|
E' noto come istologicamente esso prenda origine dalle cellule epiteliali dello strato basale della cute e come le aree colpite siano, in genere, quelle fotoesposte come il volto e il dorso. E' stato ormai accertato che la esposizione solare non controllata e il fototipo chiaro costituiscono i fattori determinanti del processo carcinogenetico di questo tumore cutaneo. Nei restanti casi le cause sono da ricercarsi nella condizione genetica (le mutazioni del gene PTCH localizzate sul cromosoma 9q 22.3), o trattamenti farmacologici come immunosoppressori, cortisonici e chemioterapici. Anche trattamenti con raggi X (radioterapia, cobaltoterapia) possono favorire l'insorgenza del carcinoma basocellulare. Lo specialista sa che la diagnosi differenziale va posta con il nevo dermico di Miescher nella forma nodulare e con melanoma o cheratosi seborroica nella forma pigmentata. Oggi l'esame dermoscopico di queste lesioni cutanee, attraverso lo studio del pattern-vascolare - come i vasi arborizzati del basalioma o quelli a forcina del carcinoma spino cellulare, o di strutture ben note e riconoscibili come le perle bianche, le aree a foglia d'acero e i corpi ovoidi - ci consente di porre una corretta diagnosi. Il trattamento di elezione per l'epitelioma basocellulare, nella varieta' nodulare-ulcerato e pigmentata, resta l'intervento chirurgico che riduce al minimo le recidive. Nel basalioma superficiale e in quelli non operabili e' possibile ricorrere ad altre tecniche: trattamenti topici a base di creme immunomodulanti o citostatiche (Imiquimod e 5-fluorouracile), terapia fotodinamica PDT e somministrazione di un farmaco fotosensibile (per il basalioma la sostanza piu' utilizzata e' l'acido amino levulinico 5-ALA), tecnica laser con evaporizzazione delle neoplasia, specie CO2 o DYE laser nelle applicazioni non convenzionali. Queste ultime sono certamente piu' efficaci e piu' selettive, ma anche piu' costose perche' spesso vengono messe a disposizione dei pazienti in pochissimi centri pubblici. La Crioterapia, invece, e' una metodica economica, semplice ed efficace per il trattamento di lesioni cutanee e non. Si usa soprattutto per le verruche, ma il suo impiego puo' essere esteso a molte altre patologie dermatologiche compreso il carcinoma basocellulare. I massimi effetti distruttivi sono determinati da cicli ripetuti di congelamento e scongelamento in quanto a ogni ciclo c'e' un richiamo d'acqua e la maggior quantita' della stessa facilita la trasmissione del freddo. In accordo con la legge di Van't Hoff, la crioterapia riduce il numero delle reazioni biochimiche cellulari che avvengono nell'unita' di tempo e, di conseguenza, si rallenta il metabolismo tissutale. La modificazione biologica iniziale prodotta a livello dell'apparato vascolare dal raffreddamento cutaneo e' rappresentata da una costrizione dei vasi sanguigni superficiali, seguita da una immediata vasocostrizione sistematica, per attivazione dei meccanismi nervosi riflessi. Il congelamento rapido con azoto liquido produce ghiaccio intracellulare con successiva necrosi. Per queste caratteristiche la crioterapia puo' essere usata come trattamento di prima scelta o come metodo alternativo, anche in aggiunta ad altre terapie. Le traduzioni di antichi papiri Egizi riportano di buoni risultati ottenuti col freddo nella cura dei traumi e delle infiammazioni. L'impiego razionale delle basse temperature per la distruzione di tessuti a fini terapeutici risale al 1845, quando James Arnott descrisse l'uso di soluzioni saline raffreddate a -20°C per congelare tessuti cancerosi. Nei primi del 1900 vi fu un miglioramento delle tecniche criogeniche con l'uso di anidrite carbonica secca e poi di azoto liquido. Dopo la 2a guerra mondiale l'azoto liquido divenne commercialmente disponibile e nel 1950 venne usato da Allington per il trattamento di lesioni cutanee, tramite l'impiego di un tampone di cotone immerso nell'azoto liquido. Tra il 1960 e il 1970 furono prodotti i primi apparecchi per l'erogazione di azoto liquido (tecnica a spray) e contenitori per la sua conservazione (Dewar). La metodica di gran lunga piu' utilizzata oggi impiega un erogatore particolare (Cry-Ac), dentro il quale l'azoto liquido raggiunge, per le sue caratteristiche, una pressione gassosa abbastanza elevata. Il gas viene poi spruzzato direttamente sulla pelle o convogliato in terminali chiusi che congelandosi vengono posti a contatto con la cute. Solitamente s'impiega azoto liquido alla temperatura di -196°C. In dermatologia la criochirurgia e' largamente impiegata per numerosi motivi: di solito non richiede anestesia, non determina, in genere, la comparsa di cicatrici e non richiede medicazioni difficoltose ne' lunghi periodi di recupero. Il trattamento crioterapico di lesioni neoplastiche, come il carcinoma basocellulare, ha una durata media di tre mesi, durante i quali i pazienti sono sottoposti a controlli ambulatoriali che mirano a valutare la formazione di eventuali croste e/o materiale necrotico, che possono ritardare la cicatrizzazione e favorire l'insorgenza di infezioni. La riduzione del diametro e della profondita' della neoplasia cutanea a ogni seduta e' un parametro importante che esprime la validita' del trattamento stesso. E' possibile che alla fine non tutte le cellule tumorali siano distrutte e quindi avvenga a distanza di tempo una recidiva, ma questo non crea nessuna premessa a danni maggiori. Fra una seduta e l'altra il paziente effettua a domicilio, una volta al giorno, la pulizia della lesione trattata, in genere con una soluzione isotonica a base di acido ialuronico ed effettua subito dopo una medicazione con una crema antisettica a base di acido ialuronico. Controlli clinici vengono programmati a 3, 6 e 12 mesi. In caso di recidiva e' possibile programmare altre sedute di crioterapia, ma in base alla nostra esperienza, e' consigliabile ricorrere ad altro trattamento. Secondo i dati della letteratura internazionale, la percentuale di guarigione del carcinoma basocellulare nella varieta' superficiale con trattamento crioterapico e' sovrapponibile a quello della chirurgia tradizionale e dei piu' costosi Laser, PDT, Radiofrequenza o altro.
|