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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012


dott. Giuseppe Alessandrini Dermatologo

La paziente e la pelle ispessita

Una leggera secchezza e' un problema cosmetico, una secchezza severa e prolungata spesso puo' sottendere un problema dermatologico

del dott. Giuseppe Alessandrini, Dermatologo

Recentemente una mia paziente che aveva in mano un foglietto illustrativo di una crema mi ha fermato e posto una domanda molto diretta: ''cosa s'intende per pelle secca e ispessita e perche' viene”? Apparentemente per un dermatologo esperto non ci dovrebbero essere problemi a rispondere a un quesito cosi' banale, ma a pensarci bene, la cosa non e' cosi' facile come sembra. La pelle secca e screpolata e' infatti un problema molto comune sia in persone sane che in pazienti con malattie della pelle, potendo essere causata da alcuni disordini congeniti relazionati alla struttura e alla funzione dell'epidermide (ittiosi, dermatite atopica) o essere secondaria ad altre malattie tipo diabete o insufficienza renale. Talvolta, pero', la condizione puo' presentarsi come risposta a un ambiente con scarsa umidita' e/o bassa temperatura, ma anche l'esposizione a solventi, liquidi aggressivi, detersivi, acidi ed alcali puo' produrre secchezza. A rendere il quadro piu' complesso c'e' il fatto che le caratteristiche tattili e visive della pelle secca possono essere soggettive e oggettive, mentre le caratteristiche sensoriali sono solo soggettive. Le caratteristiche visive sono eritema, superficie opaca, secchezza, aspetto desquamante, spacchi e fessurazioni, quelle tattili ruvidita' e non uniformita', mentre le sensoriali sono pelle secca, sgradevole, dolente, pruriginosa, che punge e che tira. C'e' poi un altro modo di raccontare la secchezza cutanea e ha a che fare con la parola magica: idratazione. Si puo' dire, infatti, che uno stato di idratazione della pelle cosiddetto normale e' caratterizzato dall'assenza di sintomi. Mentre una persona con la pelle secca, poco idratata, lamenta mancanza di elasticita', bruciore e/o prurito, eritema, desquamazione e, talvolta, fessurazioni o ragadi. Una secchezza leggera puo' essere considerata un problema cosmetico, mentre una secchezza severa con un importante livello di manifestazione dei sintomi descritti sara', molto chiaramente, un problema medico. Anche il termine pelle secca non e', in generale, una accezione univoca. Alcuni studiosi lo riferiscono alla mancanza di acqua nello strato corneo, mentre altri considerano la pelle secca nel gruppo dei disordini cutanei caratterizzati da pelle ruvida. Non e' stato mai definitivamente dimostrato che il contenuto d'acqua del corneo e' ridotto in tutte le condizioni di pelle secca come, ad esempio, nella pelle che clinicamente sembra secca del paziente nefropatico e nell'anziano. Cosi' come vi sono studi che dimostrano una discrepanza tra autovalutazione soggettiva e valutazione clinica obiettiva di pelle secca. Insomma, troppo semplice spiegare con una mancanza di acqua nel corneo tutti i tipi di problemi inclusi nel termine pelle secca, tipo rossore, desquamazione, ruvidita', prurito e sensazione di disagio! Piuttosto che tentare di aumentare la quantita' di acqua nel corneo, questa epidermide anormale dovrebbe essere trattata considerando le varie patogenesi. Correggere o prevenire certe anormalita' con trattamenti differenti, potrebbe aiutare a spiegare le diverse preferenze di prodotti idratanti di ciascuna persona aprendo cosi' nuove possibilita' di miglioramento nel trattamento dei differenti disordini da pelle secca. Oggi sappiamo che un moisturizer agisce sulla omeostasi della barriera cutanea e cio' significa che gli ingredienti di un prodotto cosmetico non sono inerti come si crede o, meglio, come ci siamo abituati a pensare. La maggiore conoscenza delle interazioni tra le sostanze applicate e la biochimica intrinseca dell'epidermide, poi, sta migliorando la formulazione dei futuri cosmetici per la pelle secca. Ma torniamo alla mia paziente… ho provato a spiegarle che per noi la condizione di pelle secca corrisponde a una serie di stati cutanei parafisiologici legati a stagionalita' (inverno) e all'ambiente (aria condizionata, piscina, aggressivi chimici, ecc.) o patologici (atopia, psoriasi, dermatiti in genere, farmaci, malattie sistemiche) o, ancora, causati da alterazione genetica. In ogni caso, la pelle secca e' sinonimo di disagio, sia per chi ce l'ha che per chi si relaziona con essa, ma bisogna anche capire che talvolta e' causata da incuria o insicurezza (vedi le mani secche e screpolate di chi si lava molte volte al giorno), da lavoro che usura o, ancora, da vita sregolata e priva di tempo per la cura di se stessi. Ho concluso il discorso con la mia paziente, suggerendole di favorire quello che la natura prevede con regolarita': il turnover dei cheratinociti dell'epidermide. Applicando, per esempio, una crema fluida per il corpo e una piu' consistente per i talloni e i gomiti, e facendola assorbire per ricostituire la funzione barriera a partire da acqua e lipidi in risposta a una aggressione fisica o chimica. Le ho detto che idratare e prendersi cura della propria pelle e' divenuto un gesto quotidiano e necessario. Mi ha guardato e mi ha chiesto: ''ma lo strato corneo non e' fatto di cellule morte? Provate voi a rispondere. Come spiegare la sua importanza per la funzione di barriera cutanea; quanto sia utile alimentare gli strati piu' profondi dell'epidermide, facendo in modo che essi garantiscano idratazione e compattezza dall'interno dell'epidermide stessa? Ho fatto ricorso al concetto di sostanza applicata dall'esterno che funziona da cemento intercellulare e ripara e protegge la pelle, un'idea sfruttata da quasi tutti i prodotti per la pelle secca e per quella tendenzialmente atopica. Guardando la sua pelle ispessita e ipercheratosica, non necessariamente patologica, ma semplicemente legata a condizioni parafisiologiche le ho prospettate nuove soluzioni capaci di esfoliare senza irritare e idratare senza ungere, penetrando fin negli strati piu' profondi dell'epidermide. Le ho cosi' consigliato un prodotto che filma la superficie come un umettante, si assorbe e penetra gli spazi intercorneocitari come un cheratolitico e ammorbidisce come un emolliente. Si e' mostrata sorpresa perche' le smontavo due principi della dermatocosmetologica: esfoliare senza procurare secchezza, anzi correggendola, e idratare e ammorbidire, senza dover ricorrere a un veicolo grasso. La formula prevede infatti un fattore di idratazione naturale, un enzima proteolitico tipo papaina, rilasciato in maniera continua da un film molecolare, che accelera il turnover corneocitario senza irritazione visibile e crea un'azione filmante non occlusiva e non grassa fornita da eteropolisaccaridi (gomma xantana, glucosio e carragenani). Le ho garantito che la sua pelle tornera' vitale come se avesse ricevuto acqua dall'interno, nonche' compatta e levigata. E che se continuera' nella cura oltre la durata della terapia, manterra' i benefici e ridurra' le ricadute, conservando una percezione di senso di benessere della propria pelle nelle aree sottoposte a carico e frizione (piedi, talloni in particolare, gomiti, ecc.), oltreche' di quelle con pelle secca. Mi ha guardato con serieta' e se ne e' andata dicendo: mi fido, ci provero'.



 


 

 


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