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Dermatite atopica? E' geneticamente determinata
Il dibattito se la dermatite atopica ha origine
allergica o di natura strutturale geneticamente determinata e' chiuso: la
ricerca conferma la seconda ipotesi
Prof. Fabio Arcangeli Direttore della U.O. Di
Dermatologia e del Centro di Dermatologia e Dermochirurgia Pediatrica
dell'Ospedale "M. Bufalini" di Cesena
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Prof. Fabio Arcangeli Direttore della U.O. Di Dermatologia e del
Centro di Dermatologia e Dermochirurgia Pediatrica dell'Ospedale
"M. Bufalini" di Cesena
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La dermatite atopica e' una delle malattie dermatologiche
piu' frequenti nell'eta' pediatrica. E' un disturbo che interessa solo la pelle,
non minaccia lo stato di salute generale e una volta risolto non lascia
cicatrici o sequele. Tuttavia, in molti casi e' estremamente fastidiosa, specie
a causa del prurito intenso, rendendosi responsabile di un grave disagio per il
bambino e per i suoi familiari. Ancora oggi non si conosce esattamente la causa
di questa dermatite. Da molti anni due principali ipotesi sono state al centro
della ricerca degli studiosi. La prima, che potremmo chiamare "allergica",
avvalorata dal frequente riscontro di una familiarita' allergica e dalla
possibile associazione con patologie allergiche a carico dell'apparato digerente
o respiratorio, riteneva che fattori allergici di varia natura (soprattutto
alimentari) potessero svolgere un ruolo determinante nella comparsa delle
manifestazioni cutanee. Da questa interpretazione sono derivati i provvedimenti
dietetici, prescritti ai bambini e alle madri dei lattanti, con l'intento di
allontanare possibili fattori causali anche con finalita' di prevenzione. La
seconda, che potremmo chiamare "cutanea", avvalorata dalla comune esperienza
che tutti i soggetti affetti da questa malattia presentano una pelle
tendenzialmente secca, estremamente sensibile e facilmente irritabile (ne sono
testimonianza la costante intolleranza alla lana e alle fibre sintetiche, ai
detergenti, al calore e alla sudorazione), riteneva che alla base del disturbo
potesse esserci un difetto costituzionale nella struttura cutanea tale da
comprometterne la capacita' protettiva nei confronti di agenti esterni. Molte
osservazioni, derivate dalla comune frequentazione di questa malattia nell'eta'
pediatrica e in quella adulta, hanno spesso prodotto ragionevoli perplessita'
circa la reale influenza di specifici agenti allergici:
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Due casi di dermatite atopica localizzati sul cuoio capelluto
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1. Solo il 50% circa o poco piu' dei bambini con eczema dimostrava un qualche
rapporto con l'allergia (familiarita' allergica, IgE elevate, positivita' ai
test di allergia, presenza di altre manifestazioni piu' tipicamente allergiche
quali disturbi gastro-enterici da allergia alimentare, asma, rinite o
congiuntivite da inalanti);
2. L'allontanamento dei presunti colpevoli, gli alimenti o gli inalanti per i
quali si poteva presumere o provare una sensibilita' allergica mediante test in
vivo (es. prick test) o attraverso esami di laboratorio (es. RAST), assai
raramente produceva benefici se non quando associato a trattamenti sintomatici
come l'impiego di antinfiammatori, locali o sistemici;
3. L'esposizione intensa agli stessi agenti allergici non sempre produceva, come
ci si sarebbe atteso, una ricaduta o un peggioramento della malattia;
4. Il decorso fluttuante della malattia, spesso con ritmo stagionale (es.
frequente miglioramento nella stagione estiva), nonostante l'esposizione ai
presunti nemici (alimenti o inalanti) rimanesse costante. La ricerca piu'
recente ha prodotto risultati significativi che sembrano avvalorare la seconda
ipotesi. La cute dei soggetti affetti da dermatite atopica presenterebbe
importanti alterazioni strutturali (riduzione di alcune componenti lipidiche,
proteine alterate quali la filaggrina) e funzionali (aumentata attivita'
proteasica) geneticamente determinate. Oggi dovremmo quindi parlare di eczema
costituzionale e non di dermatite atopica, se non altro per non illuderci di
poter riconoscere una causa "allergica" il cui allontanamento potrebbe risolvere
la malattia. Eczema perche' e' cio' che si vede ed e' simile ad altri eczemi, e
in modo analogo andra' trattato, costituzionale perche' e' indubbio e dimostrato
che sono in gioco fattori genetici. Ma se le diete, cosi' come l'allontanamento
di altri agenti allergici, non hanno prodotto grandi risultati, cosa possiamo
fare oggi per assistere adeguatamente i bambini affetti da eczema
costituzionale? Sicuramente prenderci cura della loro pelle, dove e' malata e
dove e' apparentemente sana. Le cose utili non sono molte, ed ognuna
contribuisce alla migliore gestione della malattia, promuovendo miglioramenti
anche apprezzabili ma solo temporanei, da ripetere al bisogno o da integrare fra
loro, in attesa della regressione spontanea o comunque del ridimensionamento
clinico della malattia. Cosa serve, non per guarire la malattia, ma per
migliorare l'aspetto della pelle e alleviare il prurito:
1. evitare tutto cio' che puo' facilmente irritare la cute (indumenti in lana o
sintetici, detergenti contenenti solventi dei lipidi, bagno troppo caldo o
prolungato, elevate temperature ambientali, eccessiva sudorazione);
2. trattare con antinfiammatori locali (cortisonici ad elevato profilo di
sicurezza ed inibitori della calcineurina) le lesioni eczematose, fino alla loro
risoluzione per poi diradare le applicazioni molto gradualmente;
3. trattare con antibatterici locali ed antibiotici sistemici le lesioni
infette, denunciate dalla particolare intensita' dell'arrossamento e della
crostosita';
4. garantire una detersione non aggressiva, mediante l'impiego di prodotti
dedicati, privi di conservanti e profumazioni;
5. applicare quotidianamente idratanti ed emollienti in modo continuativo, non
solo sulla pelle malata ma anche su quella "sana". L'uso costante degli
emollienti si e' dimostrato capace non solo di ridurre la quantita' di
antinfiammatori necessaria a controllare la malattia ma anche di prevenire,
almeno in parte, le manifestazioni infiammatorie;
6. programmare l'esposizione solare, cauta e graduale, durante la stagione
estiva, facendo tuttavia attenzione ad evitare i contatti ripetuti di eventuali
lesioni in fase attiva con agenti irritativi quali la sabbia, l'acqua di mare,
l'acqua clorata della piscina, la sudorazione, che potrebbero determinare un
facile peggioramento dell'eczema.
Solo nei casi in cui tutto cio' non riesca a sortire gli effetti desiderati
risultera' necessario adottare – in accordo con lo specialista – terapie di
livello superiore, di maggiore impegno biologico e comunque capaci di offrire
benefici transitori.
Bibliografia
vention of atopic dermatitis". J Am Acad Dermatol 2010; 63:587-93
2. 2. Mc Grath JA, Uitto J. "The filaggrin story: novel insights into skin barrier function and disease". Trends Mol Med 2008; 14:20-7
3. Bieber T. "Atopic dermatitis". N Engl J Med 2008;358:1483-94
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