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Dermatologia e Ambiente
Dott. Vincenzo Battarra, dermatologo
Si vive di aria, acqua, terra e fuoco. Lo sa bene la nostra pelle, che respira l’aria e si lascia sedurre e accarezzare dal vento, che cerca l’acqua per la sua idratazione ottimale, che conosce la terra e i suoi colori, che teme il fuoco ma affida al sole il piacere di indorarla e
da' alla fiamma il compito di bruciare patologiche estroflessioni e propaggini.
I quattro elementi vivono e convivono sulla nostra pelle, incidono come patologie e come terapie, in un’armonia che
e' natura e antinatura, in un equilibrio che rispecchia quello dell’ambiente.
I danni dell’ecosistema si trasformano in noxae patogene sulla superficie del nostro corpo.
e' questa la “environmental dermatology”. L’ambiente in cui si vive
puo' essere esso stesso causa di patologie cutanee o puo' comunque modificare un quadro dermatologico, provocando un peggioramento clinico o una variazione del decorso.
Dermatosi ambientali
• Indoor
– fumo di sigaretta
– videoterminali
– telefonia mobile
– polvere domestica
– ustioni
• Outdoor
– raggi ultravioletti
– ambiente acquatico
– inquinamento atmosferico
– inquinamento acustico
– elettrosmog
Il degrado ambientale, l’inquinamento ad ampio raggio, hanno oggi come oggi chiare ripercussioni anche sulla cute, modificando alcuni parametri e aprendo il campo a nuove ipotesi
patogenetiche. In un mondo in cui le patologie cutanee da stress ambientale sono in continuo aumento, la
novita' potrebbe essere la “virtual
skin”. Il contesto ambientale, infatti, e' caratterizzato da una natura sempre
piu' artificiale e l’uomo per difendersi da se stesso indossa una nuova pelle, artificiale anch’essa, il
piu' possibile virtuale.
La moda e la cosmesi sono alla continua ricerca di nuove soluzioni-barriera. La sintesi di tessuti avvolgenti e la dispersione di polveri schermanti all’interno del make-up sono gli ulteriori segnali di un approccio alla protezione cutanea globale.
Non e' piu' sufficiente il concetto di pelle come zona di confine, organo di protezione, area di sensazioni, limite del corpo, spartiacque tra interno ed esterno. La pelle va protetta e vestita di fashion e di make-up. Ma l’ultima frontiera
e' la pelle come una tela, su cui esprimere una cognizione di se'. Nasce
cosi' il bisogno di dare nuove valenze alla pelle, esaltandola con un appariscente make-up, segnandola con il
piercing, il cutting e i tatuaggi, con finte cicatrici e con perline, mortificandola con il marchio a fuoco, moderni linguaggi tribali che stabiliscono nella Rete dei paesaggi urbani le coordinate della “nuova pelle”.
e' questo il quadro della pelle al tempo della cosmologia di Internet. I quattro elementi fondamentali rappresentano la tessitura, naturale e artificiale al tempo stesso, su cui si costruisce lo “skin
imaging”, quel processo dinamico continuo che e' immagine e indagine della pelle. Ovvero, “come leggiamo la pelle” tra
corporeita' fisica e intelligenza artificiale.
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DERMATOLOGIA D'URGENZA
L’ultimo libro dedicato all’interessante tema della dermatologia d’urgenza
e' stato pubblicato in Italia addirittura trent’anni fa, all’inizio degli anni Settanta: c’era dunque gran bisogno di una nuova pubblicazione, che rimodernasse i saperi legati all’intervento repentino dello specialista per la cura delle manifestazioni cutanee
piu' o meno gravi.
Ecco dunque l’edizione italiana di Emergency Dermatology. A Rapid Treatment Guide, di Alan B. Fleischer e alcuni suoi colleghi americani, che
e' stata curata dal Dottor Stefano Veraldi, dell’Istituto di Scienze Dermatologiche
IRCCS, Universita' degli Studi di Milano. Il titolo italiano del volume e'
Dermatologia d’Urgenza, ed e' edito dalla McGraw Hill.
La filosofia americana legata al ruolo del dermatologo sembra molto particolare, ma in
realta' ripropone un concetto che in Italia era gia' diffuso da oltre 30 anni: la cute come organo spia.
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Negli USA infatti, a ragione, si considera lo specialista della pelle proprio come un internista, che si occupa sia delle malattie della cute, primitive e “semplici”, sia di quelle manifestazioni “esterne”, che in
realta' non sono solamente dermatologiche. Di conseguenza il dermatologo ha un ruolo importantissimo nell’interpretare i sintomi in un’emergenza che si manifesti a livello superficiale,
poiche' essa potrebbe nascondere patologie interne piu' o meno gravi. Nell’edizione italiana
pero' sono stati eliminati alcuni particolari argomenti che sono ritenuti meno d’urgenza nel nostro paese: a esempio l’alopecia areata, il carcinoma
basocellulare, la vitiligine: l’adattamento degli argomenti trattati nel volume originale alla cultura medica italiana
e' stato un lavoro basilare, che pero' non ha impedito di mantenere l’estrema
fedelta' con cui e' stata tradotta l’opera originaria; come Veraldi spiega con grande modestia nella presentazione, Fleischer rimane l’autore originale dell’opera. Per ogni singolo caso viene presentata una o
piu' immagini di casi concreti rilevati negli anni, le descrizioni dell’anamnesi, dell’esame obiettivo (corredato da indicazioni di eventuali complicazioni possibili), della diagnosi basata sulle manifestazioni cliniche, una diagnosi differenziale, il trattamento o i trattamenti ideali per la guarigione e la gestione successiva del paziente, con eventuali suggerimenti terapeutici in
piu'. |
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