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articolo aggiornato il: Friday 02 December 2011

 


Controllare la cute diabetica

La conoscenza delle possibili complicanze dermatologiche e delle formulazioni dei prodotti puo' favorire la prevenzione e la cura della cute del diabetico

della dott.ssa Teresa De Monte, dermatologa

Il diabete, sia nella forma insulinodipendente giovanile sia in quella dell'eta' adulta, puo' dare luogo a diverse manifestazioni cutanee. Le dermopatie piu' frequenti riconoscono una origine multifattoriale legata ad alterazioni del metabolismo dei carboidrati; alterazioni di altre attivita' enzimatiche; degenerazione dei neuroni; fenomeni di microangiopatia e di aterosclerosi e stato meiopragico dei meccanismi di difesa dell'organismo ospite. Basandoci sulla eziopatogenesi della lesione presa in considerazione, in questo articolo cercheremo di dare suggerimenti e indicazioni su quello che potrebbe essere un trattamento cosmetico capace di un'azione o di un effetto preventivo o palliativo. Come regola generale, possiamo pero' affermare che: 
1 - la pelle del diabetico richiede una valutazione attenta e periodica tesa a prevenirne le complicanze; 
2 - e' necessario consigliare trattamenti e prodotti specifici per la cura e l'igiene quotidiana della pelle; 
3- non si deve esitare a proporre prodotti da Camouflage che associno in se' qualita', validita' e sicurezza. 
I fenomeni necrobiotici sono un primo tipo di alterazioni cutanee, tra questi di particolare interesse, in quanto non di rado precede la diagnosi di diabete, la Necrobiosis Lipoidica Diabetorum le cui lesioni multiple e bilaterali si localizzano spesso nella regione pretibiale. Le donne sono le piu' colpite, le lesioni si manifestano sotto forma di papule di piccole dimensioni o di placche ampie non desquamanti con un centro atrofico di colore giallastro e con margini edematosi. Inizialmente sono localizzate nel derma, interessano le fibre collagene che appaiono degenerate e ispessite e cio' a seguito di un probabile invecchiamento precoce dei fibroblasti, (caratteristica questa che i ricercatori hanno riscontrato negli indiani Pima, predisposti geneticamente al diabete). Queste cellule senescenti producono un collagene con un elevato se non eccessivo numero di legami crociati, percio' meno facile e suscettibile alla digestione fisiologica da parte della collagenasi. Questo si traduce in un turnover del collagene rallentato, pertanto e' ipotizzabile che prodotti cosmetici che contengano precursori di questa proteina, capaci di penetrare attraverso l'epidermide e di stimolarne la biosintesi, possano essere di grande utilita' per la prevenzione di questa dermopatia. Un'altra manifestazione cutanea che origina da fenomeni necrobiotici del collagene e' il Granuloma Anulare Disseminato: che si presenta con una lesione tipica circolare od ovale, con l'area centrale ipo-iper-pigmentata e con un cercine sollevato che puo' apparire eritematoso. Queste lesioni sono tipiche del dorso delle mani e degli arti superiori, le dimensioni variano da millimetri a centimetri e differiscono dalla precedente lesione per la non compromissione dell'epidermide; perche' le aree di necrosi sono di ridotte dimensioni e perche' le infiltrazioni granulomatose si ritrovano solo negli strati superiori del derma. In questo caso sono raccomandati trattamenti topici con preparati cosmetici formulati con composti: 
• dermoaffini e stabili dello jodio 
• ad azione eccito metabolica esclusivamente o elettivamente locale e ovviamente privi di attivita' enzimatica. L'alterazione considerata piu' comune nel diabete e' pero' la comparsa di papule rossastre che in due settimane evolvono in lesioni iperpigmentate atrofiche di ridotte dimensioni sull'area distale pretibiale. Osservate al microscopio si apprezza un assottigliamento dell'epidermide, un ispessimento della parete dei vasi che scorrono nell'area papillare dermica, la presenza d'infiltrati perivascolari linfoistiocitari e depositi di emosiderina. L'opinione piu' diffusa circa l'origine di questo quadro e' che la causa sia una microangiopatia diabetica. 

cute e diabete
Parte posteriore del collo in paziente diabetica affetta da Acanthosis Nigricans

Le lesioni sembrano facilitate dalle escursioni termiche per cui la protezione della pelle dal caldo e dal freddo e' una buona profilassi. Una manifestazione abbastanza frequente e sempre riconducibile alle modificazioni vascolari per altro tipiche del diabete e' la comparsa di un persistente eritema, localizzato al volto e al collo, alle mani, ai piedi. Tale alterazione e' la conseguenza diretta della diminuita capacita' dei vasi ispessiti di rispondere in modo adeguato agli stimoli fisiologici con la vasocostrizione. I pazienti che la manifestano dovrebbero proteggersi dalle radiazioni solari in modo adeguato, quindi utilizzare prodotti cosmetici contenenti filtri solari capaci di proteggere in modo completo e totale la cute dai noti fenomeni fototossici da UVA e dall'eritema conseguente agli UVB, ma senza alterare la fisiologica pigmentazione cutanea. 

La clorpropramide, antidiabetico orale, puo' causare una fotodermatite e anche in questo caso e' suggerito l'utilizzo di filtri solari adeguati. Le comuni infezioni batteriche della pelle sono facili complicanze del diabete: follicoliti, impetigine, foruncolosi, erisipela, cellulite sono sostenute da stafilococco aureo e streptococco b-emolitico. Quando queste infezioni sono in atto e' bene prescrivere per via sistemica e locale antibiotici e chemioterapici, la prevenzione richiede la integrita' della barriera cutanea. Infezioni meno comuni, ma piu' frequenti tra i diabetici sono l'eritrasma alle ascelle e tra le dita dei piedi da Corinebacterium minutissimum, paronichia e dermatofiti da Candida albicans. Se la cute e' troppo secca e facilmente fissurabile e' bene proporre prodotti con spiccata azione idratante, emolliente, protettiva e favorenti l'integrita' della cute. L'Acanthosis nigricans si manifesta con la comparsa di placche brune iperpigmentate e vellutate alle ascelle, all'inguine, alle mammelle. Indicato un trattamento topico ''peeling''realizzabile con un unguento a base di vasellina con il 5- 10% di acido salicilico come cheratolitico. Per quanto riguarda l'accumulo nei tessuti diabetici di metaboliti particolari ricordiamo: gli xantomi, la carotenodermia, la porfiria cutanea tarda e l'emocromatosi. Alcune alterazioni cutanee del diabete sono correlate alle modificazioni del collagene, dei mucopolissaridi. Lo scleroderma e' un esempio: l'esame istologico mette in luce lo spessore del derma da 2 a 3 volte maggiore della norma, presenza di fasci di fibre collagene molto ispessiti e molto distanziati tra loro, aumento cospicuo di mucopolisaccaridi acidi, in particolare acido jaluronico, che spiega il perche' dell'edema. Non c'e' un trattamento specifico anche perche' la redermatologia stitutio ad integrum e' spontanea. La cute del diabetico non deve essere esposta all'azione dei saponi, dei detersivi e di sostanze dermolesive compromettenti la barriera, mentre se abbellita da cosmetici decorativi deve essere trattata con prodotti formulati in modo da garantire la non presenza di composti ad azione enzimo tossica come sono i prodotti da Camouflage. La formulazione ideale e' data dalla presenza di polimeri che rendono i prodotti resistenti all'acqua evitando dunque le sostanze grasse che fino a pochi anni fa si utilizzavano per questa azione-effetto, inoltre i polimeri, con effetto collante, permettono al colore di aderire alla pelle, senza per altro minimamente alterare la fisiologia cutanea, in modo costante e ottimale resistendo e opponendosi vigorosamente all'azione di fregamento dato dai tessuti indossati, dalla gestualita' corporea, dal vento, pioggia, caldo, freddo, ecc. 
Conclusioni 
La visita e l'attenta valutazione della pelle del paziente diabetico si eseguono in modo attento con la lente di ingrandimento, usando, se possibile, apparecchi atti a completare lo studio e la valutazione della cute come il pHmetro, il corneometro, il sebometro, la lampada di Wood. Una volta classificata la pelle, si inizia la detersione con prodotti e sostanze specifiche nonche' la scelta del trattamento ''speciale'' piu' idoneo al problema sotto mano. Humage, vaporizzazioni, microelettroforesi, anaforesi, cataforesi, alta frequenza, maschere a freddo, docce filiformi agli oligoelementi o di acqua termale, ma anche tecniche quali il face ayurvedic massage con prodotti appropriati sono la base per un intervento che, come e' ovvio, non si limita a una seduta, ma deve contare su un programma speciale e specifico ad personam che puo' includere anche il camouflage.

I NUMERI DEL DIABETE

I centri diabetologici sparsi in Italia sono circa 600 di cui 278 al Sud, 108 al Centro e 242 al Nord. I pazienti con diabete diagnosticato sono quasi 2.400.000, di cui soltanto il 10% soffre di diabete insulinodipendente di tipo 1, mentre il resto e' affetto da diabete di tipo 2. Incerto invece il numero dei malati non ancora a conoscenza della loro malattia. Circa il 50% usa come trattamento primario la categoria dei farmaci ipoglicemizzanti, seguito dall'insulina (40%) e da una dieta adeguata.








 


 

 

 


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