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articolo aggiornato il: Tuesday 15 May 2012


Dott.ssa Laura Colonna, Dermatologo U.O.C. di Dermatologia IDI IRCCS, Roma

Dermatite seborroica, nuovi protocolli terapeutici con rimedi naturali

Numerosi i rimedi naturali e i principi attivi utilizzati o in via di sperimentazione in protocolli terapeutici per la Dermatite Seborroica

della Dott.ssa Laura Colonna, Dermatologo U.O.C. di Dermatologia IDI IRCCS, Roma

La terapia della Dermatite Seborroica e' mirata a combattere i principali fattori patogenetici ed eliminare i fattori scatenanti: la secrezione sebacea per il suo ruolo permissivo, la colonizzazione da lieviti del genere Malassezia, la suscettibilita' individuale allo stato infiammatorio. Prove a favore del ruolo permissivo svolto dal sebo sono la comparsa della malattia nei periodi di vita di maggiore attivita' delle ghiandole sebacee e la predilezione per le zone ad elevata densita' di ghiandole sebacee (capillizio, volto, regione medio-toracica) (1). Di contro non esiste correlazione tra gravita della dermatite e l'aumento della seborrea (2). Prove a favore del ruolo svolto dalla Malassezia, che come e' noto e' un lievito saprofita della cute, e' principalmente un dato indiretto, ovvero il successo delle terapie antimicotiche nel trattamento della dermatite seborroica e la riduzione della Malassezia nelle fasi di remissione della malattia e ricolonizzazione della cute nelle recidive. Oggi sappiamo che la Malassezia non possiede un sistema di sintesi degli acidi grassi, fondamentali per la sua sopravvivenza e crescita, ma secerne lipasi e fosfolipasi in grado di degradare i trigliceridi sebacei in acidi grassi liberi sulla superficie cutanea. 
Una prova a sfavore e' invece la scoperta che non c'e alcuna differenza sulla quantita' di Malassezia tra i pazienti affetti da dermatite seborroica e soggetti sani (5). I metaboliti rilasciati dalla Malassezia su una suscettibilita' individuale potrebbero contribuire all'inizio di processi infiammatori. 

Inoltre sarebbe in grado di modulare il rilascio di citochine infiammatorie. In conclusione, sulla cute di soggetti predisposti, con alterazione della barriera cutanea, la Malassezia provocherebbe la stimolazione del sistema immunitario e l'inizio di processi infiammatori. In ambito terapeutico vanno registrate l'assenza di criteri diagnostici e di valutazione clinica validati e uniformi e la mancanza di linee guida chiare e uniformi sia nella gestione a lungo termine della malattia che nel controllo degli effetti collaterali dei pazienti HIV positivi e della popolazione pediatrica. Da cio' la necessita' di trials clinici di maggiore durata e che mettano a confronto le differenti strategie terapeutiche, compresi i dermocosmetici e la fototerapia. Volendo schematizzare, due sono gli obiettivi terapeutici da sottolineare: ridurre i segni e i sintomi della malattia come terapia d'attacco ed evitare  malassenzia

A model of the role of Malassezia lipase-mediated hydrolysis of scalp lipids in the etiology of dandruff and seborrheic dermatitis. Some fatty acids are consumed by the fungal cells, whereas other fatty acids cause scalp irritation (T. L. Dawson Jr. J. of Investigative Dermatology Symposium Proceedings 2007 12, 15–19)
le recidive alla sospensione del trattamento come terapia di mantenimento (9). Per ridurre la colonizzazione cutanea da parte della Malassezia si deve ricorrere a farmaci antimicotici topici o sistemici. Per la riduzione dell'infiammazione, in particolare del prurito e dell'eritema, si puo' scegliere fra antimicotici topici per la loro azione antinfiammatoria: corticosteroidi topici, immunomodulatori topici non corticosteroidi; antiparassitari e creme emollienti. Infine, per la rimozione delle squame e del sebo in eccesso: cheratolitici, astringenti e detergenti. 
Partiamo analizzando le diverse famiglie di principi attivi. 
allilamine
Le Allilamine (Terbinafina) svolgono un’azione Fungicida tramite l’inibizione della squalene epossidasi e accumulo di squalene intracellulare fino a livelli tossici e un’accertata azione antinfiammatoria. 
Gli Azoli: ketoconazolo, bifonazolo, metronidazolo, miconazolo, fluconazolo, hanno un'azione fungistatica inibendo la sintesi della parete cellulare del fungo per blocco del citocromo P450 che determina la compromissione della funzione e della crescita cellulare. È stata rilevata un'azione antinfiammatoria per inibizione della 5-lipossigenasi e blocco della sintesi cutanea di Leucotriene B4. 
Le Allilamine (Terbinafina) svolgono un'azione Fungicida tramite l'inibizione della squalene epossidasi e accumulo di squalene intracellulare fino a livelli tossici e un'accertata azione antinfiammatoria. 
I dati sull'efficacia degli Antimicotici sistemici nella cura di dermatite seborroica severa e diffusa e dermatite seborroica resistente alle terapie topiche sono limitati, di seguito saranno le posologie riportate in letteratura: 
- Itraconazolo: dosaggio di 200 mg/die per 7 giorni (induzione) e 200mg/die per 2 giorni al mese per 11 mesi (mantenimento) (11-12). 
- Terbinafina: mostra una limitata azione antimicotica verso la Malassezia ma ha un'azione antinfiammatoria. I dosaggi sono 250mg/die per 6 settimane13 o con uso intermittente: 250 mg/die per 12 giorni al mese per 3 mesi consecutivi (14). I corticosteroidi topici, presentano un'azione antinfiammatoria e sono quindi utili nella terapia a breve termine per la riduzione dell'eritema e del prurito. Lo schema terapeutico consigliato prevede 1-2 applicazioni al giorno ma non esistono raccomandazioni circa la durata della terapia. Si consiglia l'impiego di corticosteroidi di bassa potenza (Hydrocortisone butyrate, betamethasone valerate o mometasone furoate) per le possibili reazioni avverse: atrofia, follicoliti, teleangectasie, striae distensae, tachifilassi, rischio di assorbimento sistemico e soppressione dell'asse ipotalamo-ipofisario. Inoltre si assiste a una rapida recidiva alla sospensione della terapia (15). Il Metronidazolo Topico, trattamento di prima scelta nella rosacea papulopustolosa, potrebbe avere un possibile futuro impiego nei soggetti affetti da dermatite seborroica resistenti agli antimicotici topici. La sua efficacia sarebbe comparabile a quella del ketoconazolo 2% in crema, anche se il meccanismo d'azione non e del tutto conosciuto. 
Il Metronidazolo esplica 
- un'azione batterica e antiprotozoaria anche se il farmaco non risulta attivo verso Demodex folliculorum, P. acne, Stafilococchi e Malassezia, - un'azione antinfiammatoria inibisendo il rilascio di mediatori dell'infiammazione da parte dei neutrofili, la chemiotassi dei linfociti e sopprime l'immunita' cellulo-mediata. 
- un'azione antiossidante legata alla riduzione della produzione di ROS16. Interessante l'ipotesi dell'utilizzo off-label degli Immunomodulatori Topici che inibiscono la calcineurina (Tacrolimus 0,1% e 0,03% unguento e Pimecrolimus 1% crema). È conosciuta infatti la loro azione antimicotica legata all'inibizione della crescita della Malassezia (17) ma posseggono anche un'azione antinfiammatoria per: inibizione dell'attivazione dei linfociti T, soppressione della produzione di citochine proinfiammatorie del tipo T helper 1 (IL-2, IFN-g) e del tipo T helper 2 (IL-4, IL-10), inibizione della degranulazione dei mastociti e del rilascio di mediatori preformati (istamina, citochine, triptasi, eicosanoidi). A differenza dei corticosteroidi, questi farmaci non agiscono sulla proliferazione cheratinocitaria, sulle cellule endoteliali e sui fibroblasti, quindi non causano ne' teleangectasie ne' atrofia (18). Buone prospettive vengono dal ricorso a Raggi Ultravioletti a banda stretta (narrow-band UVB), che in alcuni studi hanno mostrato risultati 

I fattori scatenanti della Dermatite Seborroica sono: la secrezione sebacea, la colonizzazione da lieviti del genere Malassezia, la suscettibilità individuale allo stato infiammatorio. 
promettenti (19) e si propone come opzione terapeutica nei pazienti affetti da dermatite seborroica di grado severo, di lunga durata e con una risposta insoddisfacente alle terapie convenzionali. La loro efficacia e' presumibilmente legata a un effetto immunomodulatore e alla inibizione della crescita della Malassezia (20). Fra gli svantaggi segnalati le numerose visite presso le unita' di fototerapia, le rapide recidive (entro 2-6 sett.) alla sospensione del trattamento e il rischio di superare la massima dose cumulativa raccomandata. 
Da prendere in considerazione il ruolo della Biotina, cofattore essenziale per il corretto funzionamento delle carbossilasi che controllano le reazioni chiave nel metabolismo degli acidi grassi. A dosi farmacologiche modifica il metabolismo dei lipidi che nella dermatite seborroica appaiono chiaramente alterati all'interno della barriera cutanea. 
Lo Zinco Piritione 1% shampoo mostra sia un'azione antimicotica anche se meno efficace del ketoconazolo 2% sia un'azione cheratolitica (21-22-23). 
Il Solfuro di Selenio 2.5% shampoo mostra un'azione antimicotica, antibatterica e cheratolitica. Sembra essere efficace quanto il ketoconazolo 2% ma con maggiori effetti collaterali (prurito, bruciore, scolorimento dei capelli) (24). 
Il Piroctone Olamina 0,5% ha un'azione antimicotica (varie specie di Malassezia, Microsporum canis, varie specie di Trichophyton, Candida albicans, Aspergillus niger) e antibatterica ad ampio spettro (Gram positivi: Staphilococcus aureus, Micorcoccus luteus, Streptococcus pyogenes, Batterio ubtilis; Gram negativi: Escherichia coli, varie specie di salmonella, varie specie di proteus, di klebsiella, di enterobacter e di corynebacterium, Shigella flexneri, Pseudomonas aeruginosa, Haemophilus influenzae e Pasteurella multocida) facilitata da una elevata affinita' per la cute e gli annessi. In generale si ritiene che il Piroctone Olamina abbia una efficacia clinica superiore allo zinco piritione 1% shampoo nel trattamento della dermatite seborroica del capillizio (25). 
Del Catrame, utilizzato storicamente come cheratolitico, in realta' esistono pochi dati in letteratura, il meccanismo di azione e' poco chiaro e si puo' ipotizzare riduca la proliferazione epidermica per soppressione della sintesi del DNA o con un effetto fungistatico sulla Malassezia. Possibili le dermatiti da contatto e le follicoliti secondarie. Un interessante principio polifunzionale infine e' l'Allume potassico (vedi tabella a sinistra). 
In conclusione: 
- mancano di linee guida chiare e uniformi in merito al trattamento della Dermatite Seborroica; 
- nella gestione a lungo termine della malattia; nel controllo degli effetti collaterali; nel trattamento dei pazienti HIV positivi; della popolazione pediatrica; assenza di criteri diagnostici e di valutazione clinica validati e uniformi; necessita' di trials clinici di maggiore durata e che mettano a confronto le differenti strategie terapeutiche (compresi dermocosmetici e fototerapia). I fattori scatenanti della Dermatite Seborroica sono: la secrezione sebacea, la colonizzazione da lieviti del genere Malassezia, la suscettibilita' individuale allo stato infiammatorio.

Bibliografia
1)DeAngelis YM et al. Three etiologic facets of dandruff and seborrheic dermatitis: Malassezia fungi, sebaceous lipids, and individual sensitivity. J Investig Dermatol Symp Proc (2005): 295-297
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3)Thomas DS et al. In vitro modulation of human keratinocyte pro- and anti-inflammatory cytokine production by capsule of Malassezia species FEMS Immunol Med and Microbiol (2008) 54: 203-214
4)Thomas L. Dawson Jr. Malassezia globosa and restricta: Breakthrough Understanding of the Etiology and Treatment of Dandruff and Seborrheic Dermatitis through Whole-Genome Analysis. Journal of Investigative Dermatology Symposium Proceedings (2007) 12, 15–19
5)Dawson Jr TL. Malassezia globosa and restricta: breakthrough understanding of the etiology and treatment of dandruff and seborrheic dermatitis through whole-genome anlysis. Journal of Investigative Dermatology Symposium Proceedings (2007) 12:15-19
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9)National Guideline Clearinghouse (www.guideline.gov); Clinical Knowledge Summaries of the UK National Health System (cks.library.nhs.uk)
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12)Baysal V et al. Itraconazole in the treatment of seborrheic dermatitis: a new treatment modality. Int J Dermatol 2004;43:63-66
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14)Cassano N. et al. Oral terbinafine for the treatment of seborrheic dermatitis in adults. International Journal of dermatology 2002; 41:821-822
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23)Bae YS et al. Innovative uses for zinc in dermatology. Dermatol Clin. 2010 Jul;28(3):587-97
24)Danby, F.W et al. A randomized, double-blind, placebo-controlled trial of ketoconazole 2% shampoo versus selenium sulfide 2.5% shampoo in the treatment of moderate to severe dandruff. Journal of the American Academy of Dermatology 1993; 29(6),:1008-1012
25)Lodén M. et al. The antidandruff efficacy of a shampoo containing piroctone olamine and salicylic acid in comparison to that of a zinc pyrithione shampoo. Int J Cosmet Sci. 2000 Aug;22(4):285-9



 

 

 

 


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