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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012


Dermatite atopica? E' geneticamente determinata

Il dibattito se la dermatite atopica ha origine allergica o di natura strutturale geneticamente determinata e' chiuso: la ricerca conferma la seconda ipotesi

Prof. Fabio Arcangeli Direttore della U.O. Di Dermatologia e del Centro di Dermatologia e Dermochirurgia Pediatrica dell'Ospedale "M. Bufalini" di Cesena


prof. Fabio Arcangeli Dermochirurgia Pediatrica
Prof. Fabio Arcangeli Direttore della U.O. Di Dermatologia e del Centro di Dermatologia e Dermochirurgia Pediatrica dell'Ospedale "M. Bufalini" di Cesena

La dermatite atopica e' una delle malattie dermatologiche piu' frequenti nell'eta' pediatrica. E' un disturbo che interessa solo la pelle, non minaccia lo stato di salute generale e una volta risolto non lascia cicatrici o sequele. Tuttavia, in molti casi e' estremamente fastidiosa, specie a causa del prurito intenso, rendendosi responsabile di un grave disagio per il bambino e per i suoi familiari. Ancora oggi non si conosce esattamente la causa di questa dermatite. Da molti anni due principali ipotesi sono state al centro della ricerca degli studiosi. La prima, che potremmo chiamare "allergica", avvalorata dal frequente riscontro di una familiarita' allergica e dalla possibile associazione con patologie allergiche a carico dell'apparato digerente o respiratorio, riteneva che fattori allergici di varia natura (soprattutto alimentari) potessero svolgere un ruolo determinante nella comparsa delle manifestazioni cutanee. Da questa interpretazione sono derivati i provvedimenti dietetici, prescritti ai bambini e alle madri dei lattanti, con l'intento di allontanare possibili fattori causali anche con finalita' di prevenzione. La seconda, che potremmo chiamare "cutanea", avvalorata dalla comune esperienza che tutti i soggetti affetti da questa malattia presentano una pelle tendenzialmente secca, estremamente sensibile e facilmente irritabile (ne sono testimonianza la costante intolleranza alla lana e alle fibre sintetiche, ai detergenti, al calore e alla sudorazione), riteneva che alla base del disturbo potesse esserci un difetto costituzionale nella struttura cutanea tale da comprometterne la capacita' protettiva nei confronti di agenti esterni. Molte osservazioni, derivate dalla comune frequentazione di questa malattia nell'eta' pediatrica e in quella adulta, hanno spesso prodotto ragionevoli perplessita' circa la reale influenza di specifici agenti allergici:

Due casi di dermatite atopica localizzati sul cuoio capelluto Due casi di dermatite atopica localizzati sul cuoio capelluto

Due casi di dermatite atopica localizzati sul cuoio capelluto

1. Solo il 50% circa o poco piu' dei bambini con eczema dimostrava un qualche rapporto con l'allergia (familiarita' allergica, IgE elevate, positivita' ai test di allergia, presenza di altre manifestazioni piu' tipicamente allergiche quali disturbi gastro-enterici da allergia alimentare, asma, rinite o congiuntivite da inalanti); 
2. L'allontanamento dei presunti colpevoli, gli alimenti o gli inalanti per i quali si poteva presumere o provare una sensibilita' allergica mediante test in vivo (es. prick test) o attraverso esami di laboratorio (es. RAST), assai raramente produceva benefici se non quando associato a trattamenti sintomatici come l'impiego di antinfiammatori, locali o sistemici; 
3. L'esposizione intensa agli stessi agenti allergici non sempre produceva, come ci si sarebbe atteso, una ricaduta o un peggioramento della malattia; 
4. Il decorso fluttuante della malattia, spesso con ritmo stagionale (es. frequente miglioramento nella stagione estiva), nonostante l'esposizione ai presunti nemici (alimenti o inalanti) rimanesse costante. La ricerca piu' recente ha prodotto risultati significativi che sembrano avvalorare la seconda ipotesi. La cute dei soggetti affetti da dermatite atopica presenterebbe importanti alterazioni strutturali (riduzione di alcune componenti lipidiche, proteine alterate quali la filaggrina) e funzionali (aumentata attivita' proteasica) geneticamente determinate. Oggi dovremmo quindi parlare di eczema costituzionale e non di dermatite atopica, se non altro per non illuderci di poter riconoscere una causa "allergica" il cui allontanamento potrebbe risolvere la malattia. Eczema perche' e' cio' che si vede ed e' simile ad altri eczemi, e in modo analogo andra' trattato, costituzionale perche' e' indubbio e dimostrato che sono in gioco fattori genetici. Ma se le diete, cosi' come l'allontanamento di altri agenti allergici, non hanno prodotto grandi risultati, cosa possiamo fare oggi per assistere adeguatamente i bambini affetti da eczema costituzionale? Sicuramente prenderci cura della loro pelle, dove e' malata e dove e' apparentemente sana. Le cose utili non sono molte, ed ognuna contribuisce alla migliore gestione della malattia, promuovendo miglioramenti anche apprezzabili ma solo temporanei, da ripetere al bisogno o da integrare fra loro, in attesa della regressione spontanea o comunque del ridimensionamento clinico della malattia. Cosa serve, non per guarire la malattia, ma per migliorare l'aspetto della pelle e alleviare il prurito: 
1. evitare tutto cio' che puo' facilmente irritare la cute (indumenti in lana o sintetici, detergenti contenenti solventi dei lipidi, bagno troppo caldo o prolungato, elevate temperature ambientali, eccessiva sudorazione); 
2. trattare con antinfiammatori locali (cortisonici ad elevato profilo di sicurezza ed inibitori della calcineurina) le lesioni eczematose, fino alla loro risoluzione per poi diradare le applicazioni molto gradualmente; 
3. trattare con antibatterici locali ed antibiotici sistemici le lesioni infette, denunciate dalla particolare intensita' dell'arrossamento e della crostosita'; 
4. garantire una detersione non aggressiva, mediante l'impiego di prodotti dedicati, privi di conservanti e profumazioni; 
5. applicare quotidianamente idratanti ed emollienti in modo continuativo, non solo sulla pelle malata ma anche su quella "sana". L'uso costante degli emollienti si e' dimostrato capace non solo di ridurre la quantita' di antinfiammatori necessaria a controllare la malattia ma anche di prevenire, almeno in parte, le manifestazioni infiammatorie; 
6. programmare l'esposizione solare, cauta e graduale, durante la stagione estiva, facendo tuttavia attenzione ad evitare i contatti ripetuti di eventuali lesioni in fase attiva con agenti irritativi quali la sabbia, l'acqua di mare, l'acqua clorata della piscina, la sudorazione, che potrebbero determinare un facile peggioramento dell'eczema. 
Solo nei casi in cui tutto cio' non riesca a sortire gli effetti desiderati risultera' necessario adottare – in accordo con lo specialista – terapie di livello superiore, di maggiore impegno biologico e comunque capaci di offrire benefici transitori. 

Bibliografia
vention of atopic dermatitis". J Am Acad Dermatol 2010; 63:587-93 
2. 2. Mc Grath JA, Uitto J. "The filaggrin story: novel insights into skin barrier function and disease". Trends Mol Med 2008; 14:20-7
3. Bieber T. "Atopic dermatitis". N Engl J Med 2008;358:1483-94




 

 

 

 


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