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Il sorgere di un autonomo gruppo di Donne dermatologhe nella nostra storia e nel nostro orizzonte professionale, cosi' come un fascio di fiori di cento colori, ha aggiunto un quid essenziale che ci mancava.
Quando generosamente e affettuosamente l’Associazione delle Donne Dermatologhe mi ha invitato a parlare del sole, considerato che tutti ne evidenziano i rischi, ho deciso di fare l’avvocato difensore. Non solo per fare il bastian contrario, non solo perche' potevo essere assunto sul libro paga di un buon Cliente, lui il Sole (forse piu' di Bush e, perfino, di Berlusconi…) ma per un’altra ragione che ci arrivava dal “Centro del Potere”.
Infatti, ho letto sul New York Times, la bibbia del moderno intellettuale che ha fretta di informarsi, che il collega Michel Holick di Boston sulla base di corrette statistiche recenti rilanciava effetti salvifici della luce solare su osteoporosi, diabete, ipertensione, sclerosi multipla, artrite reumatica, addirittura su tumori (del colon, della prostata e del seno) e sulla depressione. E quest’ultima ci ricordava modernamente quella ricerca della nostra Scuola fiorentina (Patrizia
Teofoli, una splendida collega ricercatrice che in trasferta in Alabama dimostrava che i raggi ultravioletti potevano splittare endorfine e quindi provocare benessere (!) dall’opiomelanocortina dei cheratinociti…) e ab antiquo l’attivazione antirachitica della vitamina D.
Su queste onde che mescolavano a buon fine scienza, cultura e… immaginazione sorsero le fantasie che leggete con benevolenza.
Dalle nostre profondita' al nostro lettino clinico, lectulus lucubratorius, non ci arrivava forse un rimprovero per le nostre battaglie contro il sole? Ricordavamo quanto mi dicevano le nostre meravigliose pazienti distese su quel lettino: mi creda non
e' solo come mi vedono e mi vedo, abbronzandomi, ma come mi sento. Piu' felice. Ad est, Giulietta
e' il sole naturalmente una donna - dice Romeo; Lug, femminile il sole in celtico, la luminosa! E nel sud del Dorset di Thomas
Hardy, a Stonehenge, la proto-cattedrale preistorica di pietra, proprio sulla pietra dell’altar maggiore, si pone Tess d’Urbervilles, che ha ucciso Alex che si
e' frapposto al suo amore con Angel (ne e' grondato di sangue il soffitto della pensione di
Brighton). E… si aspetta che il raggio di sole giunga, esatto al millimetro e al secondo all’alba, e la investa come una freccia di laser indicandola a chi viene per condurla alla forca… “Non fa paura ora il calore del sole?”
(Shakespeare, Cymbeline). Quel sole che ha distillato (sempre Thomas Hardy) il mare non lontano cosi' come le acque del
From!
Nella valle dell’Amúr (agli estremi della transiberiana) a poche verste da Vladivostock c’erano nella preistoria 4 soli infuocanti e accecanti: Dio tutti li abbatte' facendo la terra abitabile (non si sa se nella stessa occasione ne lascio' uno, quello piu' moderato e utile…), e nei riti sciamanici un’aquila nera che teneva nel becco il serpente stellato della notte, provvede ai riti funebri, mentre per i buriati sorgeva il sole su un cavallo (salvifico?) che appariva come un miraggio.
Ma in una sorta di miraggio vede gia' scisso il sole l’uomo primitivo nell’arcobaleno, l’arc en
ciel, rainbow, la russa radu'ga, femminile, sul Bajkal evaporante; simboli, fratelli col Cristo, gli arcobaleni figli di Dio, ma il Sole
e' anche per tanti popoli (i Semang malesi, i Fuegian della Terra del Fuoco) occhio buono, pendant con la luna che
e' l’occhio cattivo. Lo stesso sole buono per tanti popoli capace di fecondare pertanto, scaldando fino a bruciarti e ucciderti al diapason (precorrendo
fotodanni, fino alla carcinogenesi). Life is carcinogenetic and
wrinkle-genetic.
e' la vita col suo proseguire rugogenetica e carcinogenetica.
E psicopompo omicida al tramonto, ierofante iniziatico all’alba, e' il sole… Da sempre
e' percepito, avvertito da cellule cutanee dell’avamposto di peli e capelli (solo hair ambedue per gli
anglofoni!) e visto poi scomposto in raggi rettilinei e/o ondulati (Gue'non) e nei capelli di
Shiva, i raggi-capelli del sole talora rossi (come quelli della Corinna
Rigoni, presidentessa delle donne dermatologhe italiane), raggi di luce e colore o linee di pioggia illuminata nella pittura orientale, yang contrapposto a ying lunare, e simboli pitagorici.
Simbolo di Maya, il sole e' madre delle forme (e della vita e della morte) e alla base dell’arte saggissima del riconoscimento incluso anche quello diagnostico rivelante in medicina, quindi dell’Atto medico, occhio e cuore del mondo,
Âtma, spirito universale.
e' di sole il filo del Sutra, filo tartrico della tessitura, dell’ordito, della trama e filo di ragno; il filo di Arianna e della ricerca scientifica.
Il sole e' Apollo, Febo “il brillante” il “luccicante” Apollo, nato a
Delo, il piu' greco di tutti gli dei greci
e' dio della musica e della medicina, dio della Luce e quindi della Verita': il luogo del suo oracolo pitiatico (del serpente Pitone)
e' Delfi sotto il Parnaso, ove si va in trance (si sa ora, per i vapori cerebroattivi di dimetilmercurio emanati dalle crepe del terreno, scientificamente dimostrati). Apollo
e' un Sole, anche se, strictiori sensu, il Dio sole e' Elio, figlio del Titano Iperione (un proto-dio) ma i due furono sempre confusi cosi come Diana
(Artemide) con Selene, la Luna. Alla vivida fantasia creatrice di Ovidio dobbiamo il palazzo del Sole (sognato si dice da tutte le donne!), un luogo radiante, scintillante d’oro, d’avorio e gioielli. Sempre luminoso senza
oscurita', inaccessibile a mortali, ma non a Fetonte (Phaëton) che vi si reco' per chiedere, al dio se era veramente suo figlio, come la madre Climene gli diceva. Il dio confermo' e, alla pressante richiesta del figlio di sostituirlo per un giorno alla guida del Carro, accetto' a malincuore avvertendolo che il momento difficile, era, anche per lui, quando il Carro cominciava la discesa (per lui stesso una lotta!) e per quel momento terribile lo consigliava di rinunciare. Precipitera' nell’Eridano, sepolto dalle Heliadi su quelle rive arboree (per intercessione delle Naiadi che “lo piangono con lucenti lacrime d’ambra”… Ovidio!).
Il sole e' Budda, e' Dio – ma, per Sir Thomas Brown, e' l’oscuro simulacro di Dio e luce/ombra di Dio –
e' Cristo, e' Nikon nipponico, e' Oro (il Colosso di Rodi pero' e' in ottone pur luccicante al Sole).
e' il Padre.
e' fra le creature di S. Francesco: “spetialmente messer lo frate sole / lo quale
e' iorno, et allumina noi per lui / et ellu e' bellu e radiante cum grande splendore / de te, altissimo porta significazione”.
E, d’altra parte, secondo Matteo (5:45) “Dio lo fa sorgere sul malvagio e sul buono
(cosi' come fa scendere la pioggia sul giusto e l’ingiusto”. “E se l’uomo lavora dall’alba al tramonto, il lavoro della donna non
e' mai finito” (920,11). Atum egizio, Elio greco, il sole, filo illuminante fra conscio, subconscio e inconscio mentale,
e', si e' detto, simbolo del Padre, dell’Educazione formativa, coscienza, etica, anche Censura
(Freud con l’etico del Super-Io e dei divieti, intelletto e Sopra-cosciente), Giaguaro Maya, Materia prima degli alchimisti. C’e' perfino un sole nero notturno portato sul dorso del Dio degli Inferi degli
Aztechi.
Ma il quesito e': come resistere al sole e alle malelingue di medici dermatologi e come venirci a patti.
Io medico lo so, e soprattutto so chi e', com’e', il mio interlocutore con il suo fototipo e so quali sono le sue creme, i suoi filtri, che come Osvaldo alla madre mi chiede il sole
(Ibsen, Spettri, atto 3°): “Mamma, dammi il sole!”. Con Persio – allora – da qui il titolo - ego te intus et in cute novi … tu uomo, tu soprattutto donna, la piu' attratta dal sole con la promessa della bellezza e la minaccia dell’invecchiare, novi ti conosco dentro e in tutta - su tutta - la tua superficie!
Finisco arretrando a Copernico: infine noi piazzeremo il Sole stesso al centro dell’Universo. Tutto questo
e' suggerito dalla sistematica processione degli eventi e dall’armonia dell’intero mondo, se soltanto noi affrontiamo i fatti, come essi dicono, “con ambedue gli occhi aperti”
(Nicholas Copernicus, De Revolutionibus Orbium Coelestium, 1543).
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