DERMATITI DELLE CASALINGHE
Fabio Ayala Professore ordinario di Dermatologia
Universita'
di Napoli Federico II
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Le dermatiti costituiscono una delle patologie piu' diffuse
fra le donne che svolgono lavori di casa. Provocate direttamente da sostanze
irritanti o attraverso un processo di sensibilizzazione allergica. Di natura cumulativa
Come e' noto, le dermatiti da contatto si esprimono
prevalentemente in due modi: dermatite da contatto irritante (DCI), non
allergica, e dermatite allergica da contatto (DAC), nella quale i pazienti
reagiscono a sostanze o prodotti ambientali attraverso un processo di
sensibilizzazione allergica, mediato soprattutto da
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linfociti.
Un irritante e' qualunque agente chimico o fisico capace di
indurre un danno cellulare, se applicato sulla cute per un tempo sufficiente e
in concentrazione sufficiente. Gli agenti fisici piu' importanti sono quelli
meccanici, termici e climatici.
Nell’ambiente domestico esistono infinite categorie di
prodotti potenzialmente irritanti: vegetali commestibili, lucidanti per mobili e
legno, detergenti per piastrelle o stoviglie, saponi da bucato a mano o in
lavatrice, lucidi da scarpe, acqua a temperatura molto elevata o eccessivamente
fredda sono soltanto alcuni esempi. Molti di questi irritanti agiscono, nelle
prime fasi, danneggiando o eliminando il film idrolipidico di superficie,
componente impermeabilizzante dell’epidermide destinato a difendere la pelle
dall’ulteriore penetrazione di sostanze chimiche aggressive e a impedire l’eccessiva
perdita di acqua transepidermica. Fra le principali varieta' di dermatite da
contatto irritante (Tabella 1), la casalinga puo' presentare una forma acuta,
rara, o una reazione irritante, ma e' piu' comune in molte casalinghe la
cosiddetta DCI cumulativa. La forma acuta (o primaria) si manifesta quando la
pelle viene in contatto con sostanze a elevato potere irritante, spesso per
esposizione accidentale. Puo' manifestarsi, a esempio, per errori di
concentrazione di sostanze acide, alcaline, prodotti per la pulizia o la
disinfezione, o quant’altro possa creare sulla pelle un danno chimico intenso
e violento, in breve tempo. Acidi e alcali denaturano le proteine e provocano
profonde alterazioni dei nuclei e del citoplasma delle cellule dell’epidermide,
quando non giungono addirittura a danneggiare il derma. La reazione irritante,
che si manifesta spesso con rossore, desquamazione, talora con qualche vescicola
e piccole erosioni, e' invece un’espressione cutanea tipica di soggetti che
iniziano un lavoro "umido", cioe' che sono spesso a contatto con acqua
("wet workers"). Oltre alle casalinghe, anche baristi e parrucchieri
(Figura 1) possono presentare manifestazioni analoghe, soprattutto all’inizio
della loro attivita' lavorativa. I lavori umidi, aumentando l’idratazione
cutanea, facilitano inoltre la penetrazione di irritanti idrosolubili. L’acqua
stessa sembrerebbe il piu' importante irritante casalingo. Di gran lunga piu'
comune fra le casalinghe e' pero' la DCI cumulativa, che si manifesta dopo
esposizioni ripetute a irritanti deboli; oltre quelli gia' sopraelencati fra gli
irritanti domestici, da non sottovalutare alcool, ammoniaca, enzimi, ipoclorito
di sodio, lana d’acciaio. Cosi' le mani delle casalinghe, sottoposte a
ripetuti microtraumi meccanici (in cucina, nelle operazioni di pulizia della
casa, ecc), costrette al contatto con numerosi aggressivi chimici, o a basse
temperature (contatto con acqua fredda), vanno incontro innanzitutto a una
particolare secchezza (dermatite xerotica), per eliminazione progressiva del
film idrolipidico; successivamente possono comparire piccole fissurazioni,
desquamazione e assottigliamento della cute dei polpastrelli, fino alla quasi
scomparsa delle impronte digitali (Figura 2), che comporta perdita di parte
della sensibilita' tattile. Spesso all’inizio sono colpiti i polpastrelli del
pollice e delle prime dita, cosi' come il dorso delle mani; bruciore, e talora
prurito, sono i sintomi dominanti. I soggetti atopici sono piu' propensi a
sviluppare una DCI cronica e frequenti sono i quadri "ibridi", nei
quali si combinano irritazione e allergia, irritazione e atopia, o tutte e tre
(irritazione + allergia + atopia).
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La dermatite sembra comunque comparire quando le capacita' di
recupero della cute sono esaurite o quando la penetrazione degli irritanti
provoca una risposta infiammatoria. e' noto da anni che i surfattanti (saponi,
detergenti) producono rilascio di istamina dai mastociti e possiedono proprieta'
chemiotattiche anche nei confronti dei granulociti neutrofili; per alcuni
surfattanti l’azione chemiotattica e' pari a quella del leucotriene B4.
In uno studio condotto dal Gruppo Italiano di Ricerca sulle
Dermatiti da Contatto e Ambientali (GIRDCA) della Societa' Italiana di
Dermatologia e Venereologia (SIDEV), su circa 43.000 soggetti affetti da
dermatite da contatto irritante osservati nell’arco di dieci anni (1984-1993),
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Reazione irritante, che spesso compare all'inizio dell'attivita'
lavorativa
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la categoria professionale delle casalinghe e' risultata piu' numerosa rispetto
a quella di edili, metalmeccanici, parrucchieri e personale sanitario. e' all’insorgere
dei primi segni di DCI che bisognerebbe intervenire con la prevenzione,
utilizzando idonei mezzi di protezione ed evitando ulteriori contatti con
irritanti. Questo evita la persistenza di danni che possono contribuire, in
soggetti predisposti, al passaggio da una DCI a una vera dermatite allergica da
contatto (DAC). Apteni (sostanze capaci di indurre allergia) potenziali possono
infatti penetrare piu' facilmente attraverso un’epidermide gia' danneggiata.
In una prima fase della dermatite, avviene nella pelle la
liberazione di mediatori chimici importanti come interleuchine, interferon-ã,
tumor necrosis factor (TNF-á). Questi mediatori, all’inizio, sono comuni sia
alle DCI che alle DAC.
Una DAC compare quando si formano popolazioni di linfociti
specifici, capaci di riconoscere apteni specifici (nichel, altri metalli, apteni
contenuti nella gomma, profumi, conservanti di preparati topici, etc), a
contatto con i quali vengono liberate nella pelle sostanze capaci di indurre un
danno visibile clinicamente, spesso a tipo di eczema.
La dimostrazione dell’avvenuta allergia si ottiene di norma
eseguendo test epicutanei (patch test). Le sostanze da testare nel singolo
soggetto sono scelte fra quelle con le quali le casalinghe in genere, e quella
paziente in particolare, possono venire in contatto durante le loro attivita'
quotidiane.
Qualche anno fa abbiamo confermato l’importanza di alcuni
prodotti comuni ma sottovalutati, come l’aglio, nella genesi e nella
perpetuazione della classica sintomatologia eczematosa delle casalinghe. Ad
esempio, in uno studio condotto su 155 soggetti, di cui 62 casalinghe, 13% circa
risultavano allergiche a diallildisolfuro, sostanza contenuta nell’aglio
comune e capace di evocare alterazioni cutanee anche in seguito a contatto con
cipolle, che possono contenere la medesima sostanza. L’importanza di tale
aptene e' stata anche dimostrata di recente in altri Paesi, come il Portogallo,
dove le allergie all’aglio sono di gran lunga superiori, nelle casalinghe, a
quelle provocate, tra l’altro, da componenti dei guanti di gomma.
A proposito di questi ultimi, bisogna ricordare che nelle
casalinghe anche i mezzi di protezione possono talvolta provocare fastidi e non
essere del tutto tollerati, come abbiamo osservato in uno studio condotto in 4
paesi europei (Francia, Spagna e Portogallo, oltre l’Italia) (Tabella 2). A
volte e' l’occlusione associata all’uso di guanti a provocare la sensazione
di intolleranza al guanto, altre volte invece si tratta di vera allergia verso
componenti del guanto stesso (tiurami, mercaptobenzotiazolo, lattice, etc). In
una popolazione con dermatite delle mani recentemente studiata abbiamo rilevato
che, nelle donne, in un sesto dei casi l’eczema compare o peggiora entro un
anno dal matrimonio; in poco meno di un quarto entro un anno dalla nascita di un
figlio. In questo studio i preparati piu' utilizzati nella terapia delle
dermatiti da contatto delle mani erano rappresentati da cortisonici topici e
idratanti/emollienti. Questi ultimi erano impiegati circa due volte piu' delle
creme barriera. Da sottolineare che, nelle dermatiti da contatto, e' ormai
dimostrato che l’effetto barriera ottenuto con molti emollienti e' in realta'
paragonabile a quello di preparati proposti specificamente come crema barriera.
Purtroppo, la compliance delle casalinghe verso norme preventive e terapie
consigliate non e' molto alta, soprattutto perche' spesso risulta difficile alla
paziente farsi sostituire in alcune manualita' proprie della loro categoria
professionale. Questo spiega perche', in un nostro recente studio multicentrico,
il periodo piu' lungo di remissione della dermatite e' risultato di soltanto 1-2
mesi in quasi due terzi dei casi. Secondo alcuni, una modesta irritazione da
contatto cronica delle mani puo' colpire la totalita' (o quasi) dei soggetti
appartenenti ad alcune categorie lavorative (casalinghe, parrucchieri,
alimentaristi, edili, pescatori). La prevenzione rappresenta certamente il
presidio piu' importante per le dermatiti da contatto in genere. Un esempio di
norme fondamentali per prevenire le dermatiti da contatto delle mani e' riportato nel sito internet www.sidapa.com, curato dalla
Societa' Italiana di
Dermatologia Allergologica, Professionale e Ambientale (SIDAPA). Le DCI
croniche, di casalinghe cosi' come di altri lavoratori, non sono sempre
facilmente differenziabili dalle DAC sulla base della storia clinica e dell’esame
della cute colpita. La diagnosi di DAC nelle casalinghe mediante la tradizionale
tecnica del patch test e' di norma effettuata utilizzando gli apteni della
cosiddetta serie standard SIDAPA. Altri apteni possono essere utilizzati
(Tabella 3) – a parte quelli suggeriti dalla storia clinica specifica della
paziente – per evidenziare sensibilizzazioni allergiche rilevanti, cioe' causa
di dermatite in quello specifico caso. L’impiego a scopo diagnostico di apteni
della serie professionale integrativa "casalinghe" (Tabella 3) non
sembra tuttavia aggiungere molte probabilita' alla scoperta dell’aptene
responsabile dell’eczema.
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Oggi pero' si assiste ancora, anche nelle casalinghe, all’errore
di attribuire in ogni caso a un patch test positivo la responsabilita' della
dermatite, senza tener conto della reale rilevanza dell’aptene risultato
positivo.
Esiste infatti la possibilita' che l’aptene non sia
attualmente presente nell’ambiente della paziente e non sia pertanto
rilevante, o che comunque non sia responsabile dell’eczema per assenza di un
reale contatto. In tal caso si potrebbe diagnosticare erroneamente come
allergica una dermatite irritante, o comunque si potrebbe attribuire a
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Pulpite in casalinga
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un aptene
innocente (la cui positivita' e' solo un ricordo del passato, e quindi
anamnestica) la responsabilita' della malattia attuale. Sono spesso solo l’esperienza
del clinico e la raccolta attenta dell’anamnesi che consentono una diagnosi
corretta.
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Serie professionale integrativa "casalinghe"
allildisolfuro glicole propilenico
benzalconio cloruro potassio persolfato
blankophor tego 103G
canfora tego 103S
cera d’api tegobetaina L7
cloramina T tiourea
p-cloro-m-xilenolo trementina perossidi
cumarina trietanolamina
fosforo sesquisolfuro vanillina
Peggioramento delle dermatiti delle
mani dopo contatto con:
• Detersivi 54,5 %
• Acqua 38,3 %
• Saponi 35,7 %
• Guanti 23,5 %
• Verdure/Ortaggi 18,9 %
• Metalli 12,1 %
• Profumi 6,2 %
• Tinture e lacche per capelli 5,7 %
Le principali forme di DCI
- DCI acuta (o primaria)
• DCI acuta ritardata
- Reazione irritante
- DCI cumulativa (traumiterativa)
• DCI pustolosa e acneiforme
• DCI da cause meccaniche
• Irritazione soggettiva
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Bibliografia
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contact dermatitis of the hands in housewives. Curr Probl Dermatol 1995;23:41-48
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women.
Contact Dermatitis 1985;13:153-161.
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da aglio (Allium sativum) in casalinghe. Boll Derm Allergol Profess 1991;6:39-44
• Lisi P, Stingeni L, Mencacci A et al. La mano della
casalinga. Boll Ital Dermatol Clin Sperim 1993;47:71-79
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epidemiologica GIRDCA (Gruppo Italiano Ricerca Dermatiti da Contatto e
Ambientali) sulla dermatite da contatto in Italia (1994-1998) Ann It Dermatol
Allergol Clin Sperim 2003 (in corso di stampa)
• Sertoli A, Francalanci S, Acciai MC et al.
Epidemiological survey of contact dermatitis in Italy (1984-1993) by GIRDCA. Am
J Contact Dermatitis 1999;10:18-30
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