errore tecnico in Crioterapia e’ veramente una evenienza rara in
quanto i tempi d'applicazione sono piuttosto lunghi (dell'ordine di diversi
secondi) quindi e’ molto difficile provocare un'ustione grave con esiti
cicatriziali in quanto bisognerebbe fare dei trattamenti di durata improponibile
(piu’ di un minuto). A proposito dei tempi di trattamento ritengo che non
debbano essere indicati in un testo e messi in relazione a questa o quella
patologia in quanto le variabili (dimensione, natura e locazione della patologa,
dimensioni dell'ugello o della sonda) sono veramente troppe e quindi sarebbe
fuorviante dare delle indicazioni precise e rigide per una terapia che per la
natura delle patologie trattate e la flessibilita’ del mezzo tecnico e’
assolutamente variabile e legata all'esperienza dell'operatore. D'altro canto e’
proprio la flessibilita’ estrema di questa tecnica a renderla cosi’
utilizzabile in molte patologie e inestetismi cutanei. Da ultimo vale la pena
notare come la Crioterapia sia anche il trattamento piu’ economico considerati
i costi di una bomboletta che funziona per sempre e non ha costi di
manutenzione.
Indicazioni
La crioterapia e’ indicata per l’eliminazione di lesioni di natura virale
come verruche, condilomi acuminati mollusco contagioso ecc. Utile anche per
rimuovere angiomi rubino, fibroma pendulo, cheratosi attinica, verruca
seborroica e cisti cornee. Le viene preferita l’exeresi chirurgica in caso di
tumori cutanei come i basaliomi e gli epiteliomi spinocellulari infiltranti.
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